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lunedì, 14 gennaio 2008

boccarosa

Intervista all’ultima mangiatrice di uomini

 

GioryLista -  Famelia, anzitutto grazie per avermi ricevuta. So che non concede volentieri interviste…

Famelia
-  Prego. Sì, è vero, non amo molto parlare di me

GioryLista
- Neanche che si parli di lei?

Famelia
-  Mi è indifferente, dite pure quel che vi pare…  purché ciò non interferisca con le mie cose…

GioryLista
-  Ama vivere appartata, perché?

Famelia
-  Làte biòsas…

GioryLista
-  E cioè?

Famelia
-  Vivi nascosto, è un consiglio degli antichi, sempre valido, tiene ancora

GioryLista
-  Dice che questa poca visibilità giova alla sua vita?

Famelia
-  Massì,  io mi nascondo spesso, adoro confondermi con la carta da parati …

GioryLista
-  E perchè? Così corre il rischio di non essere vista o, peggio, di essere sottovalutata

Famelia
-  Il rischio di sottovalutare appartiene solo agli stolti. Io non sottovaluto mai niente, nemmeno la carta da parati. Anche se, confesso,  adoro essere sottovalutata… le soddisfazioni che mi prendo sono sempre doppie…

GioryLista
-  Lei è un tipo eccentrico Famelia, questo si sa. La immaginavamo in una casa di stile dannunziano... e invece la ritroviamo in un habitat molto essenziale, accogliente sì, ma senza fronzoli…

Famelia
-  I fronzoli a che servono?

GioryLista
-  Pensavo che per una "mangiatrice di uomini" i fronzoli (cuscini, candele, profumi, guepiere..)  fossero essenziali!

Famelia
-  Jamais. E poi, cara ragazza, sappi che  io non mangio, io degusto…

GioryLista
-  Il concetto è lo stesso, se ne nutre

Famelia
-  Ma no, assolutamente no, io prima di mangiarli li cucino. Tranne qualche raro caso di carpaccio occasionale e piccole cruditè… Insomma sono una cuoca, una cheff! Per questo la mia cucina casa è così essenziale, qui c’è solo quello che serve:  moi même.

GioryLista -  Bene! Allora potrà darci qualche tua ricetta speciale, qualche utile consiglio di cucina, le nostre lettrici saranno contente …

Famelia -  Non posso lasciare ricette personali, del resto i gusti sono gusti; quello che piace a me non è detto che piaccia a un’altra. E poi un bravo cuoco (che sia alta cucina o cucina casalinga) è soprattutto un esperto di alimenti, di materie prime. Quelle fanno la differenza, fanno il piatto. Se manca la qualità della materia prima non c’è tecnica che tenga

GioryLista - In che senso?

Famelia  - Insomma il vero talento è quello, riconoscere la bontà e la varietà dei materiali, la qualità! Riconoscerla e saperla trattare.  Ci sono uominizucchina e uominifagiano ci sono uominicernia e uominimozzarella. Uominiostrica e uominicarciofo. Ci sono uominicinghiale e uominipatata...  Insomma non possiamo certo cucinarli tutti allo stesso modo. E neanche mangiarli alla stessa maniera.  E poi ... ci sono uomini che mettono fame e uomini che la fanno passare. Uomini pesanti da digerire, uomini cotti e mangiati. Uomini da divorare, uomini da piluccare. Uomini da centellinnare.
Poi certo, capisco, bisogna mangiare anche per nutrirsi e allora, nell’urgenza della necessità, ci si può anche contentare di  uomini precotti o  scongelati alla bisogna:  uominiminestrina riscaldata thats’amore. Ma non può essere questa  la regola. Io sono dell'idea che bisogna gratificarsi col cibo e per gratificarsi bisogna conoscerlo.  Amare la genuinità degli alimenti…riconoscerla, rispettarla!

GioryLista -  Rispettarla? Che significa?

Famelia -  Significa che bisogna saper chiedere dall'alimento di essere se stesso. Una zucchina è una zucchina non sarà mai un'arrosto. Meglio prenderla per tale, valorizzare il suo potenziale di zucchina, ma non chiederle di trasformarsi in altro...

GioryLista -  Il fatto è, cara  Famelia, che qui ormai neanche più le zucchine sanno di zucchine, con tutto quello che costano!  E che l'arrosto è spesso così anabolizzato che appena lo metti sul fuoco si sgonfia e  se lo assaggi sa di caucciù. Saper distinguere gli alimenti e  i sapori  è un talento che va perdendosi mi creda…

Famelia -  Massì...  ormai tutto è così uniformato: l’offerta, i tipi di alimenti disponibili, il  gusto. Insomma per recuperare un po’ sapori e varietà l’unica è prodursi da sè la materia prima.  Potendo.  Tenere un piccolo vivaio di pollame o di pesci, di cacciagione varia.  Un orticello di verdurine fresche, un frutteto ben esposto, in tutte le stagioni, ai caldi raggi dell’amor…

GioryLista -  Davvero ammirevole…

Famelia -  No. Ci vuole solo vocazione e applicazione. Passione

GioryLista -  E tempo…

Famelia -  Guardi l’unico tempo a cui concedo di esistere è quello di cottura.
Scriva: "è fondamentale imparare i tempi di cottura. Sono tutto. E variano da alimento ad alimento." Un uomobrasato non ha gli stessi tempi di un uomoallacoque.  Ha presente cos’è un uomoriso quando lo fai sobbollire a lungo, oppure come mi si bruciacchia rapidamente un uomofritto alle prime vampate di passione. Roba che se lo tieni un minuto di più sotto la fiamma, puff! È bello e bruciato. E ti salta la cena.
Anche con gli uomini da scongelare bisogna stare attenti ai tempi. Ché li credi croccanti e morbidi ma poi ti trovi l’interno duro, crudo e freddo. Sconsiglio a tutte le impazienti degustatrici il microonde! Nessun uomo cibo scaldato artificiosamente sarà mai nutriente.

GioryLista -  Allora lo vede che il tempo è importante?

Famelia -  Sì,  nel senso dei  "tempi", della "tempistica". Ci vuole il senso dellà stagionalità. Le passate di tonni. Le fioriture di broccoli. E vanno colt in quei tempi. Inutile pretenderli fuori stagione. E poi bisogna saper gestire bene i tempi di cottura. Per i quali  ci vuole pazienza, fiuto, occhio. Vigilianza.  Agilità. Ritmo. Esperienza. Il Tempo come categoria assoluta non c’entra. Mentre cucino e mentre mangio il Tempo non esiste. Si sospende. Oppure lei quantifica i minuti di durata dell’amore?

GioryLista -  C’è chi lo fa …

Famelia -  Che abominio! Mangiatori di minestre precotte, peutêtre. Ma certo non io. E certo non con me. Io non lo consento

GioryLista -  Lei si lascia mangiare?

Famelia -  A volte, sì, certo. Spesso fa parte della ricetta

GioryLista -  Spesso? Non sempre?

Famelia -  No, non sempre… Le ripeto , dipende dagli altri ingredienti  e dalle papille gustative altrui

GioryLista -  Allora se proprio non vuole darci una ricetta,  può dirci almeno quali sono i suoi gusti? Insomma i suoi uomini cibo prediletti?

Famelia -  Faccio prima da dirle quelli che non mi piacciono

GioryLista -  Bene

Famelia -  Non amo gli uomini troppo pasticciati, le accozzaglie fusion pretenziose, quelle in cui non distingui un cappero da un bottone.  Non amo neanche certi uomini ultrasofisticati in cui si perde anche il ricordo della materia prima di partenza. Quelli pseudoelaborati, che si parlano addosso, narcisi e/o intellettuali. Quelli che odorano di una cosa e sanno di un'altra. Una pappa informe. Preferisco allora uomini semplici ma genuini, cibi di cui riconosco il sapore. Insomma per me  le sarde devono sapere di mare, non di besciamella. Mi spiego?

GioryLista -  Il concetto è chiarissimo… ama gli uomini naturali

Famelia -  Sì, biologici. Credo che  oggi si dica così

GioryLista -  Lei è davvero l’ultima mangiatrice li uomini! Ma non tutte abbiamo il suo talento. Lei ci pensa mai a noi donne comuni, costrette alla nostra quotidiana minestrina riscaldata?  Noi la invidiamo molto… cosa non daremmo per un' ora d'amore ...

Famelia -  Ragazze, datevi da fare…

GioryLista -  Ma se manca la materia prima?

Famelia -  Createla, partoritela!

GioryLista -  E’ troppo difficile, ci sbrighiamo prima a farci piacere la minestrina…

Famelia -  Ma no, ma no… siete solo impigrite nel tunnellellelle delle minestrine, dovete uscirne! Non è divertente. E nemmeno così nutriente, è una fiction di nutrimento. Il corpo e l’anima hanno bisogno di cose buone davvero… E poi  certe minestre sanno essere squisite, specie in certe fredde sere d'inverno

GioryLista -  Senta, una domanda a titolo personale… Mi hanno portato un tocco di manzo dalle campagne. Io, non sapendo che farne, l'ho congelato. Potrebbe dirmi come cucinarlo?

Famelia -  E lei arriva a questa età e mi fa ancora queste domande? Lo lasci congelato che è meglio…

GioryLista -  Ma no, guardi ci tengo…

Famelia -  Se lei ci tenesse l’avrebbe già scongelato. Del resto, si sa, la necessità vera rende creativi, coraggiosi, tira fuori il talento, quello che c’è. Un qualche talento c’è sempre. Magari tenuto rinchiuso in un pavido cassettuccio dell’inconscio. Lasci perdere come si cucina il Vitello delle ande o il  bovino della Gallura. Non chieda me. Non ne ha bisogno

GioryLista -  Insomma non ci vuole rivelare nessuno dei suoi segreti

Famelia -  Il segreto non c’è, Mademoiselle

GioryLista -  Allora come fa a conquistare questa moltitudine di uomini?

Famelia -  Lo voglio. Semplicemente lo voglio. E lo vogliono anche loro. E poi non è una moltitudine

GioryLista -  Non faccia la modesta, il catalogo è questo!

Famelia -  Guardi che molti sono ripetuti

GioryLista -  Ma son già milletrè

Famelia -  Non esageri, sa bene che la quantità non fa la qualità…

GioryLista -  Lei è una leggenda, è l’ultima mangiatrice di uomini. Estinta lei finirà un mondo

Famelia - Esagera, lo fate sempre voi giornalisti. Nulla di ciò che è istinto si estinguerà. Confido nel fatto che la fame rimane comunque e sempre.  Soprattutto se il cibo scarseggia

GioryLista -  Ma un intenditrice come lei... è un peccato. Non le spiace estinguersi senza lasciare eredità?

Famelia -  Molti mondi sono destinati all’apparente estinzione. Ma non è mai tutto perduto. Tutto torna, nel bene e nel male. La storia lo insegna. È tutto un rincorrersi di età dell’oro e del carbone, di momenti di luminosa conoscenza e declini bui, imperi romani e medioevi, rinascimenti, età della peste, della ragione. L'amour va e viene tra barbarie e nobilità .Chi si ciba di uomini continuerà a farlo. Chi li degusta avrà la sua stagione per farlo.

GioryLista -  Insomma siamo sempre in tempo

Famelia -  Più o meno, è il tempo che è sempre in tempo… per noi

GioryLista -  … mmm…ma che odorino, cos’è?

Famelia -  Zuppa di Tartarugo

GioryLista -  Ma che bontà!  Sembra squisita …

Famelia - Lo è

GioryLista -  Lo mangia stasera?

Famelia -  Oh oh oh! Ma no, no  ragazza mia... che ingenuità!

GioryLista -  E allora quando?

Famelia -  Nell’Aprile del 2008

GioryLista -  Chiribbio! Non le sembra tardi

Famelia -  Sì, ma la cottura del carapace è una cosa lentissima, lunghissima. Le ho detto.  E' un piatto per appassionate.

GioryLista -  Immagino, una fatica pure farlo a pezzi!

Famelia -  Dispiace sa? ma è necessario...

GioryLista -  E stasera cosa mangia? Cos’altro bolle in pentola? 

Famelia -  Non ho molta fame. Smangiucchierò Fleurtarelli  Verdi Fritti alla Fermata del Cell

GioryLista -  Tra le lenzuola?

Famelia -  Tovaglie, lenzuola… telefoni...  ognuno apparecchia come  meglio sa.
E buon appetito.

Postato da: farolit a 00:21 | link | commenti (27) |


Commenti
#1    14 Gennaio 2008 - 12:17
 
tu sei completamente, deliziosamente folle !
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#2    14 Gennaio 2008 - 15:54
 
azz preferisco diventare vegetariana....
besos besoc :-)
fior di loto
utente anonimo

#3    14 Gennaio 2008 - 16:04
 
cara miss famelia,
le scrive un'aspirante cuoca di homme in salsa ruspante, purtoppo ultimamente ho un sacco di problemi a reperire gli ingredienti occorrenti...mi creda sono andata al supermercato ma mi hanno risposto che li avevano già finiti,poi ho pensato chissà se ...magari in palestra...ma niente un sacco di homme in salsa profumo e poutpourri, ciglia mascarate e petti al silicone pure chiappe di plastica (duretta da digerire),ma salsa verace e ruspante niente.....allora mi son detta chissà magari se faccio un giro per strada ...magari ...magari che???? non esiste più ormai si è estinto, per cui le chiedo a questo punto non è che avrebbe una ricettina veloce veloce per riscaldare la solita minestra????
baci baci
aspirante cuoca.
p.s.
vuoi mettere il piacere dell'immedesimazione e della solidarietà sorellesca?????
baci ancora fior di loto
utente anonimo

#4    14 Gennaio 2008 - 16:36
 

Chez Farolit

Leggevo un articolo su una importante rivista specializzata francese (CREVETTE ROUGE) di un famoso ristorante parigino. Nell’articolo, la giornalista descriveva – dopo la dovuta intervista- il ristorante che, a sorpresa, ha raggiunto quota 7 stelle (caso unico al mondo) per l’innovazione dei suoi piatti. Dagli antipasti ai dolci, tutto è perfettamente integrato nello stile di Madame Farolit (questo è il nome del fortunato sito). L’immaginazione della Chef è il suo punto di forza. Nulla è mai ripetuto o catalogabile in uno schema. La cura nella presentazione delle portate è maniacale. Spolverate di erbette e strisce di scorza d’agrume o vellutate polveri colorate di spezie rare, vengono sistemate sui piatti per rendere ogni squisita pietanza un vero trionfo. La carta dei vini, poi, è una vera lussuria : annate rare, bianchi e rossi di tutte le gradazioni per accompagnare le prelibatezze del luogo. Se dovessimo descrivere in una parola il modo di cucinare di Madame Farolit sicuramente diremo SUBLIME.

Prezzi : n/d Locale esclusivo. Top Quality.
È d’obbligo la prenotazione.
Accettano tutte le carte di credito
Fortemente consigliato * * * * * * *

f.

PS : Mi candido ad una prossima cena (potrei essere il secondo piatto/ patos principales/ Main Course del menù).

Invio ricetta consigliata : FRICANDEAU di Ferlinghetti (un comunissimo Homo Abilis di tipo caucasico con la passione per il giardinaggio) all’Acetosella (Delicato Fiore) ! ;-)

FRICANDEAU di Ferlinghetti : (con il nome “fricandeau” si intende quel pezzo intero e compatto di polpa, che si ricava dalla parte anteriore esterna della coscia di vitello. Serve per preparare il più squisito e raffinato arrosto del mondo)

1 fricandeau di del peso 1,2 kg circa, 100 g di lardo, 1,5 kg di acetosella, 120 g di burro, 1 dl di panna, 2 cipolle, 2 carote, 1 mazzetto di odori, ½ lt di brodo.

Lardellare la carne in superficie con il lardo. Farla brasare in una casseruola dai bordi alti, sopra un letto di cipolle e di carote in precedenza trinciate in rotelle e rosolate al burro. Aggiungere il mazzetto di odori, d’orare su ambo i lati il Ferlinghetti fricandeau, quindi bagnarlo con il brodo. Salare debitamente e brasare in forno a fuoco medio.
Nel frattempo sbollentare l'Acetosella ;-) in abbondante acqua salata. Passarla al setaccio e cuocere la purea ottenuta con poco burro a fuoco lento, mescolarvi eventualmente pochissima farina per legarlo. Insaporire con sale e poca noce moscata.
A cottura quasi ultimata, legare definitivamente con la panna. Servire a parte, in salsiera, il fondo di cottura della carne, sgrassato e ridotto ulteriormente sino a circa metà del volume iniziale.

Vino consigliato : Rossese di Dolceacqua.

f.
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#5    14 Gennaio 2008 - 17:56
 
Farlittina,davanti alla deliziosa catalogazione degli uomini ( in dettaglio dinnanzi agli uomini al sapore caseario) mi lecco le dita.
(E mi sto sbellicando dal ridere, ndr).
Chissà mio marito a quale varietà appartiene.
ahahahahahah
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#6    14 Gennaio 2008 - 18:37
 
Monsieur le Secretaire la ringrazio del bel complimento. C'è del metodo sa? E io mi applico... mi applico a folleggiar. ;-)

Gentile Aspirante Cuoca (Famelia risponde, non Farolit) di "Homme in salsa ruspante" ... le dirò... forse certi piatti appartengono alla Storia della Cucina e dobbiamo rassegnarci e evocarli nell'immaginario, e basta.
Gli ingredienti occorrenti per "Homme in salsa ruspante" non si trovano. Non datur. Certo non li troverà mai al supermercato (se le hanno risposto che li avevano finiti, le mentirono. Semplicemente non ce li hanno) In palestra poi, figuriamoci, non si è trovato nulla di mai veramente masticabile (testosterone industriale indore incolore insapore... puri polifosfati! bleah!) Per non parlare della faicile deperibilità del prodotto palestrato. Ha notato come la scadenza del palestrato medio è imbarezzentemente inferiore a quello dello yogurt?
Sarebbe più utile cercare qualcosa di verace nei mercati rionali. Conoscere bene il banchetto con la robba bbuona che viene dalla campagna. Mai fermarsi a quella con roba tutta lucente turgida uniforme e regolare per colore e forma, valorizzata nell'apposito paccaging. L'odore! Usi quello prima che la vista. L'odore dice molte più cose della veracità di un buon uomo-alimento. Se poi cerca il prodotto "ruspante" sa bene che si deve muovere verso la campagna, avere il coraggio di allontanarsi dall'urbanitas insapore. Affontare aie e pollaie, e ongi sorta selvaticismo apparentemente poco igienici. La robba buona sta là e il contadino lo sa. E infatti non ci fa sapere quanto è buono il "suo" formaggio con le "sue" pere. Lei infine mi chiede una ricettina veloce per riscaldare la "solita" minestra. Confesso che sconosco il genere. Non è mio genere. Tuttalpiù sono brava nel congelamento e scongelamento di vecchie minestre.
Posso dirle tuttavia che ci sono degli elementi essenziali che una minestra deve avere per essere buona ed efficace.
Anzitutto deve essere "calda", non tiepida, mai tiepida! altrimenti non serve. E quindi va scaldata bene, facendo attenzione a non avere quella fretta sbrigativa per cui si alza la fiamma e si attacca tutto il fondo e tutto il piatto sa poi di bruciaticcio.
Poi la minestra deve profumare di sapori confortevoli (la patata la cipolla la zucca faccia lei, ognuno c'ha il suo) familiari, riconoscibili, rassicuranti.
Per ravvivare tutto va bene: un tocco di pepe o di burro, di noce moscata o di latte. Del brodo per strutturare. Del vino per intrigare. Del prezzemolo per rinfrescare. Insomma qualcosa che la ravvivi si trova sempre. Bisogna conoscere bene il sapore della minestra che si ha per poterla "aggiustare". Inutile che io le dica "aggiunga un po' sale" . Magari la sua personale minestra è già salatissima e forse ha bisogno, au contraire, di essere un po' stemperata. Insomma lei sa. E poi l'ardito abbinamento "perizoma e pile" delle sue ultime minestre mi è sembrato più che efficace!

Ferlinghettissimo my gentle cheff, hai visto per caso il film per soli adulti Ratatouille ? (Non capirò mai la presenza di tutti quei ragazzini giustamente perplessi davanti a cotanto commovente plott) J'espère que oui.
Insomma il topo Remy incarna (e supera) lo spirito creativo del grande Cheff Auguste Gusteau e alla fien riesce soddisfare persino Ego (il perfido critico culinario) andando al cuore (trovandolo) del suo inconscio col la vecchia zuppa della mamma. Morale:chi ci sa nutrire ci fa sentire amati. Ci ama perchè ama ciò che cucina.
(ho deciso che questo film sarà la mia guida spirituale per 2008)
Io mi cimento nella scrittura come nutrimento per me e per gli altri.
Mi cimento pure ai fornelli veri. e ne vien furi di tutto: cose buone ed esperimenti. Bisogna osare! A volte son delizie. Altre volte son cose ardite tipo lo "Sformato di riso all'arancia con besciamella e formaggio". Altre volte tentativi mancati. Mai fallimenti. Tentare è sempre in sè una vittoria. Ci porta da qualche parte. Solo chi non tenta rimane là col suo tramezzino.
Orbene... sappi che ho fatto avere la alla tua interessante (nordica non semplice) ricetta di "Fricandeau di Ferlinghetti" a Famelia. Te ne ringrazia molto e mi dice di dirti che farà in modo di procurarsi tutti gli ingredienti a cominciare dal pezzo di fricandeau e dall'acetosella. Intanto ricambia con una vecchia (semplice suddica) ricetta di farolitiana memoria Brodetto di Sirena . E' una ricetta di Chimera, si cucina soprattutto con la fantasia!
;-)

marzietta ami gli uomini formaggio?? Ma davvero? Tipo l'uomoProvolone? O l'uomoScamorza? L'uomoSquacquarone? L'uomoTominocaprino? davvero?
Io invece amo gli uomi pesce: Gli uominiMerluzzo, gli uominiTonnacchioli, gli uominipolpi, gli uominiAlalunga... pure gli uomini riccio e gli uominicozza, basta che sappiano di mare! (e che durino profumando non più di tre giorni!)
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#7    15 Gennaio 2008 - 00:49
 
Amorevole fantasmatica Farolit (e un po' perfida Famelia mangiauomini), non provavo una tal goduria esteticogastronomica dai tempi del Pranzo di Babette, e dai tempi più lontani di Tom Jones (1963! che ne sapete, F&F, quanto lontani sono? l'avete mai vista la voluttuosa scena delle ostriche?).
Dovevo allontanarmi dallo Stretto per scoprirne delizie letterarcoquinarie. Ma chissà che cosa penserete di un uomo che va in estasi davanti a rigatoni e zucchine fritte. Un piatto povero, semplice e facile? Così sembrerebbe. Un piatto sontuoso, un distillato alchemico. Cimentatevi F&F, amiche&amici di Oz, sperimentate con fantasia (a Napoli ci aggiungono le uova, a Roma non so, ancora), e regalatemi la vostra personale ricetta, se volete
a.p.
utente anonimo

#8    15 Gennaio 2008 - 07:58
 
que post delizioso, da degustare con tutta calma.
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#9    15 Gennaio 2008 - 08:24
 
ih ih ih....ah ah ah...eh eh eh......
:- ))
baci fior di loto
utente anonimo

#10    15 Gennaio 2008 - 14:27
 
La Cicala di fiducia che mette in tavola un post decisamente, follemente geniale, proponendosi come una adorabile versione al femminile di un film di Greenway sceneggiato da Campanile.
Chapeau!
(almeno 5, come nelle scuole di grandi chef...)
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#11    15 Gennaio 2008 - 18:47
 
Non sono mai stata una mangiatrice di uomini ma stasera mi gusterò mio marito "nouvelle cuisine" agrodolce!
utente anonimo

#12    15 Gennaio 2008 - 21:41
 
Wow gli uomini al sapore salato!
Quanto ti capisco..;)
Mio marito è un Uomodi Latte, nel senso che beve molto latte ( sarà l'isitnto del figlio?,ndr). Quindi il formaggio ci "azzecca" nel suo caso.
:)
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#13    15 Gennaio 2008 - 21:42
 
Ma lo sai che , inizialmente, la bocca del post l'avevo presa per una foglia?
Gesù!
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#14    15 Gennaio 2008 - 23:35
 


a.p. certe personali ricette possono sembrare equivoche in un post come questo... così metaforicamente culinario. Insomma ognuno c'ha i suoi piatti e i suoi degustamenti. M'inquietano gli uominiMICRObiotici che vanno in estasi per un "Tortino di miglio". Ma un uomo che va in estasi davanti a "Rigatoni e zucchine fritte" ... mi par sano, sanizzo.
Saggiai la ricetta con zucchine fritte nella variante tortiglioni (sul rigatone ho una lunga teoria antifelliniana che ti risparmio). Io sono una cultrice della vilipesa zucchina. La frittura della quale è un arte preservativa e orientale.
P.S.
ma che significa F&F?



felipuzzo io e la Giungla ci degustammo (alla tua onorevolissima salute) la penultima cartuccera di panelle (la terzultima la feci fuori per ammansire la sorella, colpita e affondata!).
Insomma pensieri grati e colmi di bontà partono dalla panella degustata e volgono a te, delizioso omaggiatore.

fiorellina contegno! Non sbellicarti così... cala la pasta va!

Massettinoooo grassssie. Un film di Greenway sceneggiato da Campanile? Davvero neanche la mia arditissima mente arriva a tanto... ma mi diverte che tu mi ci veda così. Quasi quasi ti cucino un paradosso, tipo ghiaccio flambè.
Ti cucino ma non ti mangio, son buona... ;-)

anonimA un marito "nouvelle cuisine" agrodolce è già un buon piatto, sofisticato. Insomma nel tuo caso essere una degustatrice di marito è una fortuna. Bon apetit, mon amie!

marzia l'idea di tuo marito Uomodilatte mi interisce all'inverosimile. In parte mi ci identifico e lo capisco, il latte è il mio cibo dell'anima, irrinunciabile.
Ma lo vedi come formaggio è importante sapere "quale", molle? stagionato? forte o delicato? Caprino, vaccino? Insomma tra parmigiano e formaggino c'è differenza.
P.S.
Anch'io la bocca del post ogni tanto la scambio per un'altra cosa tipo un "cuore sottosopra" e altro che non posso dir...

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#15    16 Gennaio 2008 - 00:20
 
mmm... si vede che sono a dieta

rimembrando i miei passati banchetti posso citare qualche varietà di uomo-alimento:

Uomo-radicchio rosso, bello a vedersi con quelle venature bianche tra le foglie sanguigne, però appena lo assaggi ti punisce con l'amaro che non se ne va più via

Uomo-cous cous, si presta ad assere tutto quello che vuoi, puoi condirlo di ingredienti sempre diversi, ogni giorno lo cucini in modo nuovo... ma alla fine è sempre semolino

Uomo-tartufo, più unico che raro, difficile a trovarsi e soprattutto a tenerselo stretto, però una volta che ci riesci e te lo porti in cucina ti accorgi di quanto puzza e quasi quasi ti fa passare la fame

Qui non si mangia più però, c'è carestia e io vorrei proprio chiedere a Famelia dove li compra i semi per farsi l'orticello
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#16    16 Gennaio 2008 - 08:15
 
E se la signora Famelia aprisse un ristorantino per nualter puarèt??
(Avrei da consigliare un aiuto cuoco mica male ;)
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#17    17 Gennaio 2008 - 18:45
 
...e io che dovrei dire che per trovare un tocco di parmiggiano devo corrompere la gendarmeria reale...t'amo mio ben
utente anonimo

#18    17 Gennaio 2008 - 19:08
 
Ok, provo a farti un suntino, impresa improba per una logorroica.
:)
Uomo tenero, ma non tipo formaggino che ti fa il solletico al palato.
Mio marito è Uomomozzareladibufala"dop", mi spiegai?
Vedo che sei come me una manica del latte mattutino.Io non ci rinuncio. Alla faccia della colite.;)
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#19    17 Gennaio 2008 - 19:10
 
Farolittina, mi diresti anche in pvt a cosa ti somiglia che qui non puoi dire?
:D
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#20    17 Gennaio 2008 - 21:26
 
il mio non so più che sapore abbia. L'ultima volta che l'ho assaggiato ho dovuto prendere un gastroprotettore e resettare completamente i miei neuroni per ricominciare a vivere. sai cosa penso veramente? che il gusto iniziale dei nostri cari uomini in realtà è vario, ma alla fine dopo un pò tutti i gusti confluiscono in un'unico sciapo, inconsistente retrogusto.
utente anonimo

#21    18 Gennaio 2008 - 01:30
 
Rea querida, i banchetti trascorsi ebbero almeno l'appeal del cibo pregiato ed esotico.
L'attuale carestia è cosa vecchia. Ormai si va avanti per cibi sintetici o peggio robbaccia da fastlovfood. Meglio i digiuni mistici. La zitella farolit li promuove. Quanto a Famelia non li compra i semi per l'orticello, li conserva di anno in anno.... con pazienza contadina.

majarina qui mi sa che invece di un ristorantino bisogna aprire una "mensa delle povere affamate"
Non mi dire che voalter puarèt non sapete cucinare o vi siente dimenticate come si fa un arrosto a furia di scongelare minestre dozzinali? Nooo, non ci creo. Tuttalpiù vi manca la materia prima, come a tutte, come a tutte. Tempi grami per le cheff!

anonimA Moi aussi, mon coeur. che ti riconoscerei fra mille anonime anche se io diventassi cieca e sorda e senza memoria! Sei l'uomo della mia vita... che ci fai in un corpo di donna? Solo tu, pur nelle estreme condizioni del reperimento alimentare in terra straniera, non ti scoraggi e ti muovi indomita alla ricerca del "buon" cibo. Costi quel che costi. Diletta! Riuscisti alfine a corrompere le guardie del palazzo? Ottenesti il tuo tocco di prodotto nostrano? Dimmi di sì. Dillo per tutte noi. Pciùk!

marziettina Non è male avere un marito uomomozzareladibufala"dop", è versatile. Qui a Messina c'hanno aperto un intero ristorante dedicato esclusivamente a questo nobile alimento.
Fammi capire poi... tu vuoi sapere da me che alimento sono io (e che qui non potrei dire)? ma non posso dirmelo da me! Ognuno di noi è un alimento (più o meno commestibile) a seconda degli occhi e dei sensi che lo vedono e percepiscono appetibile. Insomma non bisogna chiederlo a me, ma a chi mi vorrebbe mangiare. Siamo cibi soggettivi. Per alcuni caviale per altro pane. A me piacerebbe essere pane.
;-)

anonimA 2 Mi viene il dubbio che anche il gusto di noi femmine dopo un po' (ma dopo quanto po' ?) possa diventar sciapo a lungo andare (in realtà non lo so più perchè ormai nulla mi dura abbastanza da poter perdere sapore) abituato sempre a quel sapore che poi non è più un sapore. La soggettività temporale dei sapori ( e dei gusti!)
Eppure no, non credo fino in fondo a questa teoria. Ci sono cibi assoluti. Il pane lo mangi ogni giorno e ogni giorno l'odore fragrante che vien fuori dal panificio titilla l'acquolina. Insomma a volte se non sentiamo più un buon sapore là dove prima c'era è perchè ci si è alterato il gusto (come a quei poverelli dei forti fumatori o dei bevitori). Oppure abbiamo smesso di drogarci, sono finite le endorfine amorose che davano "sapore" a qualcosa che non l'ha mai avuto di suo. Un sano lungo digiuno aiuta in questi casi. E magari provare a cambiare ricetta, se l'alimento lo consente. Il gusto si può rieducare al buono. Contentarsi di degustare un'unico sciapo, inconsistente retrogusto a chi fa bene?
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#22    19 Gennaio 2008 - 13:43
 
ullallà, quanta roba, farolit!
mi sento come il fratello di rené, nella cella del ristorante :-)
non sei folle, hai trovato una geniale metafora per trattare con vorace allegria un argomento d'attualità: il mercato degli uomini (lo dico ma è evidente: esiste ancora anche il mercato delle donne, eh?).
a famelia mi immolerei, anche solo per soddisfare la curiosità di sapere che alimento sono :-)
a differenza della cucina tradizionale, quella di famelia non uccide né annulla l'alimento che, come la fenice, al mattino rinasce. e, beh, se sarà stato ben cucinato e ben mangiato, rinascerà arrichito nel sapore, immagino, in vista della cena successiva!

post gustosissimo :-)))
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#23    19 Gennaio 2008 - 13:58
 
Sig.na Farolit lei sa che siamo oziosissimi ma l'abbiamo in cuore per davvero. Passiamo di qui in velocità in quanto abbiamo scorto in un suo commento su di un post di quel venerabile indagatore che abbiamo appena scoperto che fa di nome ferlinghetti, scorto quindi dicevamo un suo -D. Vorremmo con tutta la cortesìa possibile chiederle in quanto rispettabilissima amica di non mettere più quel segno grafico davati alla D considerato che il nostro divulgatore elettricomagnetico fa di nome Daniele cioè D appunto. Per cui se lei mette un meno davanti pensiamo che a lei non sta simpatico. Abbiamo inteso bene o male ? ci scusi se si tratta di un fraintendimento e con l'occasione le porgiamo auguri per una gustosissima giornata. D
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#24    20 Gennaio 2008 - 01:32
 
varascuzzo la chef ringrazia.
Riferirò a Famelia (da non confondere con la parca zitella mistica Farolit) la tua curiosità. Ella però è molto olfattiva, si sa, e il virtuale è troppo indore per riconoscere le proprietà degli alimenti. L'immagine non basta, nemmeno quella fatta di parole. Il gusto ha bisogno del altri sensi. Compreso il sonoro. Famelia è una sottile degustatrice di voci. Disse una volta "la voce è come il vino, può esaltare un pasto o ucciderlo definitivamente". Il suo debole sono le voci basse, ambrate con tocchi lievemente baritonali. Calde anche in controluce e sopratutto al buio o al telefono. Di contro potrebbe morire d'inedia se costretta a sorbirsi voci nasali, strascicate o stridule con picchi ondivaghi tendenti all'acuto.
C'est vrai il mercato delle relazioni tra uomini e donne cucinanti e cucinati è sempre in perenne apparente crisi. Affrontammo già la questione QUI in un altro fortunato post Distopia NamberUàn
Famelia, cuoca e degustatrice d'altri tempi, ci incoraggia e non perdere la speranza. Infondo suggerisce la conoscenza e la valorizzazione reciproca delle cose buone, che sempre ci sono, se uno sa riconoscerle.
;-)

Sig.ri tristantzara lusingata che mi abbiate in cuore. Ma rallentate, orsù, che la mia stessa vita è un perenne elogio della lentezza. Chi va piano va sano e legge "meglio" le cose. Andando piano forse vi accorgereste che quello che voi (Oziosamente e incompiutamente) interpretate per "meno D" - D ( come "meno Daniele") è il naso della faccina (-) con relativa bocca che ride (D) preceduti da occhiolino (punto e virgola ;)
Ribadisco qui l'inopinata lezione di emoticons che ho già fatto dal caro Ferlinghetti.
Aggiungo che l'immotivata diminutio di chicchessia (foss'anche della lettera D) non è davvero il mio stile. Verrebbe da pensare: come mai vi ci identificaste in quel meno Di?
Vedete cose come nelle macchie di Rorschach?
;+D
P.S.
La giornata fu gustosa, e ancor più la serata. Si andò io RossaGiungla a caccia di tonnacchioli dello stretto.
Per ora è stagione. ;-)
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#25    20 Gennaio 2008 - 10:22
 
La risposta la trovi dall'altra parte.ciao D
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#26    22 Gennaio 2008 - 07:54
 
Zia, ma secondo te io sono meglio in pentola o alla brace?






utente anonimo

#27    15 Febbraio 2008 - 08:22
 
Una prelibatezza di post.. :)
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Commenti