Oz

Lumini accesi nel buio... fiammelle vive nella notte... scintille di anima e pensiero...

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sabato, 29 gennaio 2005



Me' voglio fa na casa mmiez' 'o maaare
Me' voglio fa na casa mmiez' 'o ma-a-are
Fravecata de penne de pavuuune,
Fravecata de penne de pavu-u-une.
 
Trallarallalla, llallarallalla,
llalla llallalla lla lla!

 D'argiento e d'oro voglio fa lli ggrare,
D'argiento e d'oro voglio fa lli ggrare.
E de prete preziose li balcune,
 de prete preziose li balcune.

Trallarallalla, llallarallalla,
llalla llallalla lla lla!

Quanne Nennella mia se vo' affacciare,
quanne Nennella mia se vo' affacciare.
Ognuno dice, ognuno dice:
Mo' spunta  lo soooooOleeee!

 Trallarallalla, llallarallalla,
lla llallalla llallalla lla lla!

La musica dunque.
La musica o una musica è lo stesso,
la cura perenne
la consolazione inattesa
la carezza che ci arriva dalla vita stessa e dalla possibilità felice che nella vita esista la musica
la musica che ci raggiunge, che ci trova, che ci incontra e si accuccia nel nostro ascolto come se già ci conoscesse,
la musica che ci riconosce.

 Eppure di musiche potremmo averne "ascoltate" tante, troppe, quasi da raggiungere l'assuefazione... quasi, quasi... perchè proprio quando meno ce l'aspettiamo o non ce lo ricordiamo
eccola che arriva e ci sorprende
, ci rende contenti di lei e di noi,
di lei che ci ha cercati,
di noi che siamo stati raggiunti,
dell'attimo in cui ci ha trovati
Ma soprattutto, inconsciamente, ci rende contenti che sulla terra e nella nostra vita (qualsiasi vita) esista la musica.

Questa canzoncina cullante e surreale scalda i giorni della mia metereopatica insoddisfazione, l'inverno del mio scontento, mi fa zompettare alle due di notte sotto lo sguardo compiaciuto di Isottina mia bella, affacciata ai piedi del letto come da un balcone, questa musica apre sul muro della mia stanza una finestra, mi fa vedere  questa fiabesca casa in mezzo al mare... piena di sole, di luce e di felicità , questa musichetta sveglia la cicala che c'è in me, le dà calore, la fa cantare, strimpellare, la tiene a galla... come solo la musica sa fare... da una settimana. Evita l'istintivo coma letargico dovuto all'attacco supremo del Generale Inverno e ai bui pensieri suoi fedeli alleati...
Sicchè, con questa immagine nel cuore, col suo rumore vero  e caldo nelle orecchie il gelo non è così gelo, anche Il Generale Inverno, vile e potente, passerà ... l'anima fischietta felice di questo alleato, e un'anima che fischietta, signori miei, non può soccombere.
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Qualunque sia la tua musica, lettore in ascolto, qualunque sia l'ultima musica che ti ha incontrato, l'adagio quieto di una sinfonia ... o il gingle di una pubblicità, un celebre brano jazz interpretato in una ennesima sorprendente versione... una canzoncina di quelle tanto orecchiabili e tanto commerciali, il magic trill di una voce inimitabile,  il suono inconfondibile di uno strumento per te terapeutico....

l'ultima musica che ti ha incontrato,
questo mi interessa sapere....

Dimmi la tua che ti ho detto la mia, lettore-ascoltatore, e perdona se, parlandoti della mia ultima musica, non ho messo on-line la voce di Murolo, le note di Donizetti, ma in fondo non importa, importa solo che ne abbia condiviso con te l'esperienza e importa anche che continuino magicamente a confortarmi.

Grazie a tutti coloro che mi hanno dato affetto, vicinanza, sostegno, consiglio e solidarietà  per la dipartita del mio caro Pc.
In realtà il monitor è la parte defunta, le sue spoglie sono attualmente (momentaneamente)  tumulate nello stanzino-deposito insieme a vecchie valige, stufe, addobbi di natale, quadri vari, bauli di corredo... pace all'anima sua. Quando è spirato ho avuto un senso di sollievo liberatorio... finalmente ha trovato pace. Dopo un adeguato periodo di lutto, che ho voluto osservare in onore alla memoria del "caro estinto buon anima" (e confesso che starsene per un pò  lontani dal pc è alquanto salutare!) l'Impareggiabile Isgiù mi ha dato in affido momentaneo il suo vecchio monitor che per fortuna scoppia di salute (foramalocchio).



Postato da: farolit a 13:30 | link | commenti (43) |

martedì, 25 gennaio 2005

 




 

Farolit dà il triste annuncio della dolorosa perdita del suo fedele p.c. che, dopo anni di lunga e onorata carriera, è spirato, improvvisamente e irreversibilmente, alle ore 21,30 del 23 gennaio 2005, mentre ancora tentava con tutte le sue forze di editare l’ultimo post su blogstretto dal titolo “anche i muri lo sanno”.

 

Affranta per la dolorosa perdita e per le incertezze derivanti dalla difficile reperibilità immediata di un degno sostituto, Farolit, sebbene chiusa nel suo dolore, abbraccia quanti le sono solidali.

Un particolare ringraziamento al mitico Isgiù che ha assistito amorevolmente il caro estinto durante la lunga agonia.


N.B. Non fiori ma opere di blog
 

p.s.: questo post è stato dettato per telefono da Farolit alla premurosa Clarenza.

Postato da: farolit a 12:12 | link | commenti (17) |

venerdì, 14 gennaio 2005

sogno2


Di sogni se ne parla spesso.


Solitamente se ne parla come chimere nel cassetto, stelle di gioventù, ideali inseguiti, ambizioni mai raggiunte... desideri da ricorrere ancora. Tutte cose che certamente ci aiutano a mandare avanti la pesante caretta del vivere.

Eppure, spesso, si trascurano i sogni fatti di notte, sono in molti  coloro che continuano a considerarli trascurabili residui dell’inconscio, a ignorarne l’esistenza, moltissimi, anche qui dentro, quelli che continueranno a ripetere “io non sogno … e se sogno non mi ricordo niente".

Come se i sogni fossero altrove.


Eppure questo ignorato dettaglio della nostra esistenza dormiente, questo universo parallelo, profondo e sconosciuto…  siamo noi stessi, noi sconosciuti a noi stessi.

Forse, se  rammentassimo più spesso questo rilevante dettaglio,  allora ci potrebbe interessare il sogno… il sogno questo inventore di immagini mirabili, questo rivelatore di messaggi essenziali, questo architetto dei luoghi comuni della nostra anima, luoghi che torniamo a visitare a nostra insaputa, regista di incubi portentosi che ci trascinano fuori di noi… dentro di noi... giù giù nell’abisso che siamo; il sogno, questo appagamento di desideri inespressi per dirla con le parole di Sigismondo quella dell’intramontabile Traumdeutung...
Insomma eccovi un mio sogno sognato, uno dei tantissimi che ho la fortuna di fare e di ricordare.

Mi trovo sott’acqua, nuda e nuoto senza alcuno sforzo, senza muovere le braccia, come un pesce, forse sono un pesce.
La cosa meravigliosa infatti è che respiro sott’acqua, in un’acqua trasparente e ambrata.
Lambisco dolcemente con la pancia un fondale di sabbia chiarissima, quasi d’oro.
Il paesaggio attorno è dolce quieto quasi deserto.
Ad un certo punto mi si affianca una donna molto bella, dai lineamenti di indiana d’america, con lunghi capelli neri che le ondeggiano lucidi attorno al volto..
Sorride e mi indica qualcosa tra la sabbia, sento il suo pensiero mi dice “guarda bene lì, nella sabbia” guardo e vedo qualcosa di bianco che affiora: sono camicie da notte tutte bianche, tutte belle e diverse, come quelle che si usavano un tempo, di  lino, di organza, di seta.
“guarda un po’ se trovi la tua, una della tua misura” mi dice.
Rovisto tra la sabbia e la trovo “se trovi la tua vuol dire che anche tu sarai l’amante di Casanova”
gioisco in cuor mio e faccio per provarmi la camicia, ma sotto la camicia appare una botola di legno verde, la apro e vi entro, scuscio dentro…
Mi trovo improvvisamente in una casa ottocentesca  alto borghese, sono molto imbarazzata perché so di essere un’intrusa capitata lì da troppo lontano. 
Mi trovo nel corridoio della grande casa e lo attraverso silenziosa sperando di non farmi notare; la casa è avvolta nella penombra del dopo tramonto ed io non resisto alla curiosità di sbirciare tra le porte semiaperte delle varie stanze che danno sul corridoio… Rischio di essere scoperta e di non poter giustificare la mia presenza, sento rumori che avanzano, mi infilo in una stanza-biblioteca e mi nascondo dietro una grande poltrona, sento le voci che si avvicinano, qualcuno si è seduto sulla poltrona e parla… una  lingua straniera, sembra tedesco, vorrei fuggire ma non posso, mi guardo attorno e dagli oggetti capisco di essere nello studio di Freud..
.


 
… Il sogno continua, caro lettore curioso dei sogni altrui, l’interpretazione te la risparmio perché riguarda solo me e i miei simboli.

I sogni son belli proprio per questo, perché inventano storie che ci riguardano, parlano un linguaggio bislacco e incoerente, uniscono  immagini reali del giorno prima a immagini remotissime della psiche,  creano allegorie individuali, storie parallele e inconsce che abbiamo la fortuna di vivere, altrimenti forse impazziremmo
Eppure  questi simboli, queste immagini “spostate” e “condensate “ dalla creatività psichica, qualcosa vogliono dire. E’ possibile, con un pò d'attenzione,  ricostruirne il senso, la coerenza segreta perché solo noi siamo gli unici possibili decifratori di questi simboli, noi gli unici inventori.

Il senso nascosto dei sogni è custodito  in  noi

E chi sogna lo sa bene, nel sogno riecheggia sempre qualcosa di "familiare", di "già conosciuto", qualcosa lascia sempre intuire l'evidenza di un senso, anche se nascosto e  nel senso nascosto, riecheggia sorridente l'interrogativo di un poeta del nostro tempo:

Chissà  qual è  la verità  dei  sogni, se  non quella  di renderci curiosi della verità?

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Orbene lettore,

che sei arrivato fin qui, raccontami un tuo sogno, anche un incubo va bene, anche l'unico sogno che ricordi... il solo che non hai mai dimenticato. T'ascolto
 
N.B: Il primo che mi cita Marzullo lo censuro


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P.S.

Avrei potuto dedicare questo primo post del 2005 a tutti i sognatori on-line;
avrei voluto dedicarlo all'Insonnia della ragione di mia madre creatrice di tante cose belle (oltre me   ) tra cui  questo disegno nato da un sogno.
Invece dedico questo post  al mio amato cognatino, l'imparegiabile ISGIU' che in mezzora mi ha risolto il problema del "postare"... va bene i sogni, ma viva anche chi ci risolve  il problema "reale" e "pratico" di poterli condividere! Grazie  Isgiù.


Postato da: farolit a 13:10 | link | commenti (52) |