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lunedì, 19 marzo 2007

Cri2001bagno


Meditazioni da(l) bagno
Capelli I

Questo è un post serio. Quasi drammatico.
Un post lungo, di quelli che rischiano di durare mesi, anni. Un post che meriterebbe almeno un intero blog dedicato alla questione. E’ un post delicato che tocca un argomento che coinvolge e accomuna milioni e milioni di anime in pena: capelli.

Ognuno ora sta pensando al rapporto coi propri capelli. I capelli sono lo specchio dell’anima che vorremmo, riflettono la forma di cui abbiamo bisogno al momento, proiettano fuori mutamenti di dentro (anche quelli che non vorremmo mostrare) e, a volte, persino quello che siamo.

Per alcuni di voi i capelli saranno una cosa facile persino trascurabile, roba  a cui non dedicare troppa cura e attenzione, ma tra  questi solo pochi sono i fortunati dal capello facile, meno dei   rassegnati o degli indifferenti.
Ma per tutti gli altri sappiamo già di cosa sto parlando. C’è del dolore, l
o so.
Lo so ci sono drammi che si consumano dietro chiome apparentemente ordinate come case sempre a posto, sempre in ordine, finchè non ci scappa il morto e-e-e  e così viene fuori la tragica verità di quell’ordine apparente. Allora quanto? Vi chiedo quanto costa l’ordine apparente dei capelli? E non parlo del introito del vostro parrucchiere, magari anche di quello. No, dico in costi psicologici quanto costa affrontare ogni giorno che dio manda in terra la tragedia (perché di questo si tratta) di un capello tendenzialmente crespo e indomabile, che non sa decidersi al liscio né al riccio e che affiora ottuso come un parente ignorante, brutto e petulante di cui ti vergogni assai ma che non potrai mai ignorare perché abita sopra di te, sulla tua testa, devi accettarlo in qualche modo anche se a volte mediti di accettarlo con l’accetta, di sterminarlo con un taglio netto e via.

Perchè sai che non puoi,  non devi, e allora cerchi di mediare.  Ma come si fa a mediare con l’ignoranza ottusa, senza sfinirsi i nervi? Come si fa a oleare per benino l’ottuso putribondo parente di sangue e lisciargli il pelo ogni giorno senza mai trascurare le visite del sabato? Come si riesce a  e  mettersi in pace ed accettare di "metterlo in piega" come vuole lui, con calore di phon e pazienza attraverso  ore e ore di polso e nervi  fermi, ciocca dopo ciocca, ogni settimana che dio manda in terra… sperando che non piova. Perché se non lo fai (o se c’è umido) tutto crolla. Tutta l’impalcatura dell’apparenza si mette in discussione e vengono fuori le magagne. Come disse una volta la mia amica Imperatrice delle Nanotecnologie. “I capelli fanno l’ottantapercento dell’apparenza” .  Ed è verità inoppugnabile, universalmete  testata e riconosciuta da donne e uomini.
Lo so, mica c’è solo l’indomabile capello crespo (in tutte le sue varianti ispido, ricciuto, finto liscio ma  elettrizzato). Lo so, lo so. ci sono anche i capelli irriducibilmente lisci, refrattari a qualsiasi permanente, pena la morte. O così o così. Capelli tristi che nascono, crescono e muoiono lisci, senza possibilità alcuna di cambiamento. Guai però a lamentarsene davanti a un crespo! Ci sono capelli ricci, solo ricci, sempre ricci, fitti fitti come copertine di lana merinos. Capelli isterici che s’infliggono stirature chimico-metallurgiche come cavie decise ad  affrontare un difficile terribile processo alchemico tipo pietra filosofale, quale che sia il risultato, e mai sicuro della riuscita e anche lì. Ma anche i riccioletti che tacciano davanti a un crespo. I ricci naturali sono sempre accattivanti creature di dio.

Ci sono i capelli sottili, pochi e radi. Peluria pulciosa lanugine. I famosi “quattro peli” quelli che quando li raccogli son più sottili dell’elastico che li raccoglie. Quelli che quando ne cadono due …è la fine.
E poi ci sono i capelli folti, fitti, densi, pesanti. Capelli duri, grossi come cordame. Capelli che pesano e quando cadono fanno rumore. Capelli impegnativi. Capelli che per asciugarli tutti bisogna prendere due gioni di ferie. Capelli che per raccoglierli ci vogliono puntelli di acciaio flessibile.
Tutti questi tipi di capelli però devono inchinarsi e stendere un velo di pietosissima comprensione davanti agli  stempiati,  i mezzocalvi, i  pelati. Rasati per pulito rigore o portatori malsani di un unto tragico codino. Sono menomazioni dolenti, si sa, occhi bassi soprattutto sulle struggenti protesi di riporti e toupè.

Gli uomini sono più colpiti delle donne, si sa. Anche se gli uomini hanno altri vantaggi dati dalla loro uomitudine: la  barba consolatoria e tutto il pelame sparso che sono autorizzati a tenersi come prerogativa del mascolino appeal.  Per non dire che invecchiando e sbrizzolando i maschi non subiscono la schiavitù della tintura coprente per i capelli bianchi che, come si sa, sulla donna invecchia e sull’uomo intriga. Quello che non si sa è il mistero delle cotonate stuoli di donne che dalla menopausa in poi si cotonano i capelli e li tingono di un colore indefinito ma riconoscibile. Le cotonate sono un'istituzione: madri nonne zie, sai che fanno la spesa sempre e a natale i regali e sanno gli onomastici di tutti. Le cotonate sono così.
Ma il vero dramma, la tragedia irrimediabile (peggio di qualsiasi calvizie) sono “i capelli che non stanno in nessuna maniera” i disadattati perenni, quelli per cui non c’è taglio, acconciatura che gli dia forma, si capisce che non vorrebbero stare su quella testa ed espongono il legittimo proprietario a ludibrio pubblico (ma come cazzo porta quei capelli)
Questi disadattati non trovano mai pace, fatta eccezione per brevissimi periodi in cui  un oscura mescolanza  di misteriose congiunture  favorevoli (il parrucchiere bravo che è di buon umore, una predisposizione tao ad accettare quello che viene, una condizione di vuoto zen nella testa, gli ormoni calanti vostri, la luna crescente, un giorno di primavera, la canzone giusta alla radio, la sciampista in fase di ovulazione, il passaggio degli aironi nell’oasi protetta di vendicari, il fenshui della sedia su cui avete fatto lo sciampo perfettamente armonizzato con quello del taglio, la digestione vostra e del parrucchiere perfettamente allineate…)  determina un taglio e una piega indovinati che durano dieci giorni e poi puff! spariscono irrimediabilmente nel mondo misterioso da cui sono venuti. Una volta a me mi è sparito pure il parrucchiere che mi aveva fatto il più bel taglio che abbia avuto, nessuno al negozio ha saputo dirmi che fine aveva fatto.
Mistero inglorioso dei coiffeurs!
E poi ci sono le mesciate. Le mesciate lungochiomate.  Un mondo a parte. Un mondo che m’intimorisce assai, perché non lo conosco e lo temo. Perché dietro (dentro!) una mesciata c’è del metodo. Del metodo potente. Temibile.
Perché la meche  (che si sappia una volta per tutte!) è una dottrina vera, è una disciplina autentica e micidiale. Un fondamentalismo  che porta una qualsiasi insospettabile canonica castana verso il lungo tunnel luminoso della biondaggine platinata. Un percorso senza fine che richiede ore e ore di applicazioni alla settimana, per anni e anni di allenamento alla costanza, all’incremento lentissimo e graduale del biondo, anni di fedele puntualità della ricrescita rinnegata, di incrollabile resistenza alle stanchezze. Tutto tempo della propria vita che non ritornerà mai più. E la mesciata lo sa, qui è la sua fede, il suo credo: tutto è perduto per sempre nell’attesa del colpo di sole avvolto nella stagnola. E per cosa? Per convincere il mondo di quell’altra irriducibile brillante verità interiore: dentro si è bionde. Dunque non bisogna mai sottovalutare la forza nervosa di una mesciata lungochiomata, mai fermarsi alla rassicurante apparenza del chiarore crescente.  Tutta questa disciplina (la più grande richiesta ai capelli) applicata ai capelli tempra l’animo e rende qualsiasi altra terribile impresa facilmente affrontabile.
Orbene sappi che  se un pomeriggio del 14 Agosto aspetti il colpo di sole nella stagnola dal parrucchiere anziché sulla sdraio in riva al mare, appartieni a un categoria di survivor,  capace di quasi tutto. Anzi di tutto, senza il “quasi”.
Mai sottovalutare una mesciata, mai.
Si capisce il mio sentimento ambivalente vero?

Forse  parla anche una sottile invidia.  Ché avendo io  i capelli neri “com’esuli pensieri nel vespero migrar”  (e pure la pelle verde)  posso fare ben poco. Anzi niente. Posso solo allungarli o tagliarli; ecco sì posso darci un taglio vero, posso avere il coraggio di un taglio corto e gagliardo. Altro che meche.
Ma il taglio corto da dare ai capelli di una donna, funziona solo se dentro di lei (nella parte più intima del suo inconscio) c’è un equivalente convincimento interiore. Allora sì, il taglio riesce, funziona, ha senso, è coerente, soddisfa.  Altrimenti...  se solo ci sono esitazioni in transito nell'animo verranno fuori anche nel taglio, implacabilmente; il povero bravo parrucchiere le intercetterà socraticamente e  maieuticamente le tirerà fuori, sin pietad.
E' cosa nota: c’è sempre un momento di forte empatia quando una donna spiega al suo  parrucchiere cosa vuole diventare anche fuori, sulla testa, perché lo è già dentro. Quelle che si fanno rosse (non esitano mai!) conoscono bene  questa soddisfacente sensazione. Per loro è facile comunicare, non hanno dubbi e questo arriva fuori,in testa.  
Infatti la  comunicazione tra noi e l'interprete dei nostri capelli (dei capelli che vogliamo essere e dell'essere che vogliamo mettere nei nostri capelli) funziona felicemente soltanto se si è davvero pronte, consapevoli. 
 
Meglio lasciare perdere se
  dentro di noi il trasloco non è finito e viene fuori soltanto un'apparente voglia di cambiamento, che del cambiamento ha solo l'intezione vaga piuttosto che  una decisione ferma.
Meglio evitare di cercare per i capelli una forma che ci corrisponda nella transizione.  
Lassù i capelli diranno sempre quello che vogliono, cioè  quello che sei, quello che pensi, quello che fai: un trasloco, nel mio caso.


E voi miei capelluti lettori? Voi che capelli siete?

mambo italiano

when you're smiling

Postato da: farolit a 22:01 | link | commenti (35) |


Commenti
#1    20 Marzo 2007 - 09:17
 
era ora che qualcuno ne parlasse!
brava, ci vuol coraggio ad affrontare la simile tematica e poi quant'è vero!...bisogna essere proprio molto forti "dentro" per tentare la sfida del taglio corto!
Quella mia è la tipologia dei capelli folti, fitti e grossi che quando cadono si sente.
Che poi sono pure lunghi, infatti sto decidendo le ferie per un salto dal parrucchiere...i miei capelli, croce e delizia di tutti i parrucchieri della mia vita!
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#2    20 Marzo 2007 - 11:17
 
cara miss farola, sono in perfetta sintonia con il suo post sul tao del capello, questa filosofia di vita anzi di cuoio capelluto la conosco bene essendo una appartenente alla categoria del capello che ha bisogno di amorevoli cure per apparire in sintonia con la mia armonia interiore (insomma per essere decente).... , io che trascorro ore in un silenzio riverito al cospetto di tutti quei scintillanti prodotti per capelli sugli scaffali dei negozi, leggo le "istruzioni per l'uso" consapevole delle verità nascoste che posso essere rivelate........ e pregusto il momento in cui mi troverò a casa da sola... con la confezione di maschera per capelli, ne annuserò il profumo e con la fantasia volerò tra capelli soffici e profumati e soprattutto ormai domati!... attenzione però ad affidarsi a prodotti che con confezioni ingannevoli ti seducono con l'intento di essere provati e comprati, bisogna stare attente ai falsi mercenari del capello, che possono minare la nostra fiducia sulla possibilità di ottenere da sole a casa senza l'ausilio del parucchiere una chioma morbida e lucente..... O navigatori del blog dalla chioma indomabile esistono prodotti che possono aiutarci ad ottenere un capello lisciato, districato e morbido.............
baci
fior di loto
utente anonimo

#3    20 Marzo 2007 - 17:17
 
non avrò peli sulla lingua nel raccontare di quelli che furono una volta i miei capelli.
ebbene si anch'io, figlio segreto di mastrolindo, avevo in testa una chioma di cui occuparmi.
credo che un tempo sarei potuto rientrare in più categorie cotemporaneamente battendo ogni guinness.
il mio capello (che riposi in pace) era infatti crespo, ribelle e...IMPERMEABILE!!!!
ricordo la faccia sconvolta dell'apprendista del barbiere che, dopo avermi versato in testa una boccetta d'acqua per facilitare il taglio, disse sgomenta: "ma questi capelli sono impermeabili, non assorbono l'acqua nemmeno se cccala ddddio!!!"...dopo di che sbagliò il numero della macchinetta per la sfumatura e mi prese quasi lo scalpo...
comunque io ci provavo lo stesso, una volta mi feci fare un ciuffo alla elvis, poi passai ai capelli cotonati, poi alla "scrima" di lato con ciuffo che scendeva rigido e immobile, scolpito sulla fronte, e poi ancora cortissimi con treccina sulla nuca a mo' di bonzo giapponese...dovrei ancora avercela quella treccina conservata da qualche parte...
ora, ahimé, i miei orribili capelli son defunti senza lasciare proseliti...
unica soddisfazione: il "taglio" del conto destinato al barbiere!!!
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#4    20 Marzo 2007 - 22:42
 
TAGLIO DI CAPELLI VERSIONE FEMMINILE:

-Oh, mio Dio! Ti sei fatta i capelli! Ti stanno un amore!

-Trovi? Io non ero dello stesso parere quando mi hanno dato lo
specchio. Voglio dire, non ti sembrano troppo ricci?

-Oh santo cielo, no! No, sono perfetti! Anche io volevo farmi
un taglio così, ma penso che la mia faccia sia troppo rotonda. Forse è meglio che li lasci così come sono.

-Dici sul serio? Io trovo che il tuo viso sia adorabile. E potresti farti senza prolemi uno di quei nuovi tagli tanto alla moda, saresti stupenda. Avevo intenzione di farlo anch'io, ma avevo paura che avrebbe messo in evidenza il mio collo.

-Oh, questa è bella. Mi pacerebbe avere il tuo collo. Qualsiasi cosa pur di distogliere l'attenzione da queste spalle enormi.

-Sei impazzita? Conosco ragazze che darebbero chissà cosa per avere spalle come le tue. Tutti i vestiti ti stanno così bene. Guarda le mie braccia, vedi come sono corte? Se avessi un po' più di spalle non avrei problemi ad indossare quello che voglio.

-Oh, non farmi ridere! Ma se praticamente tutti gli uomini cadono ai tuoi piedi. Comunque si è fatto tardi, ti devo salutare, scappo. Ciao!

-Arrivederci, cara!


TAGLIO DI CAPELLI VERSIONE MASCHILE:

-Ehi, ti sei rapato?

-Sì.

-Speso?

-Un cazzo, ho usato la macchinetta.

-Stai di merda.

-Vacagare.
______________________

:)))))

(Mi perdoni Farolita, ché non riesco mai a stare seria?) ;))
Io comunque sono come Violetta, la figla adolescente della famiglia "Incredible": i capelli li uso come una specie di velo dietro cui mi nascondo per diventare "invisibile". Loro sono la mia "bolla di protezione". :)

Zoe
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#5    21 Marzo 2007 - 09:11
 
noi siam due cose a parte, io non curo loro e loro non curano me, sono fini, se non proprio quattro, otto di sicuro. cos' li lascio corti, nessuna spazzola che li spezzi, nessun tempo da perder e per l'asciugature,nessun parrucchiere da sopportare per più di mezz'ora. sono l'unica che entre ed esce velocemente, la qual cosa mi fa immenso piacere.....bacifarolit
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#6    21 Marzo 2007 - 13:13
 
«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.

Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...
come lacrime nella pioggia.
È tempo...di lisciarsi i capelli.»
baci fior di loto
utente anonimo

#7    22 Marzo 2007 - 01:51
 
oh farolita, come indovini tutti i nascondigli della paura d'essere anzi d'apparire (posto che ci sia una reale differenza). Dov'è che siamo più indifese, nude d'infingimenti e scuse, smascherate nelle nostre intenzioni o, peggio, nelle nostre non-intenzioni? Ma è ovvio: davanti a uno shampoo.
Non dirò nulla dei miei capelli: sono meteoropatici e isterici e si vendicherebbero (anche se per adesso è una specie di luna di miele del cambiamento, tra me e loro, da quando li ho lasciati crescere indisturbati e tendenzialmente selvaggi come una giungla del Doganiere), ma so che è tutto vero, quel che dice la comadre. Soprattutto sulle mesciate.
Timeo mesciate et colpidisole ferentes. Non avrò mai tanta determinazione contro il destino, e forse mi merito i capelli che ho (e quasi certamente le scarpe a punta e il perizoma che non ho).

E comunque, oggi è primavera da cima a fondo, e pure i capelli, con la loro segreta anima vegetale, ne sono contenti. Ti abbraccio.
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#8    22 Marzo 2007 - 11:52
 
i miei capelli sono anarchici, e io li tollero con simpatia :-)
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#9    22 Marzo 2007 - 14:51
 
segno zodiacale leone,
cavallo nell'oroscopo cinese,
ho perso la criniera da quel dì,
compenso con barba alquanto folta,
ma confesso di essermene quasi dimenticato
(salvo sogni a cavallo trottando capelli al vento)
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#10    22 Marzo 2007 - 15:56
 
ah ah, i miei capelli sono proprio quelli che non stanno in alcun modo, genere tumbleweed (cespuglio rotolante), avendo in sospetto di derivazione animale (morto) le creme e i balsami ed essendo del tutto inetta a qualunque manovra con phon e spazzola ed insofferente verso le pratiche dei negozi di parrucchiere (detesto tutto, dalla musica al rumore, dal chiacchiericcio ad alta voce agli odori), sono arrivata alla conclusione di dover adattare la mia personalità interiore all'aspetto esteriore che, come giustamente sostiene la tua amica, all'ottantapercento è dato dai capelli, cosa c'è di meglio quindi che "fare l'artista"?
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#11    22 Marzo 2007 - 18:11
 
Non vorrei essere molto sarcastico... ma credo che coi miei capelli, io stia interrompendo il dialogo... spero proprio di no!!!
Magari è un'impressione... ma sì, sono tutto un teatro, dal primo capello all'ultima unghia dei piedi!!!
Buona serata.
Au revoir.

Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
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#12    22 Marzo 2007 - 20:30
 
ebbene, non ho nessun rimpianto nei loro confronti: hanno deciso di lasciarmi e non li ho trattenuti; in più quando viaggio risparmio il peso del phon, dello shampoo e del pettine.
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#13    23 Marzo 2007 - 08:23
 
e i capelli bianchi? cruccio della maggior parte della popolazione femminile che stranamente in versione donna fanno anziana e in versione uomo donano fascino e simboleggiano l'esperienza di una vita vissuta , al massimo si dice "è un uomo maturo"!? uffa basta con le tinture che "bruciano" il cuoio capelluto ....dico basta alle tinture evviva i capelli bianchi.............(eh che cavolo il training autogeno non convince..... è sì! debbo andare dal parucchiere a fare la tinta che ormai si vedono già.......)
baci baci baci
fior di loto :-)
p.s.
(ammiro quelle che riescono a non farsi condizionare dalla "tinta" e con orgoglio portano i loro capelli bianchi........ ma sono poche purtoppo le elette che possono permetterselo.......)
utente anonimo

#14    23 Marzo 2007 - 14:53
 
i miei capelli? aimè, sono contestatori antelitteram e dal 1968, dicendomi "io sono mio" hanno cominciato a lasciarmi allargando sempre più il piazzale superiore; per fortuna già allora avevo una folta barba che ha sempre bilanciato la perdita.

adesso che la situazione è ormai compromessa reagisco andando dal barbitonsore, nonchè parrucchiere, due volte l'anno, e se nel trattempo la mia corona di capelli (ricci) è diventata troppo ingombrante, rispondo "Tanto sono un'artista e posso permettermelo".

E alla disperata, se ho nostalgia di una testa chiomata, mi introduco nella nostra costumeria e mi beo davanti alle luci dello specchio con magnifici boccoli del settecento, folte chiome dell'ottocento, immensi e folti ricciolini del seicento.

Come dice il proverbio? Chi si contenta, gode.

lago maggiore tramonto by farsergio

Buon Fine Settimana
un caro saluto, :-)
s.
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#15    24 Marzo 2007 - 00:09
 
Siamo i capelli di Rea... Aiuuuuuuuutooooo!!!
Pensavamo di aver il dominio assoluto, quando, spuntando come i germogli di lenticchia, ci attorcigliavamo sulle cime per piovere fluenti e dritti dopo anni di bando alla forbice.
Noi rifiutiamo la piega, accettiamo appena l'ondulato perchè ci ricorda la nostra giovinezza, siamo razzisti con le tinte, ci ribelliamo alla morsa degli accessori che vorrebbero impedirci il moto variegato, non ci facciamo stringere dai fermagli, sorvoliamo indifferenti le fasce e i cerchietti e anche l'elastico lo beffiamo.
Di recente però qualcosa ci sta togliendo la testa sotto i bulbi: pare che la pena capitale si abbatterà su di noi mediante capitolazione!
Ma noi vinceremo e ci propagheremo per altri due o tre palmi sotto le chiappe (presso cui ci eravamo fermati perchè era bello il panorama).
Hasta la caduta!
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#16    24 Marzo 2007 - 11:24
 
pelato.
per scelta e no.
cioè se li faccio crescere sembrerei lo scenziato pazzo di ritorno al futuro. rimando per ora questo look.
e poi: che comodo. zero spesa zero manutenzione. una goduria, da ormai 15 anni.
fui un precursore della moda della pelata. allora la gente ti guardava come un malato o un nazista.
solo le vecchiette ti guardavano con un'ombra di desiderio, la pelata era un canone di bellezza dei loro tempi giovani e ormonati (vedi d'annunzio, il duce, etc).

adoro i capelli bianchi nelle donne.

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#17    24 Marzo 2007 - 19:05
 
Farolita, sorella mia cicala, come godo all'idea che stai per iniziare una serie di "meditazioni da bagno"... slurp.
Mi sono immedesimata in ogni capoverso, e il capello mi si metamorfosava obbediente!
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#18    25 Marzo 2007 - 15:10
 
Risposte da un letto d'influenza

Lo sapevo... lo sapevo che l'argomento avrebbe acceso gli animi e stimolato risposte ben più ampie e interessanti delle solite due righe di buona creanza. C'è del vissuto in ogni cuoio capelluto e voi me ne date conferma. Anzi di più: siete molto generosi e fate outing da soli: confessate le "verità" davanti alle quali i capelli ci mettono perpetuamente davanti. C'è da dire che non manca il "carattere" ai vostri capelli, presenti o andati. Questo almeno mi fanno credere i capelli...

fitti folti e grossi di moltorumoreper
bisognosi di amorevoli cure di fior di loto
orribili e defunti di rosarioarena
un velo dietro il quale nascondersi di Zoe
corti fini e indifferenti di intrusa
meteoropatici, isterici, tendenzialmente selvaggi di manginobrioches
anarchici e tollerabili di vuelvoabajo
perduti, obliati di aitan
un rotolante cespuglio d'artista di laBuba
incomunicabili e teatrali di napartaud
andati via senza rimpianto di Medicineman
contestatori antelitteram fuggiti via di farsergio
refrattari ribelli e capitolanti di Rea
la pelata autodeterminata, preventiva e precursora di arcanonove
metamorfistici di naima2
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#19    26 Marzo 2007 - 15:53
 
Capelli, capelli, uhm... Ah, sì! Ora mi ricordo!
Una volta ne avevo un sacco e li tenevo, mi pare... sulla testa? Sì sì: sulla testa, ecco dove stavano. Aspetta, fammi guardare, dovrei averne ancora qualcuno da parte, proprio qui dietro. Guarda tu, perché io non ci arrivo con lo sguardo. Ce n’è ancora qualcuno, vero? Eh, sì: ma lì dietro a che servono? Chi li vede? Pazienza…
Peccato averne sprecati tanti, eh! Sai, a pensarci bene dovrei averne ancora un bel po' conservati qua e là in certi libri dei tempi dell'Università. Soprattutto in quello di Meccanica razionale. Ecco, vedi che poi alla fine non conviene mica tanto esser razionali: ci si rimette in crine e criniere. Che poi io mi sforzavo di tenerli con cura ‘sti capelli: mai un po’ di gel, mai uno strapazzo con l’acqua di mare... Bah: tutto inutile!
Vogliamo far finta di trovarci il lato positivo? E dai, proviamoci: alla fin fine sono dieci-quindici euro al mese in meno per il barbiere. E’ abbastanza triste come consolazione?
Ragazzo, spazzola!
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#20    26 Marzo 2007 - 20:31
 
Sono di capelli nostalgici e invidiosi. Io sono sul corto morbido e poco significativo, ma ho sempre sognato chiome lunghe e fluenti: quelle che ti seguono ad ogni movimento e poi cadono avanti, a fare onda seduttiva.
Invece da piccola mandavano me e mio nonno dallo stesso barbiere, visto che stavamo bene insieme e il barbiere era pure mio omonimo. No, dico...fino a 11 anni. Seduta sul seggiolone girevole. Il barbiere aveva anche un passato bandistico, quindi sforbiciava al ritmo della marcia dei bersaglieri. Avevo frangetta a livella e sagomatura a scodella.
Ora devo solo dimenticare, ma l'imprinting è imprinting.
(hai aperto una ferita)
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#21    27 Marzo 2007 - 12:46
 
post semplicemente strepitoso.
magistralmente scritto.
Dei miei capelli non vale granché la pena parlarne. Una volta belli, sani, benignamente ondulati, ora sono i capelli fini di cui parli, anche se non così malridotti. Li tengo lunghi, li spunto io. Non vedono parrucchiere né tinta (mai vista una). Adesso ci sono dei fili bianchi che detesto, ma per ora tollero. Li curo però i miei capelli. Non mi dispiacciono neanche. Do' loro lo shampo migliore e ogni tanto cambio. Il taglio corto e gagliardo l'ho tenuto per un po' perchè faceva più giovane, ma mi sento più io con il lungo.
Anna
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#22    27 Marzo 2007 - 19:37
 
finalmente la mia anima davanti a uno specchio, grazie a questo tuo post. Capelli che non si decidono a ingrigirsi, folti e dritti sulla testa come saggine. Mi fa un po' pena, questo fanciullo selvatico che non vuole invecchiare.
(E lei sogghigna, la farolita...)
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#23    27 Marzo 2007 - 21:44
 
Ma no, ma no, ma nooo!!!
Questo post riapre una ferita dolorosa (e per le tasche e per lo specchio e per la solita crisi da tinta sbagliata)... odio i parrucchieri, tutti, infingardi manipolatori delle nostre fragilità, spocchiosi saccenti esperti di costumi (altrui), falsi come nemmeno Giuda, quando, contemplando l'orrore generato dalle loro misteriose pappette spalmate sulle nostre fiduciose testoline depresse, squittiscono:bellissimo!!!
E il peggio è che ti tocca anche pagare, uscire dopo ore infinite, beccarti magari la pioggia o il malefico umido, tornare a casa visibilmente scontente e sentirti pure dire: vabbè, dai, non è poi così male....ARGH!!!
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#24    28 Marzo 2007 - 08:06
 
Se ti dicessi "mocio vileda" appena strizzato? rendo l'idea?....
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#25    28 Marzo 2007 - 21:21
 

curati e sprecati di imlaufderzeit
nostalgici e invidiosi di colfavoredellenebbie
fini lunghi e spuntati di Ihadadream
folti, dritti e giovanili (eh eh eh) di proteus2000
tinti e dolenti (massì massì!) di Phersephonae
mocio vileda (celo celo, c'est moi! di Pimpra
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#26    29 Marzo 2007 - 04:54
 
menomale che mi hai avvertita che il post è lungo.. stacco fra 10 minuti dal lavoro. lo legog domani notte. giuro

dd.

www.dida.splinder.com
utente anonimo

#27    29 Marzo 2007 - 10:36
 
cara farola dal capello anarchico, da me c'è un'elegante signora tedesca con soffice chioma bianca e sempre in ordine che aspetta un tuo commento...
baci baci :)
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#28    29 Marzo 2007 - 12:40
 
vorrei un taglio finto corto o finto lungo, che fosse in grado di trasformare PER SEMPRE i miei capelli in lisci NATURLI che in questo preciso momento sembrano quelli del cantante dei Cure.

Disposta anche ad un liscio nipponico, e a vendere l'anima.
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#29    30 Marzo 2007 - 04:08
 
ecco. l'ho letto tutto. come al solito super zia cara! i miei capelli? qui mi tocchi sul vivo, ferita ancora viva. i miei capelli son la mia dimostrazione, la mia bandiera, il mio proclama, l'urlo delle mie variazoni umorali sul lungo periodo.. a volte voluto da altri, sempre prodotti da interposta persona. dopo anni di chioma leonina e senza posseder spazzole o pettini arirva l'aprile 2006 con turno di notte come al solito devastante e dalle reazioni imprevedibili. mi sveglio non faccio nemmeno colazione chiamo una parrucchiera (una delle tante perchè io a LORO non son fedele, non gliene faccio passare una, se sbagliano una volta, via eliminate dalla rubrica, CANCELLATE) che miracolosamente è libera, mi precipito "tagliami alla valentina .. e anche il colore, così". sono uscita soddisfatta sapendo benissimo che ero stata appena schiavizzata: lunghe sedute davanti allo specchio per tener quel taglio dritto dritto mi aspettavano per i 10 mesi seguenti. non sono mai andata tanto a farmi pieghe come in questi ultimi 10 mesi. finchè mi son stufata, volevo cambiare anzi CAMBIARE e dare un bel taglio, uccidere un pensiero persistente che stava proprio sulle punte dei capelli. quindi si taglia. quindi si taglia? vado da marisa, che non aspettava nient'altro sennon di prendere le forbici in mano e tipo serial killer farmi la testa. le faccio vedere foto e fotine del taglio che voglio, non volevo in fondo una cosa drastica, sempre poco coraggiosa. marisa prende le forbici e ZAC! le chiedo " marisa non ti sembra di esser andata un tantinello cortina..??" lei dice che non può tornare indietro e che da li si può solo andare avanti. dieci minuti e un mucchio di capelli sparsi in giro mi guardo allo specchio. vedo una marisa mai vista così sorridente e una bambina con i capelli cortissimi alla maschietta. mi viene da piangere. tanto. non ho neanche tempo di andare a prendermi una parrucca alla valentina, anche fucsia poteva andare bene.. e corro in ufficio.
tripudio delle folle! continuo a guardarmi allo specchio. le mie amiche quelle vere mi danno l'ok. anzi ancora di più. sms di rosi "cretina, sei bellona!" (o bellona! sei cretina!) entro in milonga. nessuno mi saluta. nessuno mi ha riconosciuta. ricomincio da capo. son passati 15 gg. marisa ha fatto quello che ha voluto e AVEVA RAGIONE LEI. bello lascair agli altri ogni tanto le decisioni. l'ho perdonata per l'azzardo, ha giocato sporco ma ha vinto lei. mi sento nuova di zecca, senza ricci, senza schiavitù di pieghe raddrizzanti, mi riempio di brillantini, e mi sento aperta senza intrighi e segreti, non saprei dove nasconderli, son proprio troppo troppo corti per cercare di celare pensieri. adesso devo esser così.. vera col viso pulito e niente da nascondere. ricresceranno... non so, mah.. adesso va così. avevo voglia di ricominciare e di far fuori quell'odioso doloroso pensiero.

son tanto stanca e ho voglia di andare a letto e ho voglia di un paio di comme il faut d'oro, ma non quell'oro sbiadito che si trova in giro.. voglio un oro LUIGI QUATTORDICI.

buonanotte
per quel che resta

dd.
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#30    30 Marzo 2007 - 15:51
 
ed miei esuli! trasmigrati!
biondi e solitari in sommità dell'inutile faro...
e mi sovvien l'eterno e le morte stagioni...
ed una saggia barba bianca finalmente(?)

mio inutile e demodé appello alle signore: coltivatevi il sexi delle ciocche e bianche e grigie e seducenti e civettuole e vive...
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#31    30 Marzo 2007 - 17:11
 
Io non ho mai un capello fuori posto, oggettivamente parlando. Sinceramente un giorno non sapevo più come pettinarmi e ho risolto il problema alla radice. ;-)
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#32    31 Marzo 2007 - 18:17
 
I miei capelli non sono così importanti, lo diceva Galeano, mi pare: se lo fossero dovrebbero stare dentro la testa e non fuori.
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#33    01 Aprile 2007 - 10:19
 
ne ho così tanti miliardi che magari me ne comprassero un po' di 'sta pelliccia.
utente anonimo

#34    01 Aprile 2007 - 18:08
 
il mio capello non lo capisco...mi è completamente estraneo, ha vita propria e spesso ci guardiamo in cagnesco...
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#35    01 Aprile 2007 - 19:30
 
non li capisco e loro non capiscono me, non mi si adattano quasi mai, intendo non c'è nessuna consonanza con l'umore del momento, la necessità, lo stress... fanno, appunto, di testa loro, e direi che quasi non mi appartengono, se non dopo che tutte le congiunture favorevoli si sono verificate: vale a dire, giornata di bagni e sole (con protezione leggera, lunghe nuotate, amica/amico e libro sotto l'ombrellone), sciampetto delicato carezzevole, asciugatura naturale, poi lungo sonno pomeridiano, brezzolina del tramonto con aperitivo vista mare, cena in buona, buonissima compagnia. Allorasì che stanno bene, ma bene, lucenti, felici, "adatti", con quel giusto mosso che nemmeno il miglior parrucchiere saprebbe fare,la ciocca "colpatadisole" (vero) nel punto giusto, il riflesso che conturba, un buon profumo e non quello di detersivo che immancabilmente anche gli sciampo migliori ti lasciano.... ecco, i miei capelli sostanzialmente se ne fregano e sanno quando è il caso di stare bene e quando no, perchè poi sprecarsi per tutta qulla commedia..
utente anonimo

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