Ecco qua... parto.
Era mia intenzione lasciare un bel canto di cicala, non metaforico o virtuale, ma proprio la reale testimonianza sonora di una cicala che canta nella canicola estiva... E mi ero preparata anche un bel post a tema, sull'utilità della cicala, del suo assurdo canto nella canicola estiva... Ma il web (arretratissimo! a riguardo ) non è ancora così "ricco" da contenere la necessaria testimonianza sonora (mp3) di una cicala che canta nella canicola estiva. Qualcuno già starà pensando "ecco che se la canta e se la suona..." può essere... sì, in effetti si addice alla cicala. Così, prima di partire per il solito Nord (che assurda Cicala davvero...che incomprensibile antivacanziera... ma volete mettere il piacere, poi, al ritorno, di volver al sur) , prima di partire dicevo -a riempire questo luogo non più attraversato da me-...
lascio un canto che ben mi rappresenta, una milonga per l'esattezza.
Se dice de mí, (clicca su)
se dice de mí.
Se dice que soy fiera,
que camino a lo malevo,
que soy chueca y que me muevo
con un aire compadrón,
que parezco Leguisamo,
mi nariz es puntiaguda,
la figura no me ayuda
y mi boca es un buzón.
Si chlarlo con Luis, con Pedro o con Juan,
hablando de mí os hombres están.
Critican si ya, la linea perdí,
se fijan si voy, si vengo o si fi.
Se dicen muchas cosas,
mas si el bulto no interesa,
porque pierden la cabeza
ocupándose de mí.
Yo se que muchos me desprecian compañía
y suspiran y se mueren cuando piensan en mi amor.
Y más de uno se derrite si suspiro
y se quedan si los miro resoplando como un ford.
Si fea soy,
pongámosle,
que de eso aun no me enteré,
en el amor, yo solo sé
que a más de un gil, dejé a pie.
Podrá decir, podrán hablar,
y murmurar, y rebuznar,
mas la fealdad que dios me dio,
mucha mujer me la envidió
y no diran que me engrupí
porque modesta siempre fui.
Yo soy así
Y ocultan de mí,
ocultan que yo tengo,
unos ojos soñadores,
ademas otros primores
que producen sensación.
Si soy fiera se que, en cambio,
tengo un cutis de muñeca,
los que dicen que soy chueca,
no me han visto en camisón.
Los hombres de mí critican la voz,
el modo de andar, la pinta, la tos.
Critican si ya la linea perdí,
se fijan si voy, si vengo, o si fui.
Se dicen muchas cosas,
mas si el bulto no interesa,
porque pierden la cabeza
ocupandose de mí.
Yo se que hay muchos me desprecian compañía,
y suspiran y se mueren cuando piensan en mi amor.
Y más de uno se derrite si suspiro
y se quedan si los miro resoplando como un ford.
Si fea soy, pongamosle,
que de eso aun no me enteré
en el amor, yo sólo se,
que a más de un gil, deje de a pie.
Podrán decir, podrán hablar,
y murmurar, y rebuznar,
mas la fealdad que dios me dio,
mucha mujer me la envidió.
Y no dirán que me engrupí
porque modesta siempre fui.
Yo soy así.
A buon intenditor ...lascio solo una cicalante impertinente domanda:
Y e de tí? Compañero virtual, dime, cosa se dice de tí?
_______________
N.B. La versione originale di questa milonga è mirabilmente interpretatata dalla mitica Tita Merello; gli aficionados amanti di tanghi e milonghe (tra voi se ne annida più d'uno) possono trovare on-line l'originale a questi indirizzi:
http://www.elalmadeltango.ru/mp3/Se%20Dise%20De%20Mi.mp3
http://www.todotango.com/spanish/seleccion/alfabetico.asp?letra=S
Tuttavia io non ho resistito a lasciarvi questa versione, mezza stonata, ma affabulante di alcuni bambini di una scuola di buenos aires... mi fa sorridere quasi più della prima. Perdonate... Yo soy así!
Hasta l'alegria, siempre!
Dialoghetto naturale
Corpo. Il corpo.
Questo noi così contraddittorio.
Questa trascurata ragion d'essere.
Questo equivocato luogo di bellezza e bruttezza.
Il corpo, povera bestiola sottomessa.
.
Chi ha voglia di ascoltarlo davvero il corpo? Cosa vuole il corpo?
- Maaa io gli do da mangiare, quel che trovo, ma tutti i giorni, e lo faccio persino dormire quanto posso, respiro ... spesso.. questo non basta? dovrebbe bastare, ma che vuoi di più? Corpo che taci..
- Non taccio, sei tu che non ascolti, non parli la mia lingua, io parlo, dico, chiedo, reclamo, indico, paleso... io sono il mezzo del tuo esistere, la forma che traduce la sostanza, io dico di te, anche dell'anima.
- figuriamoci sei solo corpo...
- no non solo...
- vieni dopo, obbedisci alla ragione, puoi aspettare, ti basta poco...
- mi basta il giusto
- uffa.. cosa vuoi, ancora?
- carezze
- non essere infantile
- carezze
- sei grande
- carezze
- sei pronto a darle?
- carezze
- sei ripetitivo
- carezze
- mi annoi
- carezze
- ...è il tuo limite, non ragioni
- carezze
- sì sì vabbè carezze carezze... per te perchè io ne faccio a meno
- non è vero
- carezze si forse...
- carezze
- male non fanno
- carezze
- in effetti carezze... per te
- carezze
- anche per l'anima...
E il tuo corpo, straniero seduto davanti a un monitor, mai stato così lontano dal tuo corpo,
il tuo corpo ora cosa chiede?
Non so con quali criteri ognuno di voi scelga un libro da "leggere". Io credo, anzi lo sostengo in un mio privato "Piccolo galateo del libro" (ma Pennac mi precede con i suoi "diritti del lettore"), che un libro per sé vada scelto seguendo criteri assolutamente individuali.
Il mio personale criterio, ad esempio, è questo: m'imbatto in un titolo, in una copertina, in un odore, nell'oggetto fisico del libro e, da come mi guarda o da come m'ignora, deduco immantinente l'immediatezza della mia curiosità per esso, scavalco tutte le soglie che lo incartano e lo travestono, lo apro subito, in un punto a caso, e ascolto come suona, se quella frequenza m'incontra o se io incontro lei. Se m'incontra, se i nostri orizzonti del qui e ora s'incontrano e si fondono, les jeux sont fait.
Funziona, non solo con i libri.
Confesso che questo schiettissimo ed efficace criterio (che risale alla mia infanzia quando mia madre mi "scapolava" in libreria-pasticceria a caccia del libro ghiotto di figure o fiabe che più mi gustasse) è stato da me abbandonato per qualche tempo ( laurearsi in "teoria della letteratura", signori miei, impone ben altri popò di "critici" criteri! già già), l'ho recuperato da anni (negli anni dei disinganni) ed è un metodo che mi mette al riparo dai i Libri-sòla, (per dirla efficacemente alla romana) dai libri fregatura
Non so se avete presente quei libri per la serie "credevo fosse un viaggio, invece è stato un pacco".
Massì che lo avete presente..
Lo so,so che dei libri bisogna parlarne sempre bene, soprattutto quando si è lettori "sperti", "militanti", "professionisti".
Ma esistono i Libri-sòla , è una realtà (sempre più frequente) e vorrei parlarne. Vado piano e mi dilungo per non creare equivoci.
Insomma proprio io dei libri non posso parlarne male, anzi dico subito che i libri sono cibo primario, come il pane; e la lettura è cosa naturale, attinente alla fisilogia come "il mangiare" appunto. Per questo mi è utile saper scansare certi libri indigesti, i libri-sola appunto. Orbene, dicesi LIBRO SòLA "quel libro su cui, prima ancora di leggerlo, abbiamo creato, in maniera assolutamente motivata, molte aspettative straordinarie, molti pregiudizi positivi e che poi si sono rivelati dolorosamente un bluf, un libro-sòla è tutto fumo e niente arrosto."
A dire il vero spesso noi Lettori-allocchi queste eccezionali aspettative non ce le facciamo tutte da soli; esse vegono abilmente indotte da prelibatissime critiche e recensioni di giornali, appetitosi retro di copertina, irresistibili consigli del libraio (ah potenza suasoria delle parole!), insomma da "altre parole" (migliori) che precedono l'incontro diretto col libro e che ci fanno arrivare in libreria con l'acquolina in bocca, con la fragranza nel naso, a prelevare quel piatto saporito (magari un dolce!) così ben presentato, senza neanche assaggiarlo, sicuri delle saporite promesse di cui è foriero; quello stesso piatto che, a casa, appena scartato si mostra subito inodore, incolore, insapore, quel piatto che non c'è, non c'è mai stato se non nell'abile captatio benevolentiae di chi ce lo ha saputo "vendere".
Arrivo al punto. Capita sempre più spesso di non potersi fidare di una recensione accattivantei; io, ad esempio, ce l'avevo con Citati, il quale una volta sulla pagina cultura di "Repubblica" mi abbindolò, proprio come un bravo televenditore di quadri o tappeti, un incantatore per sognatori pronti a credere alla nuova prodigiose scoperte (come le alghe di Vanna Marchi), mi vendette per vero "il nuovo autore rivelazione del novecento, Sandor Marai", qualcosa di mezzo tra Schnitzler e Proust con quel tocco di novità-unicità ungherese, insomma una prelibatezza per lettori "sperti", "militanti", "professionisti". Tutta quella raffinatezza ben presentata, tutta quelle delizie di sapienza letteraria... Citati garantiva "una scrittura amabile e medioconscia" ma dove? ma quando?…A casa, scartato che ebbi, il prelibato pasto vi trovai solo una logorrea continua e ammorbante! Mmmazza che sòla!! Roba da telefonare a Citati e dirglielo "mi hai gabbato, mi hai turlupinato col tuo "accattatevvillo!" Razza... razza... razza di... venditore"!
E si, confesso, ce l'avevo con Citati, mi aveva presentato, illustrato, fatto "vedere" (con i suoi occhi "sperti"e con i miei ) un libro che non c'è, un autore che non c'è mai stato. Ma in fondo Citati ha fatto bene il suo lavoro, che NON è quello di recensire onestamente un libro e il suo autore per quello sono (di sti tempi chi lo fa più) , ma è quello di vendere un prodotto; non importa se buono o cattivo, dil prodotto da vendere deve apparire come il migliore, "Le Braci" di Marai" avrebbero potuto benissimo essere un arricciacapelli o uno sbucciapatate ... in ogni caso il prodotto è stato ben confezionato, ben presentato, ben pubblicizzato. E dire che ancora conservo una certa nostalgia per quello spledore di libro decantato e inesistente. Aggiungo che, per una beffa del destino, nemesi inflitta dal sadico Dio dei critici prezzolati, in seguito mi vennero regalati altri quattro libri di Marai. Alle purghe non c'è mai fine signori miei... but now ...Let's Call The Whole Thing Off! Si insomma ...scappiamo da tutta questa cosa! E cheese ...
Ma tu, lettore caro, tu qui puoi confessare apertamente
qual è il tuo libro-sòla,
quello che hai accolto entusiasticamente dall'abile venditore di turno
il libro meraviglioso che ti aspettavi di trovare,
il libro che non c'è mai stato.