Oz

Lumini accesi nel buio... fiammelle vive nella notte... scintille di anima e pensiero...

Eccomi

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mercoledì, 26 dicembre 2007


Arianna e il Tempo
Chagall---La-passeggiata


Gira e si dipana.
I giorni i giorni i giorni sembrano cose fatte. E invece sono sempre da farsi e da disfarsi, memoria che perdi, memoria che trovi. Obliiiiiiiiiiiiiiiiiiio. Cadute. E poi giorni che tornano, giorni che spariscono. E vanno vanno vanno. Ma dove? Silenzi

Hei tu?     tuuu- tu–tuuu –tu –t uuu uu   u  u  
smettila di farmi l’eco!!     co - co  - o    - oooh   oo     o  o     o
tanto non ci credo…     do do   - o    - ooo   oo     o  o     o
e se sto zitta che fai?     àhi! ahiahi ahi i i  i    i 
non sfottere!     ottere  ottere ere ere  ere re e e     e
non mi venire a dire che sono sola…     hola hola ola   la la la a a       a 
non sono sola!!     ola ola ola   lallalà a a    a 
e non ho perso il filo…     ìlo ìlo ìlo il lollo lo lo  o  o     o
e tengo il conto     onto ntonton tonton onton  o  o     o
ho il bandolo di tutto …     utto utto tto tòttò tò  o  o     o
si svolge e si riavvolge  …     volge olge gège gège ge e e     e
è inutile che parli, che dici…     cicicì cicici ci i     i      
fottutissimo Tempo      'mpo po’ po’ popò po’    o  o     o
mica mi fai paura     aùra aùra àura ùra r ara a      a
eccolo il filo …     ilo il lolo lo lo  o  o     o
é sottile ma resiste     esiste si ste ste e eee     e
trova la via, andata e ritorno     torno torno torno rno no no no o   o
e sì! Vaaai, va’ pure , tu vai vai      ahi ahi ahi i     i      
che io ti ritrovo quando voglio     oglio oh  oh  oh o  o     o
o mi ritrovi tu   
   tuuuu- tu-tuuuu  uh uh  uh  u    u

Gira e si dipana.
I giorni i giorni i giorni sembrano luoghi  infiniti. Spazi da attraversare,  mentre rimani fermo. E stanno stanno stanno. E ripetono. Ma come? Rumori. Troppi

Hei tu?     uuu-uh uuu- uh
sai che ti dico, sta attento     tento tento nto to’ to’ to’ o  o     o
domani ti ammazzo …     ‘azzo ‘azzo ‘azzo’ zo  o  o     o
ieri ho immaginato uno sguardo e il filo si è allungato     ato ato ato o  o     o
non era roba tua, ma mia      mia mia mìaìaòoo o  o     o
mia ti ho detto! Non era un ricordo ma un pensiero      ero ero ero o  o     o
o forse un’intuizione      one one one ne eh eh eh     e
magari una sorpresa …     presa!   esa sa’ sa’ a ah ah a a a    a 
oggi ho pescato una curiosità      sità si tà ah a    a 
era verde, odorava di nuovo      uovo ovo vo' vo' v o o    o
lo seguita per un po’ ma poi il filo mi ha trattenuta      ùta ùta ùta ta ta ...
perché mi trattieni?      èni èni ni ni ni ih ih i i     i      
legami tu che ti lego io     io  io  io  oh  oh o  o     o
ma non così stretti      retti etti e ti e tittitìì ti i i     i      
nooo non parlare ora      rara ra ra a  a a    a     a
aspetta la mia domanda prima      ma ma ma  a     a
oppure la mia risposta      sta sta sta a     a
sèguici      ciccì cìccì ci ci i i    i 
a volte non capisci la nostra differenza     zazàzazà a    a     a

Gira e si dipana.
I giorni i giorni i giorni sembrano certificati. Coincidenze puntuali, scadenze, date, anniversari, gesti fotografati. E hanno nomi e coordinate. Calendari. Buste con l’indirizzo Pretese. Ma chi? Noi no.  Quegli altri che stanno nel mondo col nome e cognome nostro.

L’altro giorno hai tirato troppo      popo’ po’ po’ po’ o  o     o
no! Non ho detto  poco      cò cò cò o  o     o
guarda che se rompi il filo non sai più chi sono      no no no o  o     o
chi siamo      amo amo o  o     o
chi sei      ehi ehi i i     i      
e poi cadi      di’ di’ di’ i i     i      
ti fai male e non mi trovi più      iùhu  iùu uh  u    u
siamo legati, ricordalo      dalo dalo alo lo o  o     o
lasciami andare tu, che ti lascio andare io      ìoìoìo   o     o
il filo è lunghissimo …      sssimo mo’ mo’ o  o     o
ci unisce quando la smetti di scandire      dire dire dire ire re e e     e
quando ti lascio galleggiare fuori da noi      ohi ohi ohi i i     i       (e mi vedi)
quando mi lasci danzare nei sogni      ogni ogni  ogni i i     i       (e ti guardo)

Gira e si dipana.
I giorni i giorni i giorni sembrano luci. A volte li vedi luccicare da lontano. Anche nel buio più pesto. Certi giorni di grazia li guardo come la costellazione di Orione, rimangono là, intatti. Bisogna solo voltarsi a guardali, sollevare la testa. Giorni che suonano come minuetti . Ma quando? Sempre.

inasentimentalElla

Postato da: farolit a 00:31 | link | commenti (33) |

domenica, 16 dicembre 2007

laccidinatale3

Sù scendi…

No

Dai scendi!

Nooo

Dai che sta arrivando Natale

Io  voglio stare qua

… seduto sul trespolo! Dai scendi che facciamo i regali

Noneeee

Guarda guarda ti ho comprato le cose buone

E io non le voglio!!

Non è vero che non le vuoi, lo so che ti piacciono

Non le voglio lo stesso

E perché?

Perché a Natale non mi piacciono

Non è vero, lo sai

Non voglio il Natale

Che assurdità

E invece sì

E invece no. E cosa vuoi?

Niente, voglio che mi lasci in pace

Non posso

Ignorami

Ma non posso,  è Natale… non senti questa magia nell’aria?

No

Non vuoi essere migliore?

Io sono già migliore, anche senza il Natale

E allora scendi da lì

No, voglio stare qui finché non passa il Natale

Il Natale non passa mai

?

A Dicembre è solo più evidente

Allora facciamo passare l’evidenza

Non fare lo stupido. Ma di cosa hai paura?

Non ho affatto paura, ho fastidio… lasciami in pace

Non posso, è Natale… sto qui con te allora

No, non ci provare, non ti voglio

E perché?

Ah capisco, perché è Natale

Uff! non sai parlare d’altro ...

Vabene sto qui e non parliamo del Natale, parliamo delle tue scarpe slacciate

Che hanno?

Niente sono perfette, mi piacciono molto, mi spiace non avere lacci per slacciarli e vederli penzolare…

??

Se fossimo piccolissimi potremmo arrampicarci per quei lacci e scendere giùgiù nel mondo sconosciuto delle cose minime…

Li vuoi?

Cosa?

I miei lacci?

Uno… ne voglio uno solo. Uno a te e uno a me… così è più bello. Ecco tieniti bene, non mollare…  scendiamo giùggiù

Ma dove?

Ssshhh...

D-o-v-e-   s-t-i-a-m-o   a-n-d-a-n-d-o?

Non lo so… tu scivola e basta…

Ė tutto buio

Ė sempre tutto buio, subito prima della luce… si tratta di aspettare il solstizio,  poi tutto cambia, anche se non sembra... cambia, arriva luce, un po’ alla volta… il buio è un’apparenza. La senti la mia voce?

La vedi?

Allora non è buio

Dove andiamo?

Non lo so,  non è una domanda adatta… provane un’altra?

Hai portato il cappello?

No

E allora da cosa ti riconosco?

Dalla voce

E se non parli?

Non mi riconosci

E come faccio a farti parlare?

Continua a farmi domande

E mi risponderai sempre?

Non sempre, spesso però

Ho paura quando non rispondi, dove siamo?

Non ci siamo mossi…

Non è vero

Ė  vero

Ora c’è luce

Ė ritornato il tempo

E prima dov’era?

Si era spento

Lo fa apposta

Sì, per farci sentire la sua mancanza…

Uffa

Uffa,  sì. Ma poi torna

Non diamogli soddisfazione, ignoralo

Povero tempo…  se ne va solo per vedere se ci ricordiamo di lui, tu te ne ricordi?

Sì, un po’ sì

E glielo dici?

No, non ci parliamo mai

E perché?

Perché è strano e manesco. Non mi piace fare a botte

Perché, vi menate?

Ogni tanto…  quando non mi restituisce le cose, mi ha preso un sacco di cose e non me le ha restituite, dice che sono sue e invece …

Sono tue e anche un po’ sue…  Come i miei torroncini,  tieni ...  uno a te e uno a me, così è più bello

Grazie

Prego.  Prendi  i tuoi lacci… Uno a te e uno a me…  Acchiappa la cima, così, non mollare… ora saliamo sùsù

Non ce la faccio

Ce la fai …  è faticoso, ma ce la fai

No, cado, sento che cado

Non cadi, ti fai i muscoli

Non ce la faccio, ti dico

La paura vuol farti cadere, la paura vuole avere ragione… ma non ce l’ha e tira giù

Si è aggrappata alle mie spalle, pesa                         

La vedo, ma non esiste per me, tu la fai esistere

...

Cantiamo…

Non ce la faccio

Cantiamo Tu scendi dalle stelle

No, questa no

Cantiamo quello che ti pare

Some-where over the rain-bow…

O sì ... way up high

There's a land that I heard of…

once in a lullaby… ancora

Some-where ooover the rain-bow

skies are blue

Sono stanco

Riposiamo, penzoliamo dai tuoi lacci, continuiamo a cantare

Moriremo…

Non dire sciocchezze e mangia un torroncino …  Mmmm…

mmmm…  davvero

very supercalifragili! avanti sù … continua ... over the rainbow

Bluebirds fly…  birds fly over the rainbow...


Why then, oh why can't I
...

…  Osp! Guaaarda, siamo arrivati! Riconosco il bordo del mio letto

Sì, è qui che dovevamo arrivare. Alla fine del racconto, in cima al tuo letto

Ci siamo anche noi nel racconto?

Ma certo, ci siamo. Ci siamo solo noi

E chi ci racconta?

Noi

E che racconto è?

Un racconto di Natale

Mi piace. E come ricomincia?….

Ricomincia dalla cima del letto, uno a te e uno a me, così è più bello…


dedicato a mia sorella, irriducibile spirito del Natale

Dvorak

Postato da: farolit a 01:17 | link | commenti (46) |

domenica, 09 dicembre 2007

magritteCAMMINO

Pezzi che mancano

La perfezione non è di questo mondo.
O forse sì, lo è. In rari attimi di rari luoghi, dell’anima perlopiù.
Ogni tanto i miei giorni mi appaiono come fotogrammi digitali, contemplabili, nel complesso e nel dettaglio.
Completi nell’insieme, sì.  Imperfetti, nel dettaglio focalizzabile.
L’imperfezione è di questo mondo. Tanto.
Del mio soprattutto. Non posso dolermene però. É così che funziona. Il tutto è fatto da quello che c’è. E non solo. Il tutto è fatto anche da quello che manca e che, mancando, rimane. C’è due volte.
Sì, nel quadro complessivo delle cose, ci sono pezzi che mancano. Buchi.
Non modificano il puzzle complessivo, l’insieme è comunque chiaro, funziona.
Ma, qua e là, verrebbe voglia di ripescarli quei pezzi che mancano:

Gli occhi chiusi da gatta onnisciente di mia nonna mentre aspira la sigaretta appena accesa
Il  quadernetto coi disegni dei sogni finito nel cassetto della dottoressa, sparito.
Isotta.
Quando hai detto “rimani”
Lo zio avvocato, quando ancora faceva lo zio e per spiegarti una cosa per il tuo bene ti chiamava “gioiettina!”
Gneppo che sorride, ammicca assai, poi sgrana gli occhi nel tentativo di non ridere, poi deflagra e gorgoglia e contagia la risata.
Il cortile con le voci di stoviglie, umani e televisori, con il crepuscolo che scende e l’uomo nero che anche questa volta non arriva, forse c’ha paura lui più di me.
Le mani di mamma.
Beddadanànna, con la sedia sul marciapiede che conosceva e salutava tutti per nome, compresi i topi sulle magnolie.
Quel paio di scarpe che erano un guanto e mai più uguali ne incontrammo.
Fiori nei vasi.
Nino che racconta sempre la stessa storia e tu sbuffi che la sai e lui implacabile la racconta lo stesso e ora non può raccontarla più e tu sbuffi che la vuoi
La testa dello zio filosofo che pesa tutta da un lato, là c’ha nascosto il cuore, per questo gli pesa.
L’odore di Cecilia.
La linea che divide a metà la fronte di A. Di qua il sole, di là il rigore. Chissà se c’è ancora chissà.
Abbracciare Carlo, spesso e senza troppe parole.
M. e i suoi occhi tondi, fissi, attenti che s’inoltrano negli occhi ascoltando, per accogliere e capire, come una lezione, l’amore.
Il tarocco della Temperanza sparito dal mazzo, come un dispetto o un consiglio.
Il re minore settima aumentata.
I sassi alla battigia risaccati dal mare di Scilla, sotto tutti quei cieli stellati di grandi cocomeri andati
Annina mia che pela carote e m’imbocca sempre. E sempre senza permesso, da 35 anni. Beata me.
Quella verità caduta tra le cose, come un bottone da ricucire.
Il selciato della casa in campagna, dalla stanza il rumore della macchina quando arriva alla curva, è già vicino, è qui.
L’odore della casa al mare, la gomma dei materassini, la salsedine, il basilico. Per sempre.
Le domande dei bambini. E quelle degli adulti. Le domande.
Il silenzio. 24 ore almeno.
Tutti gli orecchini che ho perso.
Il sapore del latte col pane. Niente ci potrà mai ferire.
La quiete della geometria
Pezzi di vetro
Il copriletto con simboli d’uncinetto andato a fuoco. Salvo il materasso. Esequie di metafore.
Marco e quella smorfia ironica che non sa credere alla mia serietà quando sono seria. La stessa mia quando è serio lui. Troppi “Topolini” ci scambiammo e ci scambiamo.
Una penna, quando quel genio di P.  secerne battute sublimi e io m’inchino, ma non appunto.
Gli slanci che oltrepassano il buon senso. E controsenso vanno dritti verso l’errore, fuori dalla noia dei saggi.
L’argilla pronta sotto il suo straccio umido.
Le librerie come centri di accoglienza.
La voce di papà, brutto stronzo imbecille, che ancora devo fare io sempre la tua parte. Siamo vecchi.
Quel gesto di T. davanti a qualche metropolitana che arriva, quando mi trattiene come per sempre, prima che ci si separi per altri due o tre anni, almeno.
Calci negli stinchi, baci lunghissimi.
Giocattoli per casa.
Le zucche marine e gli ippogrifi.
Un corpo che conosco bene e che divide il suo sonno col mio.
Una risposta permanente.

Ora di', mio (im)perfetto commentatore,
quali sono i pezzi che mancano, a te?

Postato da: farolit a 17:45 | link | commenti (38) |

lunedì, 03 dicembre 2007

L'anello del Nibelungo
ovvero mail da un altro mondo.
Lupo ululì. Farola ululà. Comunque storia cybervera.

traumfrau " Buongiorno  Ottilia.
Alla ricerca di una donna con quel tocco di italianità ho trovato il profilo di una siciliana molto attraente e affascinante.  Vuol dire il Suo profilo.

Sa bene: la differenza d’altezza tra uomini e donne ammonta circa 12-16 cm in tutto il mondo, la natura lo vuole così.
Lei è 14 cm meno alta di me, dunque ha l’altezza ideale per me. Come Lei conduco una vita sana e sono snello, non rovino il mio corpo con fumo. Forse conosce English, ha già un’ idea, come le lingue germaniche funzionano?
Sie sind ledig (Lei é nubile) Ich bin ledig (Io sono celibe).
Come Lei  non vorrei, potrei escludere il desiderio di avere una famiglia, di crescere dei bambini con amore, di educarli con gran fatica.
O Traumfrau, o donna di sogni, non dovrebbe prendere in considerazione un siciliano per la Sua futura vita e meno che mai un fumatore.  Come vede  sono un bavarese -  ein Bayer, a Bavarian - con importanti vantaggi:
Sono laureato e non sono un aderente di una Weltanschauung (ideologia) pazza.
Non sono un uomo senza formazione ed eloquenza, senza reddito fisso e denaro risparmiato (investment in best securities).
Vivo in ottime condizioni economiche cosicché la mia futura moglie potrebbe guadagnare denaro, ma non bisogna farlo.
La mia villa si trova vicino alla città  Bamberg tra laghi, monti e boschi (dove so trovare circa cento specie di funghi mangerecci). Norimberga dista solo un`ora in macchina.
Conosce la Baviera? Spero di no, perché poi potrei e vorrei mostrarLe tutto qui senz`impegno.
Che ne dice se ci scambiamo le e-mail per trovare, cosa è possibile tra noi due: Un po` d' amicizia? Magari amore? Finalmente il matrimonio? Potremmo continuare il nostro dialogo anche in Italia, un dialogo nel quale nessuno di noi deve parlare nel vento, perché nessuno ignora domande, idee, accenni, proposte; e ognuno conferma, accetta volentieri l’ altra opinione o contraddice con buoni argomenti.
Mi farebbe tanto piacere se mi rispondesse.
Tanti saluti Sigfrid. In attesa di una Sua notizia. "


"Gentile Sigfrid,
le rispondo per l'educazione e la gentilezza che ha messo nel suo lungo messaggio. Il profilo di Ottilia  fu messo su ????? molti anni fa (per scherzo) e nessuno prima di lei ha mai pensato di scrivere. Io del resto non ho mai creduto sul serio a questo genere di sistema per trovare fidanzato o marito. Credo di più negli incontri più o meno fortunati della vita reale.
Mi spiace di non potere corrispondere alle sue richieste di corrispondenza. Provvederò a cancellare il mio profilo da ????? per non creare ulteriori equivoci.
Le faccio tanti auguri per la sua ricerca sentimentale e matrimoniale.
Cordialmente"

LiebesTraum

Postato da: farolit a 23:35 | link | commenti (19) |