Oz

Lumini accesi nel buio... fiammelle vive nella notte... scintille di anima e pensiero...

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martedì, 31 maggio 2005

Com'è piccolo il mondo blog e come è vario.

Con le sue tipologie umane così riconoscibili.

Questo è un meta-post, un post squisitamente autoreferenziale, dedicato ai blog anzi a

 quelli che il blog

quelli che il blog lo scrivono come fosse un diario

quelli che " il blog è un lavoro" anche se non li paga nessuno

quelli che  scoprono le affinità elettive

quelli che “non ho niente da dire ma lo dico tanto bene a tutti e tutti i giorni"

quelli che si nascondono dentro un nik o dietro una maschera di versi

quelli che copiaicollo da un blogger sconosciuto tanto nessuno se  ne accorge

quelli chesi dice di me

quelli che  “ciao, passavo solo per un saluto, leggerò un’altra volta il tuo post, ora non ho tempo per te, ma già che ci sei dai un’occhiatina e lascia un commento al mio ultimo interessantissimo post”

quelli che  baci baci

quelli che “a citazioni non mi batte nessuno”

quelli che “guardate che chicca vi ho scovato”

quelli che “anche se la notizia è su tutti i tg, come ve la posto io è molto più interessante”

quelli che lo dicono tra le righe

quelli che cercano qui la vita di fuori … e non la trovano

quelli che la vita  di fuori qui la vogliono dimenticare e invece la evocano continuamente

quelli checome disse…” se non mettono la citazione non sanno che dire.

quelli che “ho letto per voi, ho ascoltato per voi…”

quelli che posto ergo sum

quelli che “me ne frego di voi, fanculo

quelli che “mazza come sono pulp, splatt, mink, gulp!… 'dde pauuura!!”

quelli chekazzo, minkia, vedi che kazzo di slang del kazzo che c’ho!… kazzo.”

quelli che “oggi ho scoperto l’acqua calda e  ve la spiego”

quelli che contano gli ingressi

quelli che con ShinyStat controllano (o spiano?) chi c’è, chi non c’è, chi da dove quando e quanto entra o esce…

quelli che "questo blog mi consuma, io posterei di meno… ma mi reclamano"

quelli che ci credono

quelli che " linkami prima tu che dopo ti linko io"
quelli che “guarda guarda chi NON mi ha linkato

quelli che sono l'imperatore dello  Stato libero di Blog banana e ...ora ti censuro!
quelli che sono appena arrivati nel mondo blog
quelli che festeggiano il bloggheanno

quelli che lo chiudono

quelli che fingono di leggere e lasciano un commento che non c’entra niente

quelli che s’innamorano

quelli che scatenano risse virtuali

quelli che “mi piace la polemica, in ogni post so trovare il pelo nell’uovo e persino l'uovo nel pelo”

quelli che corrono in difesa
quelli che “che bello questo post, complimenti

quelli che trovano spesso le parole giuste

quelli che “sei mitico!!

quelli che “è vero o te lo sei inventato?

quelli che “ora parto

quelli che “sono tornato… quanto vi sono mancato?

quelli che cosa mi metto?

quelli che “ieri sera a Calascibetta di sotto c’è stato un interessantissimo seminario sulla produzione di tappi di bottiglia per gazzosa...”

quelli che “mondo cane, governo ladro

quelli che “che barbachenoiachenoiache barba…”

quelli che “si capisce molto che non trombo da un po'?’”

quelli che “io ci provo… Sì  ma solo virtualmente…”

quelli cheROOAR… aaah AAAAHHH AAARGH! HARD!”

quelli che “… Gud’i vorrei che tu Lapo ed io…”

quelli che “NO PONTE NO!

quelli che le classifiche

quelli chela mia città

quelli cheIo Tarzan, tu Jane…

quelli che “ciao dolcezza

quelle chebastardi gli uomini”

quelle checerco un uomo sensibile, gentile, attento, romantico… possibilmente eterosessuale

quelli che voglio una donna con la gonna e il reggicalze

quelli che  Ah! Ah! Ah!

quelli che “sono triste e solo sul cuor della terra…”

quelli cheVI AMO, bastardi”

quelli che “sono un/a grande figaccione/a ma voi potete solo immaginarmi attraverso presunte foto di miei presunti quarti di coscia

quelli chenessuno mi vuole

quelli che “ciao! Sono la Vispa Teresa! Entra nel meraviglioso mondo della dolce Candy”

quelli che “questa è la mia dolce casetta, questo è il mio dolce cagnolino, questo è il mio giardino fiorito e questo è il mio ombelichino

quelli che “se non fossi stato scostante e sgradevole a quest’ora non sarei qua a perdere tempo con voi… sgrunt!

quelli che “il mondo... quest’atomo opaco del male

quelli che la buttano sempre "a tarallucci e vino"

quelli che la prendono sempre sul serio... anche adesso.

quelli che “ho un'opinione su tutto!"
quelli che "se non posto sto male

quelli che "ci sono anche se non vi ascolto"

quelli cheio corrispondo solo con i miei simili

quelli che dicono la verità, tutta la verità, niente altro che la verità

quelli che sognano

quelli che raccontano

quelli che hanno belle storie

quelli che "io, IO, IO! … e ancora IO!
quelli che solo post impegnati
quelli che solo post disimpegnati

quelli che “faccio finta di ignorarti per non darti questa soddisfazione, tu non lo devi sapere ma io leggo abitualmente i  tuoi post e resisto alla tentazione di commentarti

quelli che sperano sempre

quelli che smontano tutto

quelli che "ora vi spiego il mondo"

quelli che IO ESISTO

quelli che “c’ho le buone letture, le scuole alte… non si vede?”

quelle che “c’ho ddu poppe così!”

quelli che “si vede quanto sono bello dentro?”

quelli che “ora vi do la ricetta dell’abbacchio

quelli che “quando sarò grande…”

quelli che “quando ero giovane, ai miei tempi…”

quelli che  “'mmazza come sono originale, questo nessuno ve l’ha mai detto…”

quelli che sarò breve … in sole tre pagine”

quelli chel’html, i tags, il template…”

quelli che “ma che musica!”

quelli chesenti la rima

quelli che guarda la foto

quelli chechiuso per ferie

quelli chenon  si vive di solo blog

quelli che si spendono generosamente

quelli che si trattengono per pudore

quelli che tacciono e fanno finta di non sentire”

quelli che “Ah io di politica NON me ne occupo!”

quelli che bloggo sempre bloggo fortissimamente bloggo

quelli che “sono Miss WebStar!

quelli che sorridono tra le righe… (per fortuna) anche adesso.


Nessuno si senta offeso per questo elenco disordinato di tic e caratteristiche dei blog, umano umanissimo,
e comprende anche me… cari miei bloggers di passaggio.

A questo punto non vi rimane che aggiungere

la vostra idea di quelli che il blog

 come sempre qui, proprio qui e ora.

_____________________________________________

N.B.

Prima o poi uno di noi (e non escludo che potrei essere io) sarà l’11.111° visitatore di Oz,  a questo signor Uno, anticipo i miei più oziosi complimenti: non ha vinto nulla di tangibile ma virtualmente tutti “quelli che il blog” potrebbero premiarla venendola a trovare. Cheese. :-D



Uh che bello! A quanto pare l'undicimilacentundicensimo visitatore di Oz è rimasto anonimo e silenzioso, un signor uno nessuno undicimilacentoundici ... qualsiasi e di passaggio. Com'è giusto che sia.
Benissimo vorrà dire che il PREMIO E' DI TUTTI NOI anonimi e non. Chi volesse però "premiare" la buona volontà (per la serie "quelli che per un pelo") di Aitan e di Clarenza, tra i quali si colloca l'anonimo vincitore, può andarli a trovare e rinnovargli questo premio di consolazione.
Io glielo porto questo ozioso Alloro della vittoria... hemm... hemm...a cui  ho aggiunto le bollicine della Festa, le preferisco.

Postato da: farolit a 14:05 | link | commenti (73) |

mercoledì, 25 maggio 2005



Aspetto al davanzale. Notti di maggio e chiari di luna non andrebbero sprecati, ma onorati piuttosto.
Una cicala lo sa. In questi casi ci meritiamo, quasi tutti, che prenda voce quel desiderio indistinto che soggiace, che ci fa oggetti e soggetti, che ci fa immaginare quel che da qualche parte di noi siamo ancora, quel che di noi qui e ora potrebbe ancora essere.
Un cedimento, un richiamo, qualcosa di noi che, sopito per lungo tempo, spunta improvviso, ben sveglio ad adescarci.
Come una musica dietro una finestra
, dentro una notte profumata e tiepida, ecco ci trasporta fuori di noi, in un altro noi.

Questa è una serenata, passante frettoloso, osservatore che dalla tua finestra ti affacci alla mia, uomo o donna che tu sia, questa è una serenata, senti, ti parla e ti fa entrare in questa notte di maggio,  in questo chiaro di luna, così come sei, pigiama e piedi nudi, non chiede altro che ti agganci l’appiglio del suo desiderio reale o immaginario;
ascolta, sveglia l’attenzione, lì dal bordo del tuo monitor-balcone, senti come attira lo slancio, come ti muove oltre la finestra chiusa, a scrutare sorridendo, a vedere cos’è, ad aprirla a te stesso.

Questa serenata
è una finestra che faresti bene ad aprire.
Lo so, so bene che queste nostre finestre virtuali son già apparentemente aperte, ma la storia delle serenate impone una finestra chiusa a cui il desiderio (travestito da musica e parole) bussa; ecco qui, solo questo volevo strimpellarti:



 

ooooo… aaaa… Scètate… oinè scetate … ooooo… aaaa… deh vieni alla fineeestra… aaaa… ooooo… ajer estaba recordando ooooo… aaaa… ooooo… un suave murmullio... ooo…

Io di serenate da fare ne ho tante, un repertorio infinito ma non le elenco perché le serenate si fanno, non si elencano; e se fossi una blogger esperta, se sapessi come inserire un adeguato sottofondo musicale a questo post lo farei, mi farei la serenata, proprio "in myyy solituuude” chè anche se nessuno mi ascolta, (ma io Billie e Cherubino ci capiamo bene) poco importa, se non ho chi m’oda, parlo d’amor con meeee…

Questa è la mia cicalante serenata, ora, se ti va, gentile ascoltatore,
fa’ la tua serenata… falla pure a chi ti pare, al desiderio che ti muove, all’oggetto di desiderio, a te stesso.
 Falla e ascoltala.

Qui si può, la finestra è aperta.

Postato da: farolit a 18:06 | link | commenti (48) |

martedì, 17 maggio 2005




A cosa giochiamo?

E' importante saperlo. Ho impiegato anni a capire che è importante sapere qual'è il gioco che si gioca e soprattutto a capire che il gioco è una cosa molto seria. Un bambino lo sa benissimo, un adulto dimentica di saperlo.
 Chissene impippa... penserete. E no! Impippa anche a voi. E come. Il gioco riguarda tutti, proprio tutti, anche quelli che fanno i solitari e persino quelli che non amano giocare e che credono di non giocare mai.
Non ha importanza, infatti, che il gioco piaccia o ci sia dato di sceglierlo, prima o poi ci ritroveremo (ma sarebbe più esatto dire "ci accorgeremo di ritrovarci")) sempre "dentro" il gioco, dentro "un" gioco, e dunque per questo è importante capire quale, non tanto per vincere o perdere, quanto per giocare. Perché ormai è cosa saputa e incontrovertibile

"è il gioco che ci gioca"

A noi non rimane che esserne consapevoli o no.
Se qualcuno di voi mi conoscesse bene saprebbe che io non amo giocare ai giochi comuni degli adulti, mi annoiano: videogiochi, giochi da tavolo, giochi di carte, giochi enigmistici … per via delle regole. Le regole, premessa indispensabile di qualsiasi gioco, mi pare che, nella maggior parte dei casi, imbriglino la fantasia, soffochino la creatività e dunque "mi" penalizzino.
Nonostante ciò gioco, ho imparato a giocare ad accettare l'etica del gioco come necessaria. Accanto a questo appare evidente che a me (e alla maggior parte dei bambini piccoli) i giochi piace inventarli insieme alle regole che li governano; ad alcuni di voi questo mio blog di Oz sembra un gioco, chissà forse lo è e ora ci sta giocando. E, se questo è un gioco, son contenta di giocare insieme a voi, lo dico soprattutto per rassicurare Clarenza perché, a quanto pare, da piccola sembrava non mi piacesse giocare con gli altri bambini. Non era vero ma così sembrava. ..

"...La qualcosa preoccupava fortemente la madre che regolarmente e imperiosamente mi sbatteva fuori di casa con l'ordine di "andare a giocare in cortile", così regolarmente io passavo mezzo pomeriggio sul pianerottolo a "giocare" con le piante della vicina, la signora Crispi, battezzandole, dialogando con loro, chiedendomi come mai anche noi non avessimo le piante sul pianerottolo, immaginando la casa della signora Crispi come quella di una fata, una casa giardino, piena di veli, di tende (anche quelle non c'erano a casa mia, come mai?) di mobili tutti bianchi, tutta pervasa dquel profumo di fata magica che l'attempata signora Crispi, rarissima apparizione di capelli d'argento occhi azzurri e parure di perle, lasciava nelle scale a suo passaggio, profumo che mi dava la certezza che fosse una vecchia fata in pensione.
Perché dunque dovevo andare di sotto a giocare, ad annoiarmi regolarmente con questa cosa del correre, in cui non trovavo nessun pensiero bello da inseguire, tranne la schiena di un bambino o una stupida palla. A parte la paura di cadere, c'era la lentezza del mio corpo (lentezza che a me piaceva e che non mi sembrava giusto ne sano combattere come un limite) che mi rendeva sempre prevedibilmente ultima in quei giochi.
Regolarmente venivo acchiappata o non acchiappavo nessuno, nemmeno la palla: regolarmente pagavo una stupida penitenza; soprattutto a palla avvelenata era una croce: regolarmente rimanevo ultima -io la più lenta- ad affrontare Francesco Pellicanò -il più veloce e violento - regolarmente ultima, spalle al muro e senza scampo in un pezzetto di cortile, come un condannato ad aspettare quella pallonata che Francesco Pellicanò sapeva lanciare con sadica perizia puntando dritto dritto alla mia faccia, calciando quel pallone immaginando chissà quale rigore... centrandomi regolarmente, con una botta feroce che mi faceva vedere tutto blu o arancione, un dolore che mi staccava dal mondo e poi mi riportava giù stordita, sconfitta, regolarmente.

Ma un giorno, avevo dieci, sempre in cortile, accadde che sua sorella gemella, Angela, sedicenne come lui, volesse "giocare alla mamma che spiega alla figlia come nascono i bambini ", mi mise sulle sue ginocchia e cominciò a spiegarmi che " il papà compra dei semi al mercato, la madre li mangia, poi le gonfia la pancia, il dottore la opera con un bel taglio e fa uscire il bambino". E lo diceva in assoluta buona fede la povera Angela Pellicanò; io l'ascoltavo incredula,  sapevo che non era così perché la mamma (la mia quella vera) me lo aveva spiegato dettagliatamente (dettagliatamente e scientificamente) e anch'io glielo spiegai in assoluta buona fede... come nascevano i bambini.
Ma Angela Pellicanò, inorridita e disgustata, non credeva alle mie parole di bambina più piccola seduta sulle sue ginocchia, mi diede della bugiarda mortificandomi; io però sapevo che credeva ai libri, ai disegni scientifici, una volta tutta felice mi aveva mostrato il suo Atlante Geografico, così le portai un'enciclopedia di quelle molto (troppo) alternative in cui c'era il disegno assolutamente verosimile in sezione di due corpi umani (maschile e femminile) uniti nel coito riproduttivo... Angela Pellicanò se ne tornò a casa in lacrime e sconfitta.
Era un condominio difficile il nostro. Anche nei giochi. "

Morale: è sempre utile a tutti sapere a che gioco si gioca, quale gioco ci gioca.

E tu, mio potenziale giocatore, a cosa vuoi giocare?
Dimmi: qual è il tuo gioco?

Postato da: farolit a 15:06 | link | commenti (40) |

venerdì, 06 maggio 2005

Parliamo di  Maestri,  buoni maestri, cattivi maestri, maestri putativi, maestri mancati, abdicati, ma soprattutto maestri inaspettati  involontari, imprevisti.
Di questi tempi non è facile trovare veri maestri, come si non ci fossero (più) lezioni da imparare... di questi tempi.
Sembra che a pochi interessi  "essere"  maestro... la cosa in effetti richiede tempo, attenzione, ascolto, condivisione, generosità, speranza ... seminare a vuoto senza vedere subito alcun frutto,
il maestro vero anche da vecchio serit arbores quae alteri saeculo prosient (semina alberi che gioveranno alla generazione ventura, così dice Stazio) cose utili e buone di cui egli non potrà usufruire ma che  lascia a chi verrà.

La  mia esperienza di maestri putativi è tanto fortunatissima, quanto disgraziata , ondepercuiposcia... non ne parlerò.
Dirò solo che la trasmissione di conoscenze culturali da sola non basta a fare il Maestro, quel privilegio di segreti saperi da custodire gelosamente, di buoni libri da leggere, di ottime musiche da ascoltare, di indicazioni di ricerca e di metodo, quel travaso di preziose conoscenze da solo non basta. Sarà per questo che  ho esiliato i libri dal mio regno?

Da sola, infatti, da me stessa, ho imparato una lezione indispensabile: "la conoscenza è utile, ma la verità è necessaria"...come dice il filosofo. Ed io, che proprio verità sempre andrò cercando "di tutte le cose la più giusta", ho imparato che un maestro senza verità non regge al tempo, perchè non semina alberi per quelli che verranno, è fasullo.
Capito questo accade una cosa molto strana e sorprendente: ci si accorge che la vita, solo che tu sia disposto ad accorgertene, ti  offre una serie di 
maestri inaspettati....



 

.... persone ed esperienze inattese che riescono continuamente a trasmettere lezioni, utili strumenti di verità per capire e conoscere le cose, noi stessi.
I maestri inaspettati sono tanti tantissimi, tanti quante le lezioni che hai saputo imparare da loro; alcuni di questi maestri non li riconosci subito come tali, li riconosci solo dopo, a esperienza fatta, quando ti avvedi di aver tirato fuori risorse, risposte, che non sapevi di avere, quando ti trovi ad applicare nella vita  la grande piccola preziosa lezione che non sapevi di aver imparato, perchè non ti eri accorto che ti era stata trasmessa, come un semino piantato tanto tanto tempo addietro che ora improvvisamente germoglia
Per me l'ultima - la più recente - maestra inattesa è stata  la zolla di terra , la zolla erbosa  inconsapevole della propria fertilità di cui già vi parlai.
  L'elenco è veramente interminabile, include il mio cane (Isotta perdonami se ti chiamo così ma è per farmi capire) che mi saluta ogni volta come se fosse la più bella, l'ultima e la prima; include me stessa. Ma  in cima alle mia privata classifiche di maestri intattesi metto mia sorella più piccola, autrice di molti disegni che qui (a Oz) mi ritraggono; essa , pasticcera sopraffina e mia grande maestra d'amore, mi ha insegnato con il suo pratico esempio quanto e come l'amore (sororale) scavalchi le differenze, i giudizi, i ruoli; ora è  la mia sorprendente insostitutibile scialuppa di salvataggio quando affogo in un bicchiere d'acqua; l'insospettabile mia sorella, l'alieno, quell'anima grande travestita da pin-up, l'altro universo parallelo che non avrei mai saputo incontrare nella vita, per limiti miei di ottusi pregiudizi, se la sorte (per mezzo dei miei genitori) non me l'avesse donata, angioletta che guida  me vecchia babbea.

Ora,  se sei davvero arrivato fin qui, senza fingerelettore mio, avrai già  imparato cosa andrò a chiederti:

 Chi è il tuo maestro inaspettato?
Qual è l'ultima lezione che hai imparato?


Dillo a me, a me che "invecchio sempre molte cose imparando…"

Postato da: farolit a 17:34 | link | commenti (55) |