Oz

Lumini accesi nel buio... fiammelle vive nella notte... scintille di anima e pensiero...

Eccomi

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mercoledì, 29 agosto 2007

nuvola13



 Camminare o semplicemente attraversare il suolo, in un qualsiasi punto della mia città, è una esperienza utile e istruttiva.

Molti la trovano detestabile per via delle troppe buche e del manto stradale tutto rattoppato e bitorzoluto, perpetuo sintomo di una pessima amministrazione.

Ma non è così. Non è solo così. Questa è l’evidenza più esteriore, come sempre.

Sotto c’è altro. Nel suolo dico. C’è un’altra storia, più autentica, una storia che nessuno vuole sapere, che nessuno vuole ascoltare sebbene ci riguardi molto di più della cosa impossibile che tutti vorremmo: un manto stradale, omogeneo, uniforme e possibilmente disteso in un agile rettilineo. Normale. Sano. Atto ad una città vera e funzionale.

 Ai miei concittadini - abitanti di un villaggio che loro si ostinano a chiamare, provincialmente, città -  è difficile spiegare l’evidenza che affiora dal suolo. Eppure là sotto, tra quattro cinque torrenti infossati che al primo acquazzone rinascono e ribollono di fogna e di montagna, sotto i 70.000 morti dell’ultimo terremoto, là , ma ancora più sotto, in quella faglia profondissima nel tempo e nello spazio che sa sempre come spezzare le montagne e la Storia, là sotto che parla a chiare lettere,  scandendo forte e chiaro,  c’è Lei.

Sotto c’è Natura imperiosa e se ne fotte della linea retta.

 Del resto non le appartiene, perché dovrebbe.

Non le appartiene, nonostante l’uomo urbano faccia di tutto per imporle questo superbo (ottuso!) segno del suo dominio razionale. L’uomo questa creatura ridicola e presuntuosa che costruisce case vicino ai vulcani, grattaceli sulle macerie di terremoti, ma anche sulla sabbia, sulla bellezza.

Con speranza o incoscienza sorprendenti, con onnipotenza comica, lui può.

Lui può fare castelli organizzati ai bordi del mare, sono più facili, vengono meglio, tanto l’onda anomala non arriva, o toh arriva… e noi lo rifaremo marcondirondirondello.

 E non sono forse anch’io questa creatura ridicola che prova a squadrare la natura delle cose col righello della ragione? E il righello non basta, semplifica troppo, ignora la complessità necessaria della natura delle cose, che è una complessità che va’ rispettata, assecondata. Altro che tunnel, dighe e ponti.  No. Ponti no.

Penso all’architettura giapponese ispirata al tao, all’idea che la natura vada assecondata (tutta, pure le scoregge, pure i dossi e le cunette) così com’è, senza forzarla nella sua struttura, perché lei sa, sa molte più cose. E noi siamo parte di queste cose. Non viceversa. E, così, i giapponesi tao non fanno mai una strada dritta  dove il terreno non sia già pianura, non osano bucare la montagna, cementare il fiume. Perché la natura prima o poi viene a dirtelo che ti sei fatto gli affari suoi e te li sei fatti male.
É come l’inconscio represso.
La natura sotterranea della psiche affiora prima o poi e  può farlo in mille modi, ad esempio con i bitorzoli che foruncolano il manto stradale. Oppure spesso collassa con alluvioni e smottamenti che si portano via pezzi di baracca, macchine,  mucche,  nonne, interi paesi. Qualche volta esplode con terremoti urbanissimi a cui tutti facciamo finta di non credere.

Ma torniamo al suolo della mia città, alle zolle di terra smottate nelle aiole, alle vie tortuose che seguono declivi invisibili di colli sotto asfalto, ai ciuffi d’erba che colonizzano ogni spiraglio di mattonella cementata; torniamo al mare che incombe onnipresente, vivo, da tutte le finestre della città  accroccate sui declivi come branchi di anime pascenti di quella necessità marina.

Questo luogo parla così bene, scrive una lingua che i provinciali fingono di non capire, ma ce  l’hanno nel dna. Come la risposta a una domanda. 
Si può andare contro la natura?  Contro la propria natura? Contro la natura delle cose? Certo che no.

E allora guido,  cammino,  e seguo il senso che sta sotto il suolo,  capisco la buca e il bitorzolo.

Un po’ meno la linea retta.

stepuàn

stepciù proudmary

 steptrì summerinthecity

laststep rockmebaby

Postato da: farolit a 03:48 | link | commenti (47) |


Commenti
#1    29 Agosto 2007 - 05:25
 
io sono innamorata dei ciuffi d'erba tra i quadrati di cemento, sparuta squadriglia di Resistenti, pro memoria calpestati combattuti dimenticati, che segnano conservano e vivono le striscette di terra dove destino li ha comandati, sentinelle ad imperitura memoria.
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#2    29 Agosto 2007 - 07:41
 
si può andare e si va hai voglia tu e poi si paga in un modo o nell'altro e poi si smette definitivamente. bellissimo quell' "accroccate"
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#3    29 Agosto 2007 - 17:00
 
Sì. :))
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#4    29 Agosto 2007 - 17:20
 
la linea retta è difficoltosa in effetti. comunque, mai visto che ne so, un fiume che va dritto come un'autostrada. Fa le curve anche se è piatto. Perché sembra piatto, ma...
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#5    29 Agosto 2007 - 18:55
 
Per ammettere di avere 101 anni ne sai di cose. Andare contro natura ? mah....fino ad una certa soglia di assorbimento da parte sua sì, poi si incazza e ce le manda a dire sempre più spesso. Ma qualcuno è ancora sordo. A me sembra così palese chi comanda su questa Terra.
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#6    29 Agosto 2007 - 20:15
 
Pensa che dove lavoro io,tra un piastellone e l'altro del cortile dove parcheggiamo le macchine, sono nate delle erbacce così grandi, ma così grandi, che sono persino più alte di me... (non che io sia altissima, ma il mio metro e sessanta ce l'ho per intero!)
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#7    29 Agosto 2007 - 20:18
 
...io non ci penso proprio ad andare contro natura, vuol dire che prossimamente ci passerò sotto...:-)
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#8    29 Agosto 2007 - 20:32
 
farolit, con questo post ti sei guadagnata la mia immediata simpatia (per quel che ti può interessare...); interessante l'associazione curve/tao, io ci vedo anche, nella conformazione delle strade, un andamento mentale souple. mi piace l'osservazione sull'inconscio represso e ho fibrillato di piacere nel leggere l'accroccatesuideclivicomebranchidianimepascenti (ah, che assonanze... :).
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#9    29 Agosto 2007 - 22:44
 
Faro, ache l'architettura di Gaudì assecondava la natura, era fatta a iimitazione della natura: le colonne sono inclinate e ruvide come i tronchi degli alberi, non ci sono linee rette, ma solo curve ed è un'architettura assolutamente colorata, come lo sono i paesaggi naturali. Ma tutto ciò sicuramente lo sai già...certo che si può andare contro natura, soprattutto contro la propria natura, il proprio io, e questo secondo me è molto più subdolo, diciamo così, che l'andare contro la Natura Madre, perchè, mentre costei è forte e si ribella con eventi plateali, facendo capire all'uomo chi comnda, l'io subisce come un bimbo indifeso, a lungo, in silenzio, e alla fine solo se trova la forza urla, altrimenti resta lì, sotto la terra, sotto gli strati sedimentati della ragione costruita..e uno pensa di vivere e invece sta solo arrancando, perchè ha seppellito il suo cuore...non desidero questo per me, voglio abbattere le costruzioni e i palazzi che io stessa ho elevato, e riportare alla luce l'antico paesaggio naturale della mia anima, con l'io come sovrano.
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#10    30 Agosto 2007 - 00:40
 
OraSesta anch'io ... anch'io! Li amo come anime sorelle, gemelle. Ma la loro resitenza per me sta nella sovrapposizione alla reltà dura del cemento con quella fragile della bellezza. La bellezza (la natura) non sempre vive, ma finchè vive (anche nel cemento)... vince.

fuoridaidenti sta tutto tra quel "prima" e quel "poi" ma, sopratutto in quel "definitivamente" . obrigada

ilvecchiodellamontagna Sì che? Si può andare?... certo dipende dalla natura. :-)

Livio eggià, eppure la linea retta serve a semplificare il difficile. In realtà banalizza e dunque non risolve perchè non intrepreta, non ascolta ma si sovrappone e basta. Il fiume segue il suo letto, il letto del fume la pendenza di un monte e così via... Il fiume ascolta, interpreta, "è" la natura.

tristantzara so le cose poprio perchè ho 101 anni. Anche a me sembra palese. Eppure se un giorno sparisse il segnale televisivo ci si stupirebbe di più che se non sorgesse il sole.

Crono eh eh eh passare sotto la natura nemmeno si può, dentro, dentro, è quello l'unico modo, in lei, in noi. com'è vero che veniamo al mondo (provette a parte) secondo natura

barbara34 ma grazie. Guadagnare la simpatia nel tuo caso m' interessa sì. se poi fibrilli... ricambio. :-)

posidonita l'io come sovrano... ... perchè non lo scritto io? Ma che bello che l'hai scritto tu. L'io come sovrano è una conquista dell'intelligenza e dell'utile esperienza, ma in tutto questo anche la natura viene a darci una mano, a suggerisci la strada del reame e della materia viva e vitale che lo compone. Sotto i palazzi sono i fiumi, sotto le montagne il magma, sotto i silenzi sordi cuori che palpitano, corpi che sanno cantare. Quando decidiamo
di lasciare a casa il Superio e suo Reame innaturale, sbocciano i sentieri che conducono all'io.
Siamo ancora in cammino verso l'io ricordi?
we`re off to see the wizard the wonderful wizard of "Iiii" Pciùk!
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#11    30 Agosto 2007 - 09:21
 
Cara Cicala, è la nostra follia, quella di crederci capaci di sconfiggere la natura. Che poi presenta il suo conto: e trova le teste di ponte nei nostri amministratori, che alla "idea" di costruire rispettando la natura usano la "logica" di sfruttarla: e quando presenta il suo conto, Madre Natura non si accontenta di cambiali in bianco.
Follia è il tagliare gli alberi lungo le strade perchè sono pericolosi se l'auto sbanda, mentre non è giudicato folle chi corre a velocità inadatta alla strada stessa; e rabbrividisco in tempo di incendi, a sentire la gente arrabbiarsi per la sua auto, la sua roba, mentre nessuno dgli intervistati si rende conto della buona sorte che ha avuto nel salvare la pellaccia.
Fai bene tu, a seguire la strada, e non ad imporle di seguire la tua volontà.
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#12    30 Agosto 2007 - 10:05
 
è per quello che da te i tram solitamente capottano. replico l'oooh depositato da me :-)
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#13    30 Agosto 2007 - 18:21
 
Grazie per essere intervenuta nel mio blog e complimenti per il tuo!
Un bacio
A.
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#14    30 Agosto 2007 - 18:58
 
soccombiamo alla geometria bidimensionale... che tristezza
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#15    30 Agosto 2007 - 19:00
 
Vedo, vedo, vedo, anche se sarebbe meglio dire sento. Sento tutte le verità dentro il tuo scritto. Molti temi in uno. E li ho sentiti tutti, come avessi camminato al tuo fianco e respirato con te tutto ciò che è nascosto...
Besos. Chocolate
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#16    30 Agosto 2007 - 21:39
 
osservo con timore Bolormaa la Contorta
concetto fatto carne nervi viscere legamenti
sinuoso movimento
monito terrorista che la retta è per chi ha fretta
nn conosce pendenze smottamenti rimonte
(C.S.I. - bolormaa, Tabula Rasa Elettrificata)
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#17    30 Agosto 2007 - 23:00
 
come sono d'accordo con te sull'inconscio represso...
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#18    31 Agosto 2007 - 09:37
 
Ambivalenti, e ambigui, i tuoi quesiti. Si può andare contro natura? Certo, si può cercare di piegarla ai propri voleri , ma non è detto che ci si riesca o i risultati siano buoni e duraturi.
Si può andare contro la propria natura? Forse, se sei contorto o hai deciso di farti male, o ti vedi così contronatura che l'unico modo per tornare naturale è fare violenza a sè stessi!

Astraendo da queste speculazioni teoriche, bene fai a seguire il senso e le linee della natura e della tua natura.

Magari rifiutando l'esilio piovese.
(Però sarebbe a 15 minuti da me, sai che teatro...)

:-)))
s
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#19    31 Agosto 2007 - 17:04
 
Ma non è che vuoi vedere per forza bello anche ciò che è brutto?
Secondo me un po' sì...
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#20    31 Agosto 2007 - 20:34
 
La natura e le azioni umane.. tra mille anni, semprechè la natura ammetterà che l’uomo ci sia ancora su questo pianeta, se ne dibatterà come e più di oggi, senza che tutti si riesca a convenire su un’unica visione, purtroppo.
Credo che la specie umana sia “natura”; non credo cioè che sia stata inoculata in questo pianeta per creazione divina (w Darwin!).
Ergo tutto ciò che l’uomo fa è fatto naturale, compreso negli imperscrutabili disegni del reale.
L’ecosistema terrestre trova comunque un equilibrio. Per esso la nostra specie è solo uno dei tanti elementi di cui si compone.. che venga ridimensionata o radiata è per esso del tutto irrilevante!
Intanto, per trovare un po’ di pace, sarebbe bene che l’umanità abbandonasse la tendenza a credersi cosa “altra” dalla natura, cominciasse a considerarsi solo una delle tantissime specie viventi di questo pianeta, e cominciasse ad agire con rispetto del contesto naturale e degli altri suoi non meno degni inquilini; si tende a rispettare ciò in cui ci si identifica, per la nient’affatto morale ragione che si vuole il bene proprio.
Per questo credo comportino conseguenze nefaste tutte le ideologie che allontanano l’uomo dalla sua “animalità”.

Farola, complimenti.. bel post, bel tema..
suggerisco altro tema: se fossi un animale, che animale vorresti essere e perchè?
un abbaccio
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#21    01 Settembre 2007 - 00:41
 
Massettino eppure è un inseganemnto molto antico quello di non "forzare la natura" anzi di assecondarla, di seguirla.... di dialogarci ascoltandola. Dalle mie parti gli incendi in cui la gente perde la vita li ha scatenati l'uomo insapiens. Credendosi forse diabolicamente più potente. Io no. Io so. Io .... seguo la strada... rolling, rolling, rolling on the river... quasi verso te.


Medicine sì sì, è lavendetta dei venti alberi tagliati (buonanime! un intero viale ferito, deturpato) per lasciare spazio all'inutile tram che spesso deraglia, cappotta, travolge qualcuno...sempre va drittoe va malsano.

andreapapetti grazie a te e auguri per la tua musica. :-)

Livio parla per te... Io non soccombo. La geometria bidimensionale mi fa una cippa, com'è vero che mi godo gioiosamente la mia naturalissima tridimesionalità: anima e cuerpo. Perchè non lo fai anche tu... o sei un ologramma? ;-)

Chocolate scerì, saresti un'ottima flaneur... ché passeggiare è un'arte, oziosissima sì, come tutte le arti. Grazie per la compagnia e per il suo buon passo d'ascolto. :-)
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#22    01 Settembre 2007 - 00:42
 
mel mi hai fatto un regalo, lo sai? Sempre mi fa un regalo chhi mi dice una parola nuova. Una parola bellissima. Proprio quello che volevo dire.
Non conoscevo il significato della parola mongola Bolormaa (per non dire di
Ulzii). Magnifica! magnifica!Oziosissima. Devo partire subito per la Mongolia terra in cui
Bolormaa è linea contorta sale fino a piegare, si accavalla e crolla decisa; risale sull'asse si piega e si accascia, a torcicollo. Poi continua e ne esce un percorso di rombi spezzati, che i Mongoli amano al punto di farne il loro principale ornamento grafico, con un nome - Ulzii - e un significato: Felicità senza limiti.Ne vedremo tanti di Ulzii, sugli orli delle tende, sui cancelli delle case, nei gioielli delle donne, sul cuoio delle selle, ovunque nei templi. .... I Mongoli seguono questa linea con la calma compiaciuta di chi trae sicurezza dallo scorrere del tempo, e quando la disegnano indugiano negli angoli, e negli anfratti. Con la certezza che la retta sia la via meno fascinosa tra due punti. Un percorso troppo semplificato, inadatto ai racconti o al canto, non confonde le tracce, non prevede guadi, pendenze o frane improvvise.
Dello stesso sentimento amano il fiume, curvilineo, contorto e intorcigliato senza altro motivo che non la differente docilità delle terre che lo accolgono. Scivola di corrente rilassata, e scorre senza
rumore. Di lontano è una serpe di luce che ricama la pianura, sembra posto a decorare le distanze. Anse a destra a sinistra indietro, a destra avanti a sinistra, va e viene, come l'Ulzii.
Da Bolormaa si esce salvi e ravvivati, perché in essa come nell'Ulzii, come nel Fiume, la Felicità scorre, senza Limiti
"
Lo lessi
QUI

E grazie anche per Lindo Ferretti.

oldf querida, io sono per la liberalizzazione dell'inconscio represso ... a cominciare dal mio. Ma ogni volta che apro le gabbie... vengono fuori cose imbarazzanti e il Superio mi guarda sardonico col righello in mano. Allora dico alle selvatiche cose imbarazzanti "avanti ragazze sù, altri cinque minuti d'aria.. e poi di nuovo dentro" Loro quasi sempre obbediscono; e tornano a scorazzare nella riserva protetta dei sogni. Insomma se l'inconscio lo reprimiamo ci sono anche delle ragionevoli ragioni. L'inconscio l'è una bestia, è natura dura e pura. Ah! Non siamo più abituati ai primordi.... purtroppo.

farsegino La parola "natura" è ambivalente e ambigua. Solo avendo chiaro cos'è la natura, cos'è naturale e qual'è la propria natura ci si può regolare con essa.
Credo che oggi sarebbe utile all'uomo non pretendere di ottenere il dominio di tutta la natura (non
si deve e non si può), ma continuare a dialogarci, ad ascoltarne i suggerimenti, i moniti, le verità.
Quanto mi piacerebbe rifiutare l'esilio piovese!! Non andare contro la mia natura. Ma la Cicala deve pur mangiare e per farlo deve fingersi formica. Ma se dovessi finire lassù, sarei grata anche alla tua teatrale compagnia.
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#23    01 Settembre 2007 - 00:42
 
ciuffetto questo rimane ancora un mistero... sono io che vedo la bellezza dove gli altri non la vedono o me la invento per migliorare la bruttezza? Ad ogni modo, sono in buona fede, io non la vedo per forza, la vedo davvero, per me c'è. E forse sono comunque fortunata.
Anche tu hai visto la bellezza in certe esseri umani che per me belli non sono... anzi, mi pareva uan forzatura. Eppure tu bellissimi li vedesti. E forse lo erano.
:-)

gaetanuzzo Concordo sulla prima darwiniana parte del tuo commento. Ma non sul fatto che tutto quello che l'uomo ha fatto e da sia naturale. L'uomo buca l'Ozono, getta la Bomba nucleare, va sulla Luna, clona le pecore Insomma interviene a sfidare le leggi delle natura, a forzarle. Si crede il padreterno anche quando non crede al padreterno, Una parola mi è piaciuta più di tutte, la più utile: rispetto.
Rispetto (ragionevole!) della natura e della propria animalità naturale.
Ma è sempre più difficile ricordare di averne una. Com'è vero che stiamo a digitare dientro ad un monitor, mentre dovremmo odorarci, guardarci negli occhi, seguire le curve di tutte le nostre espressioni. L'arcaica primigenia comunicazione non verbale. C'ho fatto la mia tesina di Pet Terapy a riguardo: "Feeling tone nel rapporto uomo-animale"
Io penso di essere già un animale. Per alcune cose più involuto nella mia "animalità" di molti altri animali, ad esempio più involuto del mio cane che sa interpretarmi meglio (in maniera più complessa ed empatica) di quando io non sappia interpretare lei.
Io vorrei essere l'animale che sono ma senza le mutilazioni sensoriali che l'evoluzione sapiens della mia specia ha subìto a favore del potenziamento intellettivo. Per quel che serve sto cazzo di intelletto! manco a superare i quiz della sissis.Insomma vorrei saper decifrare le cose soprattutto con l'animalità (futare un nemico o un amico, sentire l'adrenalina di un altro, ravvisare con precisione i richiami feromonici, etc...) , mi applico, Isotta m'incoraggia, ma sono ancora taaanto indietro, mannaggia al Rinascimento, mannaggia!
Poi, se vuoi ti parlo, della mia teoria su Pet Tango già in commento a questo post QUI , magari si combina bene col basic!
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#24    01 Settembre 2007 - 14:33
 
bello assai questo pezzo, farola.
Io per adesso mi bevo le strade di tarragona e dal quartiere dove sto ogni notte mi vedo new york davanti agli occhi, le raffinerie della periferia industriale che c'hanno tutte le luci del mondo in corpo.
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#25    01 Settembre 2007 - 14:34
 
Di questa nemesi della natura, di fronte alla quale l'uomo è un fuscello, Pirandello ce lo racconta in tante novelle e anche nella commedia Non si sa come. La tua è sacrosanta verità.
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#26    02 Settembre 2007 - 11:03
 
e di quell'albero, sul viale della libertà, che sbuca da un portone che dire?per me è un inno... religioso quasi.
cinzia
utente anonimo

#27    02 Settembre 2007 - 21:44
 
Mi è davvero piaciuta questa "cosa" ;) NIKKA
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#28    03 Settembre 2007 - 03:12
 
...ok...scusami...arrivo qui da manu...manutanghera...ManuX...e la canzone in sottofondo mi ha calamitato...che versione splendida...down on the corner...dei creedence...io conoscevo solo loro...ma questa cover...è meravigliosa...corri, appena leggi esto commento... titolo e autore...nel mio blog...please...

è meravigliosa...

e grazie te ne sono grato...
abbraccio!
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#29    03 Settembre 2007 - 10:02
 
Cara Farola, le discordanze tra i miei accenni e le tue argomentazioni si pongono per la sola ragione che tu (comprensibilmente) parli di “natura” nel senso di ”ecosistema idoneo alla specie umana” mentre io ne parlo, in senso non antropocentrico, come “contesto terrestre in genere”.. in buona sostanza mi sento di vibrare con te all’unisono!
Ho letto quanto hai richiamato con link a proposito di via alta e via bassa.. per me sono concetti tutt’altro che nuovi; ed a proposito di comunicazione subliminale, feromonica, : che ne pensi dell’uso massiccio ed invadente di profumi sintetici ed aggressivi? (i “deodoranti”.. come se ci si dovesse deodorare degli aromi naturali, tanto efficaci nella conoscenza interpersonale e nella manifestazione delle compatibilità biologiche, e non solo!); non uso alcun prodotto che lasci una qualche traccia dopo il risciacquo; penso che una buona e generale igiene personale sia l’unico modo valido di essere gradevoli nei contatti ravvicinati e di lasciare aperta alla conoscenza interpersonale la via bassa della comunicazione subliminale e sensoriale; sarebbe utile dibattere tra tangheri sull’argomento, non foss’altro che per salvare da odorosissime impronte sintetiche la manica destra delle giacche maschili..
Non so linkare.. segnalo un post sul mio blog dal titolo “.. quell’effluvio di sudore..”
Un abbraccio
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#30    03 Settembre 2007 - 10:21
 
Degustazione in città

Con una amica un po’ speciale, ho bevuto un bicchiere di Farolit, vino bianco del sud.

Colore ambrato.
Profumo intenso di frutta bianca. Banana e pera.
Ad un primo assaggio avverti una punta di dolce.
Poi sale la mandorla che, lasciando scorrere la lingua sul palato, tende all'amarognolo.
Nel retrogusto avverti un po' la liquirizia.
Lascia certamente un buon sapore.
Esige il suo bicchiere.

1906. Ottima annata.

Salute!

f
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#31    03 Settembre 2007 - 13:05
 
Si, hai molta ragione ....

Quello che bello è relativo si sà, quindi se si è in buona fede allora è bellezza vera, se uno invece in fondo non ci crede allora sta cammuffando la bruttezza.

Besos

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#32    04 Settembre 2007 - 09:54
 
Non mi pare ci sia bisogno di scomodare il tao giapponese (e poi, loro che stan facendo? hai presente Tokio e le infrastrutture che fanno nel loro paese, più denso persino del nostro?).
D'accordo sul senso generale, però.
E gustosissima la proud mary di Tina con Ike Turner.
saluti

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#33    04 Settembre 2007 - 12:30
 
bella la tua terra tutta curva, ci sono stata un po' di volte ma non credo che ci tornerò più, dopo che lì anche il mio cuore si è terremotato
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Rea

#34    04 Settembre 2007 - 21:54
 
Forse si può agire in un modo migliore: creare un modo dove si trapano montagne, si spianano vallate ma si ridà qualcosa alla Natura che si ha appena violentato...
E' più forte di noi, siamo una razza con lo stupro nel sangue, di qualunque cosa si tratti: forse, quindi, non ci resta che accettarlo per porvi rimedio.
Ma il tuo post è molto più bello di quanto non lascino trasparire 'ste quattro righe :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Mozzylla

#35    05 Settembre 2007 - 10:22
 
..e poi, cos'è più esaltante?
Una linea retta... o una curva (in tutti i sensi immaginabili) della natura?
Francamente, opto per la seconda...
Au revoir.

Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente napartaud

#36    05 Settembre 2007 - 11:27
 
Hai ragione, solo assecondando la natura forse è possibile limitarne i suoi improvvisi e detanti attacchi. Come l'inconscio represso, hai ragione.
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#37    05 Settembre 2007 - 13:37
 
mi fa piacere che sei contenta
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#38    05 Settembre 2007 - 19:40
 

La natura non segue linee rette, non pensa alla perfezione.
la natura fa il suo corso...

Mi astraggo da questo concetto e penso all'essere umano.

L'essere perfetto...
praticamente un DIO.
Ognuno di noi aspira ad essere un "essere perfetto".
Sia a livello fisico che a livello caratteriale.
Non riusciamo ad accettare le nostre debolezze e i nostri vizi.
Vorremmo sempre essere "ammirati, stimati, amati..." mai criticati, rimproverati redarguiti...
ci crediamo dei...
e come tali crediamo d'avere il diritto di essere sempre al centro dell'attenzione degli altri.

Crediamo di aver diritto a vivere conformando il nostro mondo circostante
alle nostre esigenze...
ci adattiamo alle esigenze che anche gli altri pretendono da noi e così facendo...cercando di essere perfetti...creiamo la nostra infelicità.

Condizionati dalle stesse barriere che ci siamo confezionati a nostra misura...
guardiamo il mondo attraverso quella gabbia dorata che ci imprigiona...
sognando la libertà, sognando cose impossibili, aspettando un destino che non vorrà saperne d'agire senza il nostro contributo...
siamo solo noi i fautori della nostra vita...
noi, che raccogliamo ciò che abbiamo seminato...
noi carcerieri di noi stessi, vincolati da limiti che ci siamo imposti nel corso della vita.
Per paura, vigliaccheria...
rinunciamo al rischio, all'inenuttabilità degli eventi che travolgono e che trendono vulnerabili...

...vorrei tanto farmi travolgere dall'inenuttabilità degli eventi...
nel bene e nel male...e sentirmi vivo, senza stare a guardare da una finestra...o una gabbia.


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#39    06 Settembre 2007 - 22:49
 
marcaspietto grazie. Degustiamoci le strade reale e immaginarie. Lo sai che le strade di Tarragona viste da quaggiù mi ricordano tanto quelle di Milazzo, raffineria compresa? Ma pensa... le stesse luci che a te, laggiù, ricordano New York. Chissà se anche le strade hanno i loro "punti di vista" su di noi. Yo creo que si, hermanito de camino virtual.

ubaldo gentilissimo, grazie. Sì, è vero, siamo fuscelli davanti a quella potenza. Ma siamo anche (paradossalemente, pirandellianamente) quella stessa potenza. La forza del giunco. Hai presente càlati juncu ca' passa la china?

cinzia cara, sì. Ed è una città, la nostra, piena di preghiere pronunciate da alberi, ascoltate da umani. I pochi rimasti quaggiù, nel limbo. Piacere ritrovarsi a pregare.

niKKa grazie davvero aldiquadellospecchio :-)

fabio prego prego... anche se non so cosa sia accaduto con la musica che ho messo e quella che hai sentito. io questa cover di "Down on the corner" non saprei davvero segnalartela. Sei sicuro che fosse proprio quella e non "Summer in the city" dei Lovin' Spoonful poi coverizzata da Joe Cocker Avevo provato a linkare il video perchè non trovavo l'mp3 disponibile online.

gaetanuzzo ci capiamo anche quando intendiamo cose diverse, ovvero "categorie" grandi e piccole di natura. La questione "odori e sudori tangueri" è seria. Propongo un post alla milonga virtual.

Ferlinghetti buogustaio! L'annata 1906 l'apprezzano in pochi, ché ci vogliono le papille giuste. Hic et nunc est bibendum... aggiuse compiaciuta la Cicala e brindò all'inteditor. Prosit! :-)

Ciuffetto la vera bellezza non è camuffabile e nemmeno la vera bruttezza se "sai" guardare. S'impara a "saper guardare" esplorando. A proposito com'è va la fase esplorativa della "tua" natura, delle bellezze insospettate del tuo sottosuolo o di quelle insospettabili della natura altrui? Bacetti da zia.

Aragonbiz il mio tao mi dice di dirti che ci rincuora saperti naturalmente d'accordo sul senso generale e musicale di questo post-o.

Rea querida, ma che mi dici? Courage... lo sappiamo: terremoti del cuore non dipendono certo dalle latitudini telluriche dell'anima non della geografia. A me il cuore mi si terromotò lassù, dalle tue parti. Eppure ci torno.

Mozzyllino grazie per l'apprezzamento. Non sono d'accordo però, io non mi sento di appartenere ad una razza con lo stupro nel sangue, neanche un po'. Anzi penso che la natura umana abbia in sé la prevalenza animale del raccoglitore (e seminatore) o del cacciatore (e predatore). Il mondo in cui si trapanano le montagne e si spianano a cemento le vallate (e palazzine su palazzine, su palazzine come funghi al posto di alberi) è già stato creato, lo stiamo vivendo (e anche piuttosto infelicemente direi). Ancora manca (non c'è!) il mondo in cui si restituisce qualcosa alla Natura. A cominciare da quella personale che deve continuamente adattarsi al finto buon senso utile e pratico della regola rettilinea. Abbasso la linea retta! W i rami e le radici!

napartaud scerì, sinceramente ...opti bene. A bientot. :-)

giorgi la natura fa paura... eppure ne facciamo parte. Per questo non possiamo esorcizzarla col presunto ottuso dominio della tecnica. Io comunque il mio inconscio non lo reprimo... infatti faccio paura! ;-)

mel grazie a te di seguire la mia personale Borlomaa. :-)

arrapat io ad esempio... non aspiro a "essere perfetta". Anzi, mi godo la mia imperfezione, umana, naturale, faticosa. Accetto i miei limiti, senza crogiolarmicisi, ma senza pretendere di annullarli. Sapendo che mi circoscrivono, mi dànno forma e identità. Rispetto la mia natura e mi appartengo. Per questo posso camminare fuori, espormi agli elementi, (e se piove e se c'è il sole) affacciarmi alla finestra, cercare riparo se occorre. Rispetto la mia natura e quella degli altri. Per questo la mia felicità e la mia infelicità hanno sempre il nome che gli do io, non quello che dicono gli altri. La mia felicità e la mia infelicità sono belle perchè "mi" appartengono, perchè sono io, io imperfetta.
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#40    07 Settembre 2007 - 06:18
 
Quando sento la parola Natura, metto mano a un libro. :-)
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#41    07 Settembre 2007 - 06:31
 
Quando sento la parola Natura, metto mano a un libro. -)
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#42    07 Settembre 2007 - 08:33
 
ciao farola, sono d'accordo con chi dice che l'uomo è solo un'altra delle specie viventi della terra e fà parte della natura, malgrado egli non sia convinto di ciò e pensi invece di esserne al di sopra, è per questo che disgrugge ...inquina...deturpa.... non capisce o non vuole capire che con un tale comportamento faremo la fine dei dinosauri.........ops scusatemi per l'allegro intervento.
baci
fior di loto
p.s.
konrad lorenz "gli otto peccati capitali della nostra civiltà"
utente anonimo

#43    07 Settembre 2007 - 09:50
 
No Vulcano, no Natura per oggi, non quella perlomeno.quindi mi inserisco anch'io tra i commentatori.

Andare CONTRO NATURA è un atto impuro. Molti lo sentono, pochi ne sono consapevoli. Non assecondarne i ritmi ed opporvisi presuntuosamente, spiana la strada ad un' ineluttabile INVOLUZIONE.
E' come privare un piccolo d'uomo appena nato di quella VITALE ARRAMPICATA sul ventre materno alla ricerca del capezzolo..
Oggi, nelle nostre "terre evolute" si segue questa via: nato il piccolo (il più delle volte da parto medicalizzato, non necessario e contro natura, lo si "lava", (estirpadogli quell'odore cosi "attivante")
lo si "veste", (privando la coppia madre-figlio di quel contatto pelle a pelle conditio sine qua non affinchè si avvii un adeguato allattamento)
lo si "strappa" dal suo simbionte e lo si "violenta" con una fredda bottiglia di latte avvelenato o con una molotov glucosata.
E' proprio da qui (i dubbi sono leciti ma è così, ne sono "presuntuosamente" certa) che inizia l'involuzione della nostra specie.
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#44    07 Settembre 2007 - 19:47
 
io al posto di fare un ponte che, se ci fosse, crollerebbe nel giro di una settimana proprio per l'incontrollabilità della natura, pare che questo non sia ancora chiaro ai più, devolverei quei soldi verso qualche progetto sempre stradale, qualche autobus in più non guasterebbe, chè sicchè le strade stanno in uno stato pietoso non è sempre bello farsi un km a piedi perchè la tua zona non è coperta dall'atm [gente infida!]


La Stella sta splendidamente - per l'appunto- è la cagnolina più corteggiata del quartiere, dorme e mangia a sbafo, si diverte a rubare i panini dalle mani della gente e l'unico suo neo è che è troppo viziata e a volte si diletta in moine d'attrice: ma la colpa è anche mia che l'accontento sempre :)
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#45    11 Settembre 2007 - 14:59
 
la natura è indispensabile per l'uomo, l'uomo per la natura no!
ribadisco la mia concezione dell'estinzione umana! :)
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#46    11 Settembre 2007 - 21:11
 
.. la mia terra, il suo profumo, .. tu ... la mia musica, il mio amore, tu .. il mio sogno, il mio vuoto, tu ...
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#47    18 Settembre 2007 - 15:02
 
junchetto quale libro? Il libro? Quello di Dio? O il tuo?
Il tuo è fatto di natura ... iancurosa.

fiorellino io penso che una paste di estinzione della specia umana "naturalis" sia già in atto. Quanti di noi homines tecnologici potrebbero sopravvivere affidandosi solo alla natura propria e del mondo. Seminare, coltivare, accendere un fuoco procurarsi un riparo e cibo. Proteggere la prole. Ascoltare le stelle. Ricordi il filmi di Wenders "Fino alla fine del mondo"? A volte spero segretamente che accada...

stecam anima santa, anch'io credo che sia in atto una potente involuzione della nostra specie attuato dall'arroganza del pensiero scientifico e dalla sua deformazione nella artificialità della tecnologia. Ma sentirlo dire da una donna di scienza mi turba ancora di più.
Non avevo pensato alla "natura" del venire al mondo, alle necessità naturali del neonato umano e a quelle inventate dall'artificialità medicalizzante. Forse la voce della biologia ci salverà. Non è mai scienza in senso contemporaneo, è più dialogo con la natura, conoscenza rispettosa, non sfruttamento.
:-)

Valeur hasta lo stetto libero dal ponte, siempre! E baci alla cucciolotta!
sasuzzo abbiamo già fatto questo ragionamento. Qui, terra Occidente coordinate temporali 2007, ad estinguersi sono le forme di intelliegenza umana (poche, pochissime!) dal momento che non si riproducono più
Quelle di inutile stupidità invece prolificano come le zanzare. Le fottute zanzare c'erano prima dei dinosauri, ci sono ancora e ci saranno sempre. La natura a volte è anche un po' bastarda come diceva compare Leopardi.
inventony ... romanticone!
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