Oz

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mercoledì, 14 febbraio 2007

goccia3 copiaLa riserva.

Detta così sembra qualcosa per creature protette e in via di estinzione.

Un habitat particolare dove eccezionalmente valgono altre regole. Un privilegio e una limitazione al contempo. Una lusso circoscritto. Una risorsa di emergenza. Oppure una sospensione del convincimento, una remora sulla speranza. Un freno anticipato di prudenza.

E invece.

E invece la riserva che intendo io è l’altra parte.

L’altro lato di noi. La parte bianca di questo foglio, quella che garantisce visibilità chiara al segno, libertà all’immaginazione tra le righe o le pennellate.

La riserva, lo spazio vuoto, il tempo non agito, la sosta dal resto, la pausa sospesa, l’affrancamento dal sé, il respiro tra una parola e l’altra, il silenzio tra un pensiero e l’azione. Il sonno tra i sogni.

La cassa armonica cava, ampia, dentro cui risuona l’anima, come una musica taciuta.
L’altro lato di noi. L’implicito cielo necessario alle nuvole o al sole di passaggio.

Il libero arbitrio di non essere e di essere.

Spesso chi vive d’azione e di tempo occupato, impiegato, farcito di gesti,  scongiura l’horror vacui del giorno con la pratica disciplinata di attività  ininterrotte.  Non sa vedere l’irrinunciabile necessità della riserva. Anzi. Esorcizza lo spazio vuoto e  il tempo non agito,  come un male da evitare, il male di doversi ascoltare senza interferenze, senza la possibilità salvifica di equivoci del tempo occupato.

E invece è lì, nella riserva, io esisto di più e meglio. Non so voi. E’ un discorso oziosissimo per alcuni. Certamente inutile per chi pensa di fare a meno della riserva.

Ma i gatti sanno.

Loro sì. Svuotano il tempo dall’azione e contemplano la grazia della riserva con somma saggezza. Con eleganza altera persino. Lenti, naturali, misurati. Capaci di lunghi sonni quieti e di scatti sorprendenti e perfetti. Cultori e maestri di una materia di sapienza zen.


Potessimo davvero essere gatti…

Questo pensò la Cicala travestita da Formica, scrivendo questo post, alla scrivania del suo nuovo improbabile lavoro, in un momento di riserva affrancato da tutto.

Il formichesco compito di quel giorno era stabilire l’obbiettivo giornaliero e perseguirlo. 

Ufficialmente il suo obiettivo fu quello di stilare una lista di contatti e una lettera di presentazione, fare domande al suo tutor e prendere visione del dossier. Questo fece l'apparente formica.
La Cicala invece perseguì l’obiettivo giornaliero vero, l'empito: non smarrire la riserva.
E lo fece scrivendo questo post sulla sua stessa necessità.
Ed ecco, disse, obiettivo raggiunto.

Pollìnisciopèn

Postato da: farolit a 15:06 | link | commenti (23) |


Commenti
#1    14 Febbraio 2007 - 15:23
 
Infatti è da sempre che sogno di essere un gatto. E mi ci impersono pure, in un felino.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alex321

#2    14 Febbraio 2007 - 15:36
 
grandiosa. mi hai illuminato sulla mia distorsione del tempo. sono continuamente oscillante tra un vivere di frenetico risucchiante e logorante nei suoi ritmi ed il gusto dell'ozio del silienzio dello "stare"..Il mio tempo migliore..il contatto con me.. quando non lo vizio in senso di separazione e di alienazione. Grazie passavo di qui. penelopeulisse
utente anonimo

#3    14 Febbraio 2007 - 17:09
 
Oh cara zietta io non ci ho capito niente di quello che hai scritto.

Oh cara zietta, ho letto per la seconda, forse ho intuito qualcosa.

Oh cara zietta, forse leggendo la terza avrei l'illuminazione ma per ora mi basta l'intuito.

:-D :-D :-D :-D :-D :-D
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#4    14 Febbraio 2007 - 18:15
 
quanti animali popolano la nostra farolit! Cicala che impersona una formica che vorrebbe essere gatto. Due insetti ed un mammifero. Oziosa la prima, operativa la seconda, e sornione il terzo. Ognuno vede la vita a suo modo, a suo ha la sua "riserva", il serbatoio da cui pescare in caso di necessità, l'area difesa dal resto per rifugiarvisi, il tempo dedicato a sé. Che sia il bianco del foglio, che faccia apparire il nero dei caratteri? o piuttosto il contrasto, la differenza, il gradino, l'interruzione... Oh sì, sul foglio bianco potrebbe esserci scritto tutto eppure non c'è scritto nulla
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente felipelcid

#5    14 Febbraio 2007 - 18:53
 
"L’implicito cielo necessario alle nuvole o al sole di passaggio."

è bello tanto.
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#6    14 Febbraio 2007 - 21:26
 
se non apri le mail non potrai sapere che ti sto chiedendo l'indirizzo postale per spedirti Margini con il tuo racconto dentro...
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#7    14 Febbraio 2007 - 22:45
 
alex allora, s ecosì ti senti, ti consiglio l'amena lettura del gustoso libello "gattoterapia"; è un utilissimo manuale di filosofia pratica insegnata dai gatti sapienti in persona.

penelopeulisse gracias, allora quando ti va di OZiare ancora un po' torna qui, qui non si fa altro.

ciuffetto oh caro nipotino... non sforzare il neuroncino (già logorato dal perenne insensato ottovolante) ... tanto qui non c'è niente da capire. E tutto un andare per via bassa... tu m'intendi, più del tuo neurone.

felippuzzo e nello zoo che mi abita, tra le varie bestiole, non dimentichiamo la sintesi di tutto: il Sarchiapone!
Sul foglio bianco potrebbe anche non esserci scritto nulla eppure qualcosa c'è, tra un riserva e l'altra c'è, c'è il senso.

OraSesta grazie. Mi sento ricca se trovo anche una sola goccia di bellezza cercata strenuamente in un giorno che ne è apparentemente privo. Ma se la stessa goccia la trovi anche tu, sono più che ricca, sono fortunata.
:-)

Medicine Ando'! Io la mail l'ho aperta ieri e ti ho già risposto e ringraziato. Ma se tu non apri le mie mail non potrai mai sapere che ti ho risposto, che ti ti ho già dato l'indirizzo. Ancora tante grazie davvero.
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#8    14 Febbraio 2007 - 23:32
 
de ocio
negocio
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#9    15 Febbraio 2007 - 00:10
 
Ciao cara Farot. Come al solito ti dico che è bellissimo questo testo sulla riserva! Per me la riserva non è un'alternativa, bensì uno spazio, un tempo, una dimensione contemporanea, come il lato scuro della luna: c'è nello stesso tempo in cui non si vede. Non è un rifugio per me la riserva, ma un pozzo da cui attingo il meglio di me, anzi no, una sorgente, nascosta tra le rocce e i cespugli del bosco della mia vita, in cui il mi io, la mia anima si rigenera costantemente. Come quando dici una cosa, nello stesso istante resta qualcosa che non hai detto, ma quel non detto c'è, esiste nel tuo sguardo, è lì, ed è il meglio di te, e fortunato chi lo coglie e ne gode. Come la solito non so se mi sono spiegata, forse no, ma spero tu mi abbia capito con la meravigliosa e intuitiva sensibilità che hai.
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#10    15 Febbraio 2007 - 09:03
 
nella pausa c'è un mondo intero, adoro il punto tra una frase e l'altra, sfuggo spesso dal pieno verso il vuoto.
purtroppo siamo in forte controtendenza, te ne sarai accorta.

io rischio spesso di fare qualche incidente...

e la pausa nel tango? divina.....:-)
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#11    15 Febbraio 2007 - 10:45
 
la riserva è un lusso che non sempre è possibile avere, per stare nella riserva devi risolvere i conflitti interiori della tua anima, o almeno riuscire a interrompere per un attimo i tuoi pensieri negativi altrimenti la riserva diventa una gabbia dalla quale non riesci a fuggire, però se riesci per un attimo a interrompere il flusso dei pensieri, e stacchi la spina da tutto e tutti, la riserva diventa un'oasi di pace e serenità dove riposare le membra stanche e ritemprarsi, io a volte provo ad andarci nella riserva , mi rilasso in essa in qualsiasi posto io sia, perchè la riserva non ha bisogno di alcun spazio fisico, la riserva è dentro di noi basta avere un attimo di tempo e se ci sforziamo di cercarla la troviamo.......... in questo momento sono nella mia riserva............ baci fior di loto
utente anonimo

#12    15 Febbraio 2007 - 10:57
 
la riserva sicuramente è indispensabile, senza il nulla non esiste il tutto, senza il buio non esiste luce; tornando al mio teatro, sulla scena a volte le pause, i silenzi, sono molto più significativi della parti recitate.

e, sì, mi piacerebbe essere un gatto.
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#13    15 Febbraio 2007 - 15:54
 
oh cristiana! (che dalle nostre parti sai cosa vale...) ma non ho ricevuto nessuna mail di ritorno...il genio nefasto della posta elettronica congiura per generare ingiustificati attriti tra coisolani, una inaspettata tensione est-ovest. Sia gentile, madame farolit, me la rispedisca la mail, che il francobollo in tasca si sta annoiando, e la rivista pure!
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#14    15 Febbraio 2007 - 16:17
 
Oh, sì: la riserva è uno dei luoghi dove spesso mi piace andare per quegli stessi motivi che tu dicevi. Un luogo-non luogo dove il tempo non ha bisogno di secondi/minuti/ore, dove gli spazi non necessitano di metri quadri o cubi, dove i numeri ordinali non devono necessariamente andare da uno a due a tre e così avanti in marziale teoria ma possono concedersi (concederci) il lusso di vagare liberamente.
Qualcuno lo chiama caos, altri l’appellano orazianamente ozio, e qualche cicala lo ha battezzato riserva. Io lo chiamo rifugio, ma la cosa bella di questo luogo-non luogo è che non ha bisogno né di nome né di indirizzo: ognuno, se davvero lo vuole, lo troverà da sé. Anzi, ti dirò di più: se sta leggendo questo tuo post, non ha neanche bisogno di cercarlo, poiché tu ve l’hai già felinamente condotto...
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#15    15 Febbraio 2007 - 18:44
 
Che il racconto del divenire sia sempre continuo, in noi.
Buona serata.
Au revoir.

Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
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#16    15 Febbraio 2007 - 22:42
 
horror vacui...
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#17    16 Febbraio 2007 - 15:58
 
Ola, Faro.
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#18    16 Febbraio 2007 - 16:09
 
La riserva... spesso sottovalutata e riempita d' azioni inutili, perchè capita di aver paura di stare con se stessi!

Clear
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#19    18 Febbraio 2007 - 14:35
 
Il fatto è che siamo vittime di una specie di marketing esistenziale che ci crea obiettivi apparentemente alti, ma in realtà venati di insoddisfazione, per farci consumare, sposare, avere figli e bisogni davvero cretini (a volte).

Allora, il tempo trascorso a guardare l'orizzonte, per ore, lasciando la mente libera di perdersi, senza obiettivi o scadenze...diventa un sacrilegio che temiamo di compiere.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RosaTiziana

#20    18 Febbraio 2007 - 22:59
 
Gli spazi bianchi, qualche domenica, la traccia numero 7 di un vecchio disco dei Police, a me le riserve mi fanno cadere i capelli.
Bel pezzo, comunque, "liviano".
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#21    19 Febbraio 2007 - 12:38
 
La maschera da gatta non ti si addice: la Cicala rimane tale, anche nei suoi magici travestimenti. o la maschera felina serve a distrarre i malintenzionati dalla tua riserva personale?
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#22    21 Febbraio 2007 - 15:35
 
ma la cicala ha bisogno della formica per poter godere pienamente della riserva...non è paradossale?
un po' come il regista, che necessita della sua assistente per portare a termine il suo lavoro ;)
arrivo domani, non vedo l'ora di riabbracciarti: ti adoro...senza riserve!!!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente rosarioarena

#23    22 Febbraio 2007 - 17:24
 
Perdonate il "vuoto di risposte"
Forse perchè le risposte erano nel vuoto.

"Trenta raggi convergono sul mozzo,
ma è il foro centrale che rende utile la ruota.
Plasmiamo la creta per formare un recipiente,
ma è il vuoto centrale che rende utile un recipiente.
Ritagliamo porte e finestre nella pareti di una stanza:
sono queste aperture che rendono utile una stanza.
Perciò il pieno ha una sua funzione,
ma l'utilità essenziale appartiene al vuoto."
Lao-Tzu
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