Oz

Lumini accesi nel buio... fiammelle vive nella notte... scintille di anima e pensiero...

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sabato, 25 settembre 2004

Abitavi in una via troppo stretta per le mie lunghe gambe.
Eppure ti venivo a trovare spesso, a costo di crampi.
Lì da te me ne stavo rannicchiata e ingombrante, fuori luogo e fuori misura,
quasi non mi muovevo per non renderlo più evidente.
Ma tu bambina, saggia lo eri più di me e mi trattavi da pari a pari,
come se fosse solo una questione di spazio e di misura...
Per questo tornavo a giocare con te nella tua via, troppo stretta per le mie gambe lunghe.

Postato da: farolit a 17:53 | link | commenti (13) |

lunedì, 20 settembre 2004

Tango-evocación

Dónde mora la doncela
que es l’aurora?
Adónde te enscondiste
flor de sol?
Huiste palomita
huiste sola
y con las alas plegadas
Ahora quiero cantar
esta soledad.
Ahora, rayo de alegría,
en esta triste luz
recuerdo quando tu venía
Y la noche
era una gracia perfumada

O tango herido,
que busque alivio a tu mal!
O tango dolorido,
quando hace la musica a la tarde!
Melancolia perdída
dulce querencia
tanto silenzio te olvida!
Ma yo, hermosa estrella,
yo non olvido.
El tango vive, sin saber,
en nuestros brazos
En mi pecho sus pasos,
en cuerpo el ritmo,
cadencia del corazón
en las baldosas.
Morenita de alma,
mujer que alumbre las sombras,
sonriendo en murmullo
sin más horizonte que
ojos frente a frente,
yira el deseo qui te nombra
ausencia,
leve como palabras de niño,
Tus manos buenas
tus pies sapientes y tan lejanos
no vuelveran,
Pebeta de l’atardecer
todo te nombra:
el bandoneòn
los amigos, la milonga.
Te quiere otra vez
mi tango-evocación
te quiere y te sostienes
en el salón,
con el alma en los zapatos
llena de emoción
siente tu presencia
y el soplo de tu adiós.
Tango aferrado
a la intimidad muda
de tu mejor sonrisa.
Tango que te saluda.


Dove vive la ragazza
che è l’aurora?
Sei nascosta
fior di luce?
Sei fuggita colombella ?
Volata via
e con le ali piegate.
Ora  voglio cantare
questa solitudine.
Ora, raggio d’allegria,
in questa triste luce
ricordo quando arrivavie la notte
era una grazia profumata

Ora sei qui
nel  tango ferito
che tenta il sollievo alla pena,
sei qui, tango doloroso,
quando arriva  la musica alla sera.
Malinconia perduta, 
dolce impazienza,
tanto silenzio ti dimentica!

Ma io, stella che sfavilla,
non dimentico.
Il tango ti vive e non lo sa,
nell’abbraccio ci sei  ancora;
e nel  mio petto i  tuoi passi,
e in ogni corpo il tuo ritmo,
cadenza del cuore nel parquet.

Bruna dell’anima,
donna che illumini le ombre,
sorridi nel mormorio
senza altro orizzonte
che occhi fronte a fronte,
è vivo  il desiderio
che ti chiama assenza,
lieve come parola di bambino
dice: e le tue mani buone?
i piedi sapienti e tanto lontani
torneranno? Torneranno?

Pebeta del tramonto
tutto fa il tuo nome:
il bandoneòn,
gli amici, la milonga.
Ti chiede ancora
il mio tango-evocazione
ti chiede e ti sostiene
nel salone
con l’anima nelle scarpe
piena  di emozione,
sente la presenza
e il soffio del tuo adiós.

Tango ancorato
all’intimità muta
del mio miglior sorriso,
tango che ti  saluta.

(trad. maggio 2006)

Postato da: farolit a 16:36 | link | commenti (5) |

sabato, 11 settembre 2004

Ho scacciato i libri dal mio Regno.
Li ho esiliati nella stanza in fondo al corridoio, traditori. Che imparino lì, zitti e inascoltati.
La mia stanza ora è più ariosa.
Il suo silenzio si è fatto più dolce ed essenziale come nella stanza di un bebè.
Sono riapparse le pareti bianche, tutto respira, senza la polvere supponente dei volumi.
I pensieri si espandono, non rimbalzano più sui muri sorvegliati da manuali e romanzi.
Sì. É stata proprio un ottima idea scacciare il libri dal mio Regno.
Che entrino solo uno alla volta nel mio presente. Il comodino a fianco del mio letto gli darà notturna udienza.
Il Regno vive comunque, anzi fiorisce, senza quel popolo rumoroso di memorie, rimorsi, speranze tradite, sogni perduti, finzioni perenni, inganni consumati. Tornerete a capo chino, uno alla volta.
Uno alla volta vi acciufferò dal fondo del vostro nuovo scatolone e la mia clemenza sarà priva d’amore, ma equa e saggia per ognuno. Intanto però guadagnatevelo questo Regno che un tempo fu anche il vostro.
Sappiate anche voi la solitudine dell’abbandono senza scampo. Ve la restituisco.
Viviate lungamente nell’ingratitudine di chi fu la vostra prediletta compagna.
Sentiate tutta l’offesa incurabile della sua Indifferenza.
Annichilitevi nella sua sordità senza fine. Ritornate gli oggetti che siete.
Questo è il mio dente per dente.
É giunto il momento che a partire siate voi, gli ingrati venditori di promesse.
Sparite e la stanza sorride.
Non c’è prezzo per il candore rinato dalla vostra assenza.




Postato da: farolit a 19:26 | link | commenti (12) |

sabato, 04 settembre 2004





Lo so, lo so... è una gran delusione questo luogo vuoto e buio, soprendentemente visitato 49 volte.
Dovrei decidermi una buona volta a riempirlo delle mie ciarle, senza aspettare di capire come funzionano i template o come si caricano le immagini.
Ma bando alle attese, cominciamo pure. Oggi è un giorno perfetto per cominciare.
Si, oggi è un giorno apparentemente normale.
Il mare è stato bello, Isotta al balcone non ha scrutato niente di preoccupantemente nuovo. Gli amici stanno tutti bene... ed io son riuscita persino a completare il Bartezzaghi senza nemmeno un errore. Tutto bene.

Intanto il mondo fuori precipita, si precipita. E noi siamo capaci di sopravvivere a tutto: spegnendo la tv, non comprando il giornale, guardando il cielo come se niente fosse, il cielo sempre più blu.
Ma almeno oggi invece potremmo dircelo che non è affatto così... che questa resistenza si fa sempre più dura, che vien voglia di scappare sulla Luna.
Che il mondo precipita, tanto qui dentro non mi sentirà nessuno.

Postato da: farolit a 18:10 | link | commenti (7) |