Lumini accesi nel buio... fiammelle vive nella notte... scintille di anima e pensiero...
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E Dio il settimo giorno si stinnichiò e inventò
- Gran
Ma… ma una mente potentemente creativa come la sua (e parlo di quella delle origini perché poi crescendo si è intellettualizzato), anche nell’ozio meritato, non sapeva stare ferma. Contava i giorni che aveva creato - Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato e... Domenica! - Aaaah! Certo era un gran bel lavoro! Pensava compiaciuto. E già si pregustava che l’idea sarebbe piaciuta anche al creaturo, quello che pensava di fare a sua immagine e somiglianza. Se lo prefigurava nella Mente, già se lo vedeva ripercorrere per millenni e milleni la Creazione stessa, in ogni settimana che Egli avrebbe mandato in Terra. Esattamente come aveva fatto lui in quella prima settimana creata. Ma qualcosa gli pareva mancasse, questo schema a rivederlo quasi lo annoiava, nel suo sistematico ripetere: vista dalla Domenica tutta
Dio si trovò in serio imbarazzo.
Non aveva pensato a questo. Sapeva che il creaturo (ancora non gli aveva trovato il nome di "uomo") aveva bisogno di scandire il tempo, per non smarrirsi e per sopportare meglio il limite. La settimana gli era sembrata geniale lì per lì, ma il suo istinto d’artista puro ora, a cosa fatta, la trovava insopportabilmente geometrica.
Poco naturale.
Era un meraviglioso giorno di sole primaverile,
“Puoi nasconderlo” disse frusciando un'altra voce. “chi è ?‘” disse Dio. “Dio sono io. Passi che oggi ti riposi, ma mi hai creata appena ieri e già ti dimentichi di me? Per non parlare del fatto che mi fai pure lavorare di Domenica” disse la palma destra a cui era appesa l’amaca di Dio. “Ops! scusa… disse Dio volgendo gli occhi alla palma "...è che quando creo o mi riposo riesco a pensare solo ad un'unica cosa, il resto è oblio… ma la tua idea è interessante, continua, t'ascolto...” “Sì, dicevo che se proprio non puoi aggiungere un nuovo giorno alla settimana (che a quel punto diverrebbe ottomana) puoi sempre nasconderglielo dentro, un giorno sparpagliato dentro” “beeeelo!” cinguettò entusiasta l’uccellino svolazzando sopra un cocco. “interessante… interessante…” bofonchiò Dio con la sua solita espressione di quando si sorprende che una buona idea non sia stata sua. “ecco, in ogni attimo di ogni giorno può esserci nascosto, potenzialmente, questo ottavo giorno fatto dell’essenziale. E tutte le volte che ci sarà passione e fantasia, creatività e libertà saprai che è l’ottavo giorno” “magnifico, magnifico! “ esclamò Dio guardando lontano l'orizzonte con grande senso di onnipotenza. “Palma, sei un genio!” disse alla palma ma anche a se stesso dal monento che aveva umilmente chiesto e ascoltato quell'ottimo consiglio. “puoi farlo?” disse
“E come lo chiamiamo?” disse l’uccellino. “cosa? “ rispose Dio. “eee si vede che sei stanco. Come lo chiamiamo l’ottavo giorno?” disse l’uccellino posandoglisi sulla barbagatto. “uff.. pure il nome….” fece Dio pigramente “certo, piò piò, un giorno così speciale mica lo si può lasciare senza nome!” puntualizzò l'uccelino. “ma non è necessario, tanto è nascosto. Ad accorgersi di lui, ad avere la certezza assoluta che esiste saranno solo poeti, artisti, musicisti qualche raro rarissimo pensatore ,tutte le persone particolarmente sensibili e creative, e tutti i bambini non avranno problemi a trovargli un nome. E gli daranno il nome che vorranno… Ognuno ne sceglierà uno e sarà certamente bello e originale. E poi mica posso fare tutto io, oggi è pure Domenica” disse Dio sbadigliando“ "ma ti aiutiamo noi… “ incalzò l’uccellino zampettando sulla testa di Dio e poi sussurrando all’orecchio “noi altre creature animali e vegetali abbiamo bisogno di sapere il nome dell’ottavo giorno, può andarne della nostra stessa sopravvivenza, capisci?” “… mmm .. si si” fece Dio sonnacchioso, pronto a precipitare nel tepore della pennica caraibica. “Soledì” frusciò la palma da lassù, cinque metri sopra la testa di Dio " Soledì, so-le-dii, mmm.. me gusta… Sì, aggiudicato Soledì. Brava Palma! Ricordami di darti una gratifica” disse Dio girandosi su un fianco. “Già fatto capo, ora riposati che ne hai bisogno.”
Stessa spiaggia due milioni e mezzo di anni dopo.
Robertino gioca con le formine sulla riva bianca di un mare primigenio di una vacanza Valtur.
“mamma, mamma… “ esclama correndo, avvincinansosi soddisfatto verso la madre in oziosa contemplazione del mare, stinnicchiata su un’amaca dondolante tra due palme. “che c’è?” dice la mamma di Robertino senza nemmeno l’ombra di ansia vaga, solo sollevando gli occhi dagli occhiali da sole per contemplare una qualche scoperta del figlio seienne “che c’è Robi? hai trovato qualcosa?” “no mamma. Ma sai che giorno è oggi?” “oggiiii… mmm…non so sarà Lunedì o Domenica… dunque, siamo arrivati Sabato, quindi oggiiii… oggiii eeè... “ ”Soledì!” “eh?” “Oggi è Soledì, mamma”
E la mamma, sorridendo, a Robertino “ah si? e tu come lo sai?”
E Robi serio alla mamma “me l'ha detto un uccellino”
peiroux
adagino





- scusi è questo lo sportello?
- cosa cerca?
- l'Agenzia Interinale per Cuori Rattoppati
- si è qui
- allora è il mio turno
- che numero è?
- seimilioninovecentottantottomilasettecentosessanatadue
- si è il suo
- sa, è qualche anno che faccio la fila, non posso crederci che ora tocca a me, sono emozionata
- è così per tutti
- ma è una fila interminabile, sa?
- vuole che non lo sappia? Io qui ci lavoro
- ma lei l'ha mai fatta?
- cosa?
- la fila interminabile
- certo. Che domande...
- e così l'hanno assunta, e finalmente ha trovato un amore fisso
- ma nemmeno per sogno!
- vuole dire che anche lei...
- sì certo sono precaria anch'io, come tutti... come tutti, non c'è rimedio... Ma non mi faccia perdere tempo ché la fila è lunga e ne devo sbrigare un tot al giorno
- va bene sì... ma, capisce, mi ero illusa che...
- noi precari sentimentali non ci si illude mai, non ci si illude più
- ma nemmeno nei sogni?
- ah guardi quello dei "Sognatori Irriducibili" è un altro sportello, altra cosa, ultimo piano... senza ascensore ovviamente, di là... vadi vadi
- no, guardi io ho gli occhi ben aperti, ho sognato già troppo...
- bene, allora andiamo al dunque. L'ha portato il curriculum?
- e come no? Eccolo qui
- allora vediamo …Diploma in Ragioneria Emotiva, Laurea in Ascolto Attento e Perpetuo, Master in Alta Fedeltà e Pazienza Mistica, Dottorato in Autoconsapevolezza del Limite, Corso di perfezionamento in Disturbi Vari (Sindromi di Peterpan e di Florence Nightingale , Penelopilte acuta, Onirismo selvaggio, Mammismo cronico e Simboliti associate, Andropause morali, Onanismi virtuali, Mentitismo bulimico, Sincerismo recidivo, Fobie e Intolleranze sentimentali, Afasie di genere, Psicopalettismo ) mm-mm ... Ha preso anche il brevetto in Lowcost-Lowflight e pure in Hightcost-Highflight, persino quello pericolosetto in Nocturnal Flight. Corso di Formazione in Atterraggi con e senza il paracadute.
- sa, in questi tempi di attentati, saper volare e saper atterrare mi sembra il minimo
- mm-mm ...si è anche specializzata anche in Point of not Return ...e in Metodica dell'Edonismo Applicato. A quanto pare ha praticato anche passioni Bungee Jumping
- massì, roba passata… da giovani tutti siamo stati un po’ spericolati no?
- da giovani? lei risulta tuttora Presidentessa Ufficiale del Wil Coyote Fan Club!
- quisquilie, titoli ad honorem, non hanno alcun peso...
- e la Fai-da-te Film Production? la casa di produzione cinematografica che ha aperto da giovanissima? a quanto pare è ancora attiva e florida
- sì, una piccola cosa, un gioiellino personale che dopo anni e anni di insuccessi finalmente ora mi da tante soddisfazioni, il mio ultimo colossal privato "Fatti, non pugnette." è diventato un pulp cult fra gli amanti del genere
- e il modulo? Il modulo l'ha compilato?
- si, l'ho compilato tanto tempo fa... per sommi capi, tanto le indicazioni sono le stesse, non cambiano
- figuriamoci!! Che castronerie! Magari sarà così per lei, cuor giovane! Ma il tempo passa sa? E nel mercato sentimentale il Tempo cambia le contingenze, capisce che alla sua età e con la sua esperienza....
- gliel'ho già detto non mi faccio illusioni, ma un amore dignitoso sì, ancora lo vado cercando
- come tutti.. come tutti...
- perchè sorride?
- perchè nessuno si rassegna all'evidenza
- e cioè? Quale?
- massì, siamo tutti sentimentalmente precari, tutti. Si guardi intorno. Conosce qualcuno che non lo è?
- molti sì lo sono, ma non tutti... e sopratutto non tutti nello stesso modo
- la maggior parte, glielo dico io... si fidi. Anni e anni consumati in Cococò dell’emozioni, in telesentimenti a cottimo. E tutti a sperare che sia la volta buona, tutti buttati nel Call Center dell’incontro giusto, atteso, sperato.
- ma "sperare" si deve sempre, soprattutto in tempi duri
- e invece no! bisogna contentarsi, rassegnarsi, accettare la realtà: l’amore fisso non c’è più. È roba dei nostri bis-bis-bis nonni.
- ma che male c’è a cercare un amore stabile, fermo, durevole, certo? dico a guadagnarselo, certo, mica regalato..
- non ne fanno piuuù! lo vuole capire che non esistono i sentimenti irrevocabili, certificati, a tempo indeterminato, fatti per durare e prolificare
- e allora come si ama? perchè amare si deve amare, è fisiologico. Come lavorare bisogna pur lavorare... Non possiamo farne a meno
- ci si arrangia, ci si industria con lavoretti-amoretti, quello che si trova. Mica si può scegliere.
- si brancola insomma...
- nooo si va per tentativi, si prova... E sa quanti ne vedo! uuuh! Amori a tempo determinato, amori a termine, a cottimo, ad assaggio, a saccheggio, a posteggio con tachimetro, a prova come il melone, a zona come le diete, a scadenza come lo yogurt, amori a distanza di sicurezza, a prestazione qualificata, amori leasing, in scomode rate, amori del sabato e amori del lunedì, amori dell’ufficio, amori del week end, amori della vacanza, amori last minute, fast emotion, amori solo di notte, amori solo di giorno, amori in differita, fuorisincrono, amori solo a telefono, amori parziali col "se", col "ma", oggi si domani "no", amori tappabuchi, amori chattati, amori promozionali, surgelabili, scongelabili, sostituibili, revocabili, disimpegnati, ricaricabili, amori dimezzati, reversibili, senza indennità, a fondo perduto, amori rinnovati, racimolati, stentati, sublimati, sperati, raggranellati, inventati, e tutti … tutti precariamente a cercare un amore sicuro. Inutilmente. Perchè gli amori durevoli, fissi, sicuri non esitono.
- esistono, faticosamente, ma esistono... Mi scusi sa, è solo questione di culo, avere fortuna e impegnarsi a meritarsela
- guardi che fila!
- sì, fa paura
- niente paura, il precariato sentimentale oggi è normalissimo
. ... non dovrebbe esserlo
- leggo nel suo curriculum che lei c'ha una Specializzazione in "Disturbologia". Roba d'avanguardia.
- sì, modestamente, sono una vera esperta in questa disciplina contemporanea dell'amour. non sono l'unica però. ce n'è ce n'è di esperti, collezionisti
- si, è tanto di moda.
- è anche tanto utile, sa?
- ma una volta non si chiedeva "che segno sei?" per sondare le affinità di coppia?
- oggi è molto più pratico chiedere "che disturbo sei"? Siamo tutti più o meno disturbati ed è importante saperlo, è importante riconoscere il disturbo, anche per non farne un fatto personale, è indispensabile per capire le compatibilità dei disturbi. E' tutto lì: una buona durevole relazione di coppia si basa sulla compatibilità dei disturbi
- ma che brava...
- grazie, modestamente è vero...
- e ne ha collezionati?
- ehmm.. io non userei questa infelice espressione, direi piuttosto ho fatto esperienza ...
- vasta e varia mi pare
- l'umanità è varia... i disturbi sono tanti, spesso creativi... interessanti persino
- e come mai una così preparata in disturbi non ha un amore fisso?
- ehmm.. ehmm.. è che i miei disturbi non si compatiscono... non si compattano... non si compressano, non si comprendono...non si comprano... Insomma non sono compatibili!... Io appartengo geneticamente a una specie di gruppo Zero dei disturbi. Sono un Sarchiapone Universale....
- insomma diciamolo ... lei è orgogliosamente zitella
- ahimè sì
- e allora che ci fa qui!!?
- quello che ci fanno tutti... il Cococò dell'Anima, il Call Center dell'Amour, cerco d'integrarmi... a tempo determinato
- ma le mancano i prerequisiti, lei è il tipo che mi molla tutto prima della scadenza
- non posso negarlo ...
- si vergogni!
- non ci riesco
- ci provi e ci riesca!
- spetti che mi concentro... ... niente...
- e non ha nemmeno superato l'esame da sciampista! suvvia...
- guardi che io avevo studiato, m'ero preparata... Il perizoma, mi mancava solo quello....
- la smetta! lei è ridicolmente intellettuale, così non va lontano sa? e noi non siamo qui per perdere tempo
- iiiooo! Io sono anzitutto una per-so-na, con o senza perizoma. E non le faccio perdere tempo. Piuttosto iiiooo non voglio perdere tempo, son così stanca di perdere tempo...
- non ne sono sicura...
- le dico di sì, guardi che non sono diversa da tutti quelli messi infila
- no, ma le piace pensarlo
- non è vero, ho tanti amici che fanno la fila o l'hanno già fatta, ed ora hanno il loro amore a tempo determinato...
- e lei segretamente li compatisce
- iooo? nooo, io non li compato, non li compresso, non li compro... sì, insomma! io li capisco... li capisco davvero. E li rispetto. Da noi si dice "chista è a zita" e non a caso. Bisogna adattarsi ai tempi. Così funziona adesso: amori precari e primipare attempate. Niente sogni.
- guardi che è ancora in tempo per l'ultimo piano
- noneee, non posso andare ... mi manca la specializzazione in Principazzurraggine e in Pricipessagginesulpisello
- non faccia dell'ironia, le manca tutto
- lo so, è che ci vorrebbe uno sportello per Sarchiaponi, ma non c'è
- ha provato con le Rimanenze?
- cioè?
- amori clandestini? storie del week end? separati in casa?... roba part-time
- io? io no. ma devo dire il part-time ci ha provato con me. ricevo proposte costantemente.
- ma davvero? E perchè non le accetta, santa zitella!?
- il part-time non fa per me
- ha provato?
- no, guardi non ci riesco proprio, è che già in due mi confondo, in due siamo al limite, ma in tre proprio non mi ci ravvedo. meglio sola, cè più spazio
- l'orgoglio zitello che torna
- cerchi di capire, siamo anime dopotutto, siamo integrità, aspiriamo a qualcosa di buono fatto per noi... non alle rimanenze, ai surrogati. I surrogati non nutrono.
- io al suo posto accetterei... di questi tempi i surrogati sono sostanza, vanno benissimo
- io al mio posto no... io al mio posto preferirei essere al suo posto
- bè... allora scambiamoci di posto
- dice davvero?
- sì, mi sembra una buona idea...
- allora le do i numeri del part-time che ho rifiutato.. ecco qua
- ma guarda quanti ce n'è! Tizio, Caio, Sempronio...
- sì sì... si diverta...
- anche lei si diverta allo sportello, guardi che la fila è lunga
- lo so, sono anni che mi alleno per questo mestiere, mi alleno al telefono con i miei amici da rattoppare, tanti e tutti in fila. So bene che ci vuole una grande passione per farlo, io ce l'ho
- sì, lo immagino, ma le confesso che io tutta questa passione non ce l'ho. L 'Agenzia Interinale per Cuori Rattoppati non è mai stata la mia massima ambizione
- ognuno ha la sua, per fortuna non siamo tutti uguali noi precari
- concordo
- anche le nostre ambizioni sono diverse
- Tizio, Caio Sempronio.. concordo!
- le spiace se mi accomodo allo sportello?
- venghi, venghi... venghi pure... è tutto suo
- vede, siamo tutti precari sentimentali, ma che ognuno si possa almeno scegliere la precarietà con cui amare.
- affare fatto!
N.B. Riferimenti a particolari fatti, cose e persone reali non c'e n'è davvero.
Chi vuole può lasciare qui, in questo transitorio cyber-sportello, il suo commento-modulo-curriculum. Alla momentanea precaria Agenzia Interinale per Cuori Rattoppati diciamo di "sì" a tutti. Un amore lo si trova, nel tempo determinato di un commento.
LoVe MuSic BoX
They Can't Take That Away from Me
That's Amore!
Everybody Loves Somebody Sometime
Dialogo tra l'Uno e l'Altro

- L'Uno Non è difficile accorgersene, viviamo nel Mondo degli Uni.
- L'Altro Roba da fantascienza...
- L'Uno ... è realtà.
- L'Altro No, devo dissentire: la realtà è sempre più grande di ciò che riesci a vedere. C'è anche il Mondo degli Altri.
- L'Uno Ogni Uno è un mondo, autosufficiente, autoconsistente, autoreferenziale, autonomo.
- L'Altro Apparentemente.
- L'Uno Un mondo compiuto e indipendente
- L'Altro Già già, così sembra
- L'Uno Il mondo degli Uni è comodo, rassicurante, accessibile, accessoriato, tangibile.
- L'Altro Un pò ridotto forse...
- L'Uno C'è tutto! Non manca nulla. Nel mondo degli Uni ogni bisogno è previsto, anticipato, appagabile.
- L'Altro Apparentemente, apparentemente...
- L'Uno Nel mondo degli Uni l'autonomia, l'indipendenza, la libertà invididuale sono garatite, protette, realizzate
- L'Altro Basta pagare...
- L'Uno Ogni Uno appartiene solo a sè. Solo ed esclusivamente a se stesso.
Così può spostarsi felicemente nel mondo come una monade, senza necessità di radici o d'identità, di appartenenza esterna a sè. Tutto è intorno a me. Tutto è una funzione di me.
- L'Altro Nessun Uno appartiene solo a sè. Ci sono gli altri. Ogni Uno è anche un Altro.
- L'Uno Non c'è bisogno degli altri nel mondo degli Uni. Sei il centro, l'inizio e la fine di tutto. Di ogni tuo dialogo, di ogni tuo pensiero, di ogni desiderio.
- L'Altro A quale prezzo?
- L'Uno Poche storie l' Unicità ha un prezzo, un prezzo giusto, deve averlo! E io lo pago piuttosto volentieri
- L'Altro Ma qual'è il prezzo?
- L'Uno Consumare. Consumare soprattutto.
- L'Altro Consumare cosa?
- L'Uno Tutto. Non devi far altro che consumare ogni cosa. Oggetti, esperienze, soggetti. Tutto.
- L'Altro Sì, ma come?
- L'Uno Procurandoti una qualche carta di credito (non necessariamente propria, ma sfruttabile) che a sua volta ti procuri tutti gli accessori indispensabili
- L'Altro Senza produrre?
- L'Uno Anche, ma produrre è secondario. Quel che conta è consumare, dare visibilità alla tua unicità, una tangibile concretezza, una quantificabile realtà. Consumo ergo sum.
- L'Altro Come?
- L'Uno Gli accessori.
- L'Altro Gli accessori?
- L'Uno Procurando, consumando e aggiornando gli accessori. Gli accessori, le cose... sono fondamentali nel modo degli Uni. Lo sorreggono, lo stutturano, lo sostanziano, lo giustificano.
- L'Altro Di molte cose di può fare a meno, sono poche le cose davvero fondamentali
- L'Uno Castronerie! Il mondo degli Uni coincide con le cose, tutte le cose accessorie sono necessarie indistintamente
- L'Altro L'appartamentino, il box auto, il pc, il cell, l'hipode, l'hi tec, la scarpetta, la parabolica, il mio breil, l'abbonamento, la psicopterapia, le vacanze a Phuket. L'ultimo aggiornatissimo modello di tutto.
- L'Uno Certo certo e di più. Di più. Neanche lo imamginiamo quante cose ci servono!
- L'Altro Ma a che serve? A che servono tutte le cose accessorie?
- L'Uno Gli acessori consentono agli Uni di riconoscersi tra loro come tali
- L'Altro A trovare degli amici?
- L'Uno Amici? Naaa... Gli accessori consentono agli Uni di affiancarsi tra loro senza interferire, di giustapporsi, di specchiarsi nell'Unicità idealmente condivisa,
- L'Altro Una solitudine omologa
- L'Uno Sì, liberamente assoluta
- L'Altro Gli Uni vedono solo se stessi.
- L'Uno Esatto!
- L'Altro Per gli Uni gli altri non esistono
- L'Uno Esatto! E non devono esistere. Tra gli Uni e gli Uni c'è un patto tacito, reciproco,"io mi faccio i fatti miei, tu ti fai i fatti tuoi"
- L'Altro Un patto omertoso...
- L'Uno Non proprio, diciamo piuttosto una tutela: io non metto in discussione la tua comoda unicità e il suo "prezzo", tu non metti in discussione la mia. Insieme daremo il nostro prezzo (lo stesso) a tutto e niente di ciò che avremo sarà mai gratis. "
- L'Altro E siete felici?
- L'Uno Non si sa, non ha importanza
- L'Altro Come non ha importanza?
- L'Uno Io non ti chiedo "come stai?" E tu non vuoi sapere come sto. Altrimenti diventiamo "altri".
- L'Altro E che ci sarebbe di male?
- L'Uno Naaa... Tutto diventerebbe più complicato e scomodo. Il patto è questo: "noi Uni insieme ignoriamo l'Altro, chiunque esso sia"
- L'Altro E se l'Uno diventasse un Altro?
- L'Uno Sparirebbe dalla nostra vista ... unica.
- L'Altro Ma tu dove vivi? Dov'è il mondo degli Uni?
- L'Uno Affacciati alla finestra, vai in strada: eccolo. Torna a casa, entra nella tua stanza. eccolo.
- L'Altro Insomma nello stesso luogo in cui è il mondo degli Altri.
- L'Uno Non proprio... Conta le tue cose, contale tutte. Ne vorresti di più?
- L'Altro Io no, ne vorrei di meno forse.
- L'Uno Dici che potresti perderle? Se non le avessi cosa ti apparterrebbe di te ?
- L'Altro Tanto...
- L'Uno Allora non vivi nel mondo degli Uni
- L'Altro Di questo me ne ero già accorto...
- L'Uno E dove vivi?
- L'Altro Nel mondo degli Altri
- L'Uno So che c'è, ma non riesco a vederlo
- L'Altro Peccato... Io vivo in un mondo più complesso e vasto, per niente facile, ma assai più interessante.
- L'Uno E tu vedi il mio mondo?
- L'Altro Certamente...Io vedo più cose di te, io vedo tutto, chi vede gli Altri vede anche gli Uni, e non li può ignorare, anzi li compatisce e li accoglie
- L'Uno Insomma non ti fai gli affari tuoi?
- L'Altro No...
- L'Uno E perchè?
- L'Altro Perchè gli altri mi interessano
- L'Uno Anche se sono profondamente diversi da te?
- L'Altro Soprattutto...
- L'Uno Ma perchè?
- L'Altro Perchè ne ho bisogno...
- L'Uno Che orrore il bisogno! Significa che devi dipendere, che sei debole oppure ti manca qualcosa
- L'Altro No, ne ho bisogno per essere libero
- L'Uno Che assurdità! Gli altri non ci rendono liberi, tuttaltro, tuttaltro, ci complicano costantemente la vita, limitano la libertà, solo da soli si è veramente liberi..
- L'Altro Troppo comodo e troppo facile, essere liberi da soli, sull'isola deserta.
- L'Uno La libertà è così
- L'Altro La libertà non è mai disgiunta dal senso dell'altro
- L'Uno L'altro è un limite
- L'Altro No, non sempre, spesso l'Altro è una ricchezza
- L'Uno Figuriamoci! Tu di ricchezza capisci poco e niente...
- L'Altro Non potremmo nemmeno venire al mondo se non ci fosse chi ha pensato alla necessità dell'Altro
- L'Uno Non mi curo della mia origine, io inizio e finisco con me stesso
- L'Altro T'illudi, nessun Uno inizia e finisce con se stesso, tu ci sei perchè qualcun Altro ti ha messo al mondo. Qualcun Altro ha deciso di esisterti.
- L'Uno Sono comunque solo
- L'Altro Magari figlio unico
- L'Uno Certamente. Unico e solo. Mi basto, sono tutto per me.
- L'Altro Ma anche tu potresti essere una ricchezza per qualcun Altro
- L'Uno Certo... io ho un mondo di cose...
- L'Altro Ma quali cose? Che c'entrano le cose! Non capisci... tu non hai, tu "sei" un mondo... proprio senza le tue cose, nudo.
- L'Uno Ah! ah! ah! senza le mie cose! Fiiiguuurati! Ma neanche tu potresti vivere senza le tue cose
- L'Altro Sì, è vero... ma vorrei tanto farne a meno. Le cose spesso sono un fardello, un impiccio, una zavorra che complica la percezione dell'essenza propria e altrui.
Le cose creano equivoci. I soldi poi... creano imbarazzo. Alterano il senso della realtà. Senza gli accessori tutto è molto più essenziale, chiaro, riconoscibile. In assenza di cose si perfezionano le quantificazioni di valore, la ricchezza di spirito ( se e quando c'è,) riluce sfolgorante e senza equivoci.
- L'Uno E quanto costa?
- L'Altro Cosa?
- L'Uno Stare bene senza le cose... Sì, insomma, quanto viene questa "ricchezza di spirito"
- L'Altro Ah! ah! ah! Ha prezzi invisibili, ma si pagano volentieri...
- L'Uno Quale prezzo?
- L'Altro La fatica. La grande fatica della diversità, dei limiti nostri e altrui, richiede molta pazienza e comprensione
- L'Uno E come si paga?
- L'Altro Gratis, si dona gratuitamente, invisibilmente, con tempo, emozioni, tolleranza, libertà.
- L'Uno E come si fa?
- L'Altro Con la pratica naturale del sentimento dell'Altro, nei gesti quotidiani soprattutto
- L'Uno Gesti?
- L’Atro Gesti.
- L’Uno Ad esempio?
- L'Altro Ad esempio mia madre che bussa nella mia stanza prima di entrare anche se io ho solo sei anni e nemmeno capisco perchè lo fa.
- L'Uno E se l'Altro non c'è?
- L'Altro C'è, l'Altro c'è sempre (non confonderlo con l'Uno!) C'è anche se non lo vedi, e se non lo vedi lo devi comunque immaginare, Perchè anche tu sei l'altro.
- L'Uno Non si acquista dunque?
- L'Altro No, l'etica no, non ancora che io sappia
- L'Uno Mmm... Ma cosa ne ricavo dall'Altro?
- L'Altro Te l'ho detto! Ne "ricavi" una vita più "ricca": percepisci l'alterità e la diversità come una ricchezza aggiunta, come curiosità e pienezza. Spesso comprensione e amore.
- L'Uno Ma questo riguarda solo l'altro
- L'Altro No, non proprio. C'è una parte di noi, spesso la migliore, a volte la più ricca, che solo con gli Altri può venire fuori.
- L'Uno Vuoi dire che l'Altro mi vede di più di come mi vedo io...
- L'Altro Non sempre, ma spesso. E siamo Altri e non Uni per questo: perchè non vediamo solo noi stessi (riflessi negli altri), perchè sappiamo appartenere agli altri, nel dono e nella necessità, nella scelta e nell'accettazione del limite.
- L'Uno Complicato, faticoso quest'Altro...
- L'Altro Sì, bello e necessario anche.. A proposito, tu? Tu come stai?
:-)
quattro violoncelli per un tango
un mandolino in a sentimental mood
voci only have eyes for you